Sindrome premestruale allontana il partner (sterile)?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/09/2014 Aggiornato il 22/09/2014

La scoperta è stata fatta da un professore di Evoluzione Molecolare. Con la sindrome premestruale, le donne si garantirebbero maggiori possibilità di avere figli

Sindrome premestruale allontana il partner (sterile)?

La sindrome premestruale sarebbe la soluzione che l’evoluzione ha escogitato per far abbandonare alle donne i partner sterili. Questa, almeno, è la teoria di Michael Gillings, professore di una materia complessa e affascinante, che è l’Evoluzione Molecolare.

Interessa quasi tutte le donne

La sindrome premestruale (PMS), un fenomeno che capita all’80 per cento delle donne, comprende sintomi molto fastidiosi, come ansia, tensione, sbalzi d’umore, dolori e crampi, e, alcune volte, fa anche perdere l’interesse verso le attività abituali. Molto spesso la persona su cui si sfogano le tensioni della donna in sindrome premestruale è proprio il suo compagno. Secondo quanto afferma il ricercatore nel suo studio: “In passato le donne avevano molti meno cicli mestruali rispetto alle donne nella società moderna, perché non avevano il controllo sulla riproduzione ed erano in stato di gravidanza o allattavano per la maggior parte del tempo.

Un’arma di difesa

Immaginiamo che una donna facesse coppia con un maschio sterile o infertile. Poi, che anche in passato, avesse avuto cicli regolari. Se le donne in queste relazioni fossero state soggette alla PMS e questo avesse aumentato la probabilità di dissoluzione del legame di coppia, questo sarebbe un enorme vantaggio riproduttivo. Questo semplice fenomeno potrebbe spiegare la frequenza della PMS. Ci sono varie linee di evidenza da studi sul DNA e comportamentali che confermano questa idea”.

A vantaggio della riproduzione

Il professore è partito chiedendosi il perché esista questa condizione così sgradevole e, almeno apparentemente, senza una particolare funzione. Poi ha ipotizzato il fatto che, dietro a questo piccolo mistero della biologia, ci potesse essere un possibile vantaggio riproduttivo. L’ipotesi del ricercatore è comprovata dall’elevata ereditabilità della sindrome premestruale e dal fatto che le varianti genetiche associate alla PMS possono essere identificate. Dall’altro lato questa teoria sostiene anche che la sindrome colpisce se la donna ha dei problemi con il partner e, siccome si stima che la PMS sia comune a circa l’80% delle donne, sembrerebbe che tutte, o quasi, abbiano problemi di coppia. Per spiegare questo dato Gillings ha detto che “sotto questo punto di vista, la prevalenza di sindrome premestruale potrebbe derivare da geni e comportamenti che sono adattativi in alcune società, ma sono potenzialmente meno appropriati in culture moderne”. Insomma, si tratterebbe di un comportamento che arriva direttamente dal nostro passato evolutivo. Questa teoria potrebbe anche essere di aiuto per cercare di risolvere i disturbi più importanti, rivalutando, magari, la politica contraccettiva.

In breve

UNA STRATEGIA DELL’EVOLUZIONE

La sindrome premestruale potrebbe essere nata come stratagemma evolutivo per allontanare dalle donne i partner infertili. È la teoria elaborata da un professore di Evoluzione Molecolare, Michael Gillings. Infatti, i malumori provocati dalla sindrome si sfogano in genere sul compagno della donna che, in questo modo, sarebbe indotto ad allontanarsi.

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