Ciclo mestruale

Che cos’è il ciclo mestruale?

Il ciclo mestruale è l’insieme di tutti i cambiamenti che avvengono nell’apparato riproduttivo femminile (in particolare utero e ovaie) che rendono possibile una gravidanza.
Per ciclo mestruale non si intende la perdita di sangue mensile tipica delle donne come spesso si crede ma tutto il periodo compreso tra l’inizio del flusso mestruale in cui compaiono perdite di sangue dalla vagina e la ricomparsa del successivo mestruo, per una durata complessiva media di 28 giorni. Il ciclo mestruale caratterizza tutto il periodo fertile della vita della donna, dalla comparsa delle prima mestruazione (menarca), intorno ai 10-12 anni ma spesso anche prima, fino alla menopausa, quando per 12 mesi successivi non si presentano i flussi mestruali.
Con il ciclo mestruale ogni mese il corpo si prepara a una gravidanza e se questa non ha luogo si ricomincia di nuovo il mese successivo. Durante tutto il ciclo mestruale un ovulo arriva a maturazione, viene espulso e, tramite le Tube di Falloppio, arriva in utero, dove tutto è pronto ad accoglierlo e a consentire che, se fecondato, possa attecchire e crescere. Se questo non avviene, l’ovulo verrà espulso con il flusso mestruale insieme al sangue e ai residui uterini.

Come funziona il ciclo mestruale?

Il ciclo mestruale è definito dall’Iss, l’Istituto superiore di sanità, come un “complesso orologio biologico regolato da una serie di ormoni”, prodotti dalle ovaie su stimolo delle ghiandole ipofisi e ipotalamo, presenti nel cervello. Attraversa varie fasi, in cui predominano determinati ormoni prodotti dalle ovaie, proprio per garantire che tutto proceda regolarmente.
Gli estrogeni dominano nella prima parte del ciclo mestruale, chiamata fase follicolare, mentre il progesterone è maggioritario nella seconda, chiamata luteinica. Le variazioni ormonali mensili del ciclo mestruale coinvolgono anche altri organi dell’organismo femminile, come, per esempio, il seno che può risultare particolarmente gonfio e dolente prima dell’arrivo del flusso mestruale per effetto del progesterone, che provoca anche un aumento della ritenzione di liquidi. La durata del ciclo mestruale varia in ogni singola donna, con un intervallo che va dai 24 ai 35 giorni.
Attenzione: il ciclo è considerato “regolare” se rimane sempre uguale nella stessa persona, anche se più lungo o più corto della media generale. Viene definito invece “irregolare” se la sua durata varia di mese in mese nella stessa persona, con cicli corti e altri lunghi senza nessuna relazione e talvolta anche con l’assenza proprio di flusso mestruale (amenorrea).
Anche la durata del flusso mestruale è molto variabile e si va dai 2-3 giorni fino ai 6-7 giorni, con quantità abbondanti o scarse. Il ciclo mestruale è quindi una caratteristica personale di ogni donna, con le sue peculiarità specifiche per ognuna, perché può essere davvero molto variabile pur rimanendo fisiologico, cioè normale.

I sintomi

Il ciclo mestruale è un periodo di circa 28 giorni in cui ci sono tante variazioni ormonali. I sintomi più significativi sono quelli legati all’arrivo del flusso, che si presentano anche una o due settimane prima dell’arrivo, talvolta con un’intensità così elevata da diventare una sindrome vera e propria, la sindrome pre-mestruale, che talvolta può interferire con la normale attività quotidiana.
I sintomi sono molto variabili sia come presenza sia come intensità e non sempre è facile fare una diagnosi corretta. I principali sintomi che si presentano prima dell’arrivo delle mestruazioni sono:
  • seno pesante e dolente
  • gonfiori da ritenzione idrica su gambe e addome con relativo aumento di peso
  • modifica dell’appetito
  • mal di testa, insonnia
  • cambio di umore
  • difficoltà di concentrazione
È difficile che una donna abbia sempre tutti questi sintomi insieme e che compaiano uguali ogni mese, ma si deve parlare comunque di sindrome pre-mestruale. Da notare che in genere tutti questi disturbi passano con la comparsa del ciclo per ripresentarsi di solito al mese successivo, per questo se i sintomi non sono debilitanti si evita di ricorrere a farmaci. Si preferisce puntare invece sul controllo della dieta, con la riduzione del sale e l’aumento dei liquidi ingeriti, così da alleviare la ritenzione idrica.
È bene poi privilegiare gli alimenti vegetali e limitare alcol, caffè e cioccolato. Nei casi più seri, quando la sindrome arriva a modificare le proprie attività, è possibile ricorrere al trattamento di questa sindrome con l’uso di preparati ormonali (come contraccettivi orali e creme a uso topico), antinfiammatori, antidolorifici e a volte anche antidepressivi.

Ciclo mestruale in ritardo

È convinzione comune parlare di ciclo mestruale intendendo in realtà il flusso mestruale, perché solo questo in effetti può ritardare e per tanti motivi. La prima e più importante causa di un ritardo del flusso è l’inizio di una gravidanza: il segno più evidente della gestazione è appunto l’assenza del mestruo perché l’ovulo fecondato si è impiantato nell’utero e ha iniziato a crescere e maturare. Eppure non è l’unica causa di ritardo del mestruo.
Ne esistono tantissime e variano anche in base all’età: se per le giovanissime dopo il menarca (prima mestruazione) e per le over 40, nella fase della pre-menopausa, un’irregolarità è assolutamente normale, possono influire anche peso, attività fisica intensa, stress, problemi alla tiroide e molto altro.

Ciclo mestruale in anticipo

Con la frase “ciclo mestruale in anticipo” si intende in realtà mestruazioni in anticipo o cicli mestruali ravvicinati, in quanto si indica l’accorciamento del periodo intermestruale. Il periodo ritenuto medio è quello di 28 giorni, ma tutto è personale e il ritardo va valutato in base alla propria durata media, che può essere di 30 giorni o di 24.
Il ritardo del flusso mestruale capita con una certa frequenza in ogni donna, soprattutto se si parla di 2-3 giorni in modo sporadico, e non ha alcun valore patologico ma rientra tutto nelle normalità. Se il fenomeno, però, si ripete per più cicli, quindi non è più un fenomeno occasionale, si parla di polimenorrea. In termini medici, si può dire di soffrire di polimenorrea se le mestruazioni in anticipo si manifestano per diversi mesi con un ritmo inferiore ai 24 giorni (in genere, dai 15 ai 23 giorni), a causa di un accorciamento delle fasi pre-ovulatorie.
Se poi non solo il flusso si presenta con maggiore frequenza ma è anche più abbondante e si protrae per più giorni della media, si parla allora di poli-ipermenorrea. Queste problematiche vanno analizzate dal medico per identificare le cause che vi sono alla base, eseguendo innanzitutto un’ecografia pelvica ed esami di dosaggio ormonale.
Tra le cause più comuni dell’ipermenorrea si trova:
  • l’insufficienza luteale, cioè una scarsa produzione di progesterone da parte dell’ovaio nella seconda parte del ciclo mestruale
  • l’iperprolattinemia, quindi la presenza in eccesso della prolattina,
  • disturbi della tiroide,
  • cicli senza ovulazione
  • errata risposta dell’endometrio a un corretto stimolo ormonale.
Senza contare tutti i vari disturbi dell’apparato riproduttivo femminile che possono ovviamente interferire con l’arrivo delle mestruazioni, come presenza di cisti ovariche, endometriosi, infiammazioni o lesioni dell’utero…
Oltre a queste patologiche, vi possono essere anche cause diverse non patologiche, come stanchezza, stress, cambi di stagione, lutti, ansia e distrubi dell’umore. Per quanto riguarda il trattamento delle mestruazioni anticipate tutto dipende dalla causa che ne è alla base. Dal cambio di stile di vita a tecniche varie per ridurre lo stress, fino a trattamenti ormonali o interventi chirurgici, come per esempio per rimuovere una cisti.
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Fasi del ciclo mestruale

Il ciclo mestruale si divide in tre fasi differenti, perché è quel processo completo che va dalla maturazione dell’ovulo fino al suo rilascio e al suo viaggio in utero verso la cavità per attecchire e continuare a crescere. Ecco le tre fasi del ciclo mestruale come ben spiegate nel sito dell’Iss

Fase follicolare

Questa fase, detta anche pre-ovulatoria, inizia subito dal primo giorno del flusso mestruale e termina il giorno precedente l’ovulazione. La fase follicolare è caratterizzata dalla produzione via via crescente di estrogeni, che hanno vari effetti. Innanzitutto provocano lo sfaldamento dell’endometrio dando luogo alle mestruazioni vere e proprie, finite le quali iniziano a porre le basi per far si che lo stesso endometrio inizi a riformarsi e a ispessirsi, così da poter accogliere eventualmente una cellula uovo fecondata dagli spermatozoi. Ma non solo.
Gli estrogeni spingono soprattutto l’ovaio a far crescere dei follicoli (strutture che contengono gli ovuli) in vista dell’ovulazione, anche se in genere è soltanto un follicolo che arriva a maturazione completa.

Ovulazione

A metà del ciclo, in genere, si registra un improvviso e notevole innalzamento della produzione dell’ormone luteinizzante prodotto dall’ipofisi che determina la rottura del follicolo e il rilascio dell’ovulo maturo.
Di norma le ovaie si alternano nella produzione dell’ovulo ma nulla toglie che sia sempre un’ovaia a ovulare almeno in certi periodi. Il follicolo che aveva prodotto l’ovulo si trasforma poi in una ghiandola chiamata corpo luteo, che serve per produrre progesterone al fine di aiutare lo sviluppo della cellula uovo. Questa viene spinta dentro la Tuba di Falloppio dove può essere fecondata da uno spermatozoo risalito dalle vie genitali in seguito a un rapporto sessuale.

Fase luteinica

Questa fase, dopo l’ovulazione, ha una durata abbastanza fissa, tra gli 11 e i 16 giorni, ed è per questo che in caso di cicli molto irregolari è la fase follicolare che varia, non questa. Qui agisce soprattutto il progesterone (in media dal 16° al 23° giorno) che ha lo scopo innanzitutto di far crescere l’endometrio, rendendolo più spesso e pronto ad accogliere e nutrire la cellula uovo fecondata.
Il progesterone è prodotto dal corpo luteo, raggiungendo l’apice di produzione intorno a 6-8 giorni dall’ovulazione. Se l’ovulo non è stato fecondato, questo viene assorbito dall’endometrio e il corpo luteo comincia a degenerare a circa 10 giorni dall’ovulazione. Si verifica così un brusco abbassamento del progesterone nel sangue, che provoca lo sfaldamento dell’endometrio, dando luogo alle mestruazioni. E il ciclo riparte così uguale fino alla menopausa, quando la donna non può più concepire.
Testo aggiornato in data 30 gennaio 2020, a cura della redazione

Fonti / Bibliografia

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