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Rimanere incinta con l’ovaio policistico può essere complesso. Questa condizione, infatti, può causare squilibri degli ormoni femminili che, a loro volta, provocano mancanza di ovulazione oppure rendono difficile l’annidamento dell’embrione sull’endometrio.
Non è detto, però, che chi ha questo disturbo non possa avere un figlio. È importante rivolgersi con fiducia al ginecologo, che esegue una serie di accertamenti e suggerisce cambiamenti dello stile di vita. Per dare inizio alla gravidanza, è anche possibile intraprendere un percorso di Procreazione medicalmente assistita.
Migliorare lo stile di vita
Di recente la sindrome dell’ovaio policistico o Pcos ha denominazione cambiato denominazione ed è ora definita Pmos (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome) ossia Sindrome ovarica poliendocrino-metabolica. È un cambiamento importante, perché sottintende che questa condizione non causa solo problemi alla fertilità, ma anche all’assetto ormonale, metabolico, all’apparato cardiovascolare e al benessere psico-emotivo. La nuova definizione fa insomma capire che per questa sindrome non si deve soltanto intervenire sull’apparato riproduttore, ma sulla qualità della vita in generale, con un approccio globale che considera la donna nel suo insieme di corpo e mente. Alcune modificazioni nello stile di vita possono contribuire decisamente a migliorare la condizione di salute generale.
- Basta fumo. Si dovrebbe smettere di fumare, perché la nicotina e gli ossidi prodotti dalla combustione del tabacco hanno un effetto nocivo su tutto l’organismo. Aumentano l’infiammazione diffusa presente in chi è soggetta a questa sindrome, predispongono a disturbi cardiovascolari e causano un invecchiamento precoce delle ovaie, produttrici di cellule uovo.
- Niente alcol. Anche l’alcol dovrebbe essere ridotto il più possibile o, meglio ancora, eliminato del tutto. Riduce la fertilità perché altera la produzione di Fsh (ormone follicolo-stimolante) e Lh (ormone luteinizzante), sostanze che regolano la fertilità.
- Più attività fisica. Per riuscire a rimanere incinta con l’ovaio policistico è importante praticare un po’ di movimento ogni giorno o almeno a giorni alterni. Bicicletta, corsa, camminata a ritmo sostenuto, nuoto sono attività aerobiche (mediamente impegnative e di lunga durata) che aiutano a migliorare la forma fisica, a combattere il sovrappeso e a ridurre lo stress.
Dieta da seguire
Anche la corretta alimentazione può contribuire a migliorare la Pmos, aiutando a rimanere incinta con ovaio policistico. È importante privilegiare i cibi che aiutano a controllare l’insulino-resistenza, ossia la difficoltà, da parte dell’insulina prodotta dal pancreas, a controllare i livelli di zuccheri nel sangue. L’insulino-resistenza è tra le cause che portano alla comparsa della sindrome.
Questi alimenti sono i carboidrati complessi (come pane, pasta, cereali) meglio ancora nella versione integrale. Evitano i picchi glicemici che peggiorano la resistenza all’insulina e assicurano energia costante nell’arco della giornata. Inoltre le fibre controllano i livelli di zuccheri nel sangue e migliorano la regolarità intestinale.
Come fonte proteica sono indicate le carni bianche (pollo, tacchino) perché ricche di amminoacidi che aiutano a ricostituire la massa muscolare, oltre che di vitamine di tipo B. Anche il pesce azzurro è un alimento benefico perché gli acidi grassi polinsaturi omega 6 contrastano l’accumulo, nel sangue, di colesterolo e migliorano il profilo lipidico, combattendo la sindrome metabolica.
Durante l’arco della giornata è bene privilegiare frutta fresca e ortaggi. Ricchi di vitamine A, C ed E, oltre che di importanti elementi come il potassio, i cibi vegetali mantengono giovane tutto l’organismo e anche i tessuti dell’apparato riproduttore. Hanno un ridotto apporto calorico e sono sazianti, quindi aiutano a controllare il peso in eccesso.
Anche la frutta a guscio come noci, mandorle, nocciole sono importanti, così come l’olio (sia evo sia di semi) perché apportano acidi grassi omega 3 che preservano la salute cardiovascolare. La presenza di zinco, magnesio, selenio (che si trovano anche nei legumi) ha un effetto benefico sulla salute delle ovaie.
Vanno invece evitati gli alimenti dolci e in generale ricchi di zuccheri e di grassi, che oltre a causare aumento di peso, peggiorano l’insulino-resistenza. Stesso consiglio vale per carni rosse, salumi, formaggi grassi: vanno consumati raramente perché predispongono ad aumento di peso.
Supporti nutrizionali utili
Alcune sostanze naturali, presenti negli alimenti o in forma di integratore, possono aiutare a ripristinare i ritmi dell’ovulazione, alterati nella sindrome, e combattono la resistenza all’insulina. In particolare una meta-analisi pubblicata da Reproductive Health ha dimostrato che inositolo, berberina e altre sostanze naturali hanno effetti positivi sulla Pmos. Se si sceglie un integratore è importante chiedere consiglio al medico per essere sicure che non ci siano effetti collaterali o interazioni con altri trattamenti che si stanno già assumendo.
La berberina è un elemento che si trova in foglie, fusto e radici di piante in regioni tropicali. È disponibile come integratore e ha effetti sul metabolismo dei grassi, abbassando il colesterolo e degli zuccheri. Inoltre, contrasta l’iperglicemia con effetti paragonabili a quelli della metformina, un farmaco utilizzato nel diabete. Inoltre migliora l’attività delle ovaie e regolarizza il ciclo mensile.
L’inositolo o vitamina B7 (ma è meglio parlare di inositoli per la varietà di tipologie esistenti) sono sostanze che in natura si trovano in frutta a guscio, semi, cereali non raffinati, grano saraceno. In forma di integratori esistono con i nomi di myo-inositolo o d-chiro-inositolo. Hanno un effetto positivo sulla fertilità perché migliorano l’attività ovarica, riducono i livelli di testosterone nell’organismo femminile e migliorano i ritmi dell’ovulazione. Inoltre aiutano l’organismo a utilizzare meglio il glucosio circolante nel sangue, combattendo la resistenza all’insulina.
La curcumina, una polvere ottenuta dalle radici di una pianta asiatica, è ricca di polifenoli con azione antiossidante che contrastano l’infiammazione cronica dell’organismo, che caratterizza le donne con sindrome dell’ovaio policistico. Inoltre migliora il metabolismo dei grassi e favorisce la perdita di peso.
Anche gli integratori con vitamina B9 (acido folico), vitamida D, zinco e omega 3 combattono l’infiammazione cronica dell’organismo tipica di questa sindrome e migliorano la qualità degli ovociti, a vantaggio della fertilità.
Trattamenti e cure farmacologiche
Anche con i farmaci è possibile trattare la Pmos, utilizzando medicinali ormonali che aiutano a regolarizzare il ciclo mensile, anche per ottenere una gravidanza. I farmaci ormonali suggeriti sono di diverso tipo.
- Se una donna desidera rimanere incinta con ovaio policistico, il ginecologo prescrive farmaci che stimolano l’ovulazione, a base di clomifene citrato o di letrozolo, che favoriscono la produzione di ormone Fsh (l’ormone follicolo-stimolante) che agisce sulle ovaie. Una volta ripristinati i cicli di ovulazione, il concepimento avviene in modo naturale.
- Nel caso non si desideri avere un bambino, la donna su indicazione del ginecologo assume un contraccettivo a base di ormoni femminili (estrogeni e progesterone). Questa cura ha anche l’effetto di controllare disturbi come irsutismo e acne, che sono tra i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico.
- Inoltre, se c’è un problema di glicemia elevata, si possono utilizzare farmaci ipo-glicemizzanti per evitare che questa condizione sfoci in diabete. Si può prescrivere, per esempio, la metformina, che ha anche l’effetto di controllare il peso in eccesso.
Il trattamento si esegue sempre dietro controllo del ginecologo, che periodicamente può eseguire ecografie di controllo ed esami del sangue per valutare i livelli ormonali.
Ricorrere alla Fecondazione Assistita (PMA)
Per rimanere incinta con l’ovaio policistico, può a volte essere necessario ricorrere alla Procreazione medicalmente assistita. Si giunge a questa decisione dopo che, con l’aiuto del ginecologo e di altri specialisti (per esempio l’endocrinologo), si è cercato di ottenere una gravidanza in modo naturale.
La Pma consiste nell’effettuare alcuni cicli di stimolazione ormonale con farmaci specifici, per indurre le ovaie della donna a produrre ovociti che possono poi essere fecondati. Altri cicli di stimolazione hanno l’obiettivo di preparare l’endometrio (il tessuto che riveste internamente l’utero).
Gli ovociti prelevati dalla donna vengono poi fecondati in vitro e infine trasferiti nell’utero della donna. La gravidanza viene poi seguita dai ginecologi del centro in cui è stata effettuata la fecondazione assistita, fino al momento del parto.
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In breve
Rimanere incinta con l’ovaio policistico può essere complicato per gli squilibri ormonali che causano infertilità. Se il miglioramento dello stile di vita, la dieta e i farmaci non aiutano, è possibile intraprendere un percorso di procreazione assistita.
