Endometriosi: con un nuovo test la diagnosi è più vicina

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/01/2015 Aggiornato il 19/01/2015

Un esame, che rivela la presenza di una proteina nel sangue, potrebbe diagnosticare in anticipo l’endometriosi, risparmiando alle donne anni di sofferenze   

Endometriosi: con un nuovo test la diagnosi è più vicina

La diagnosi di endometriosi potrebbe diventare più facile grazie a un nuovo esame del sangue. Oggi uno dei problemi principali, per chi soffre di endometriosi, è che spesso la diagnosi arriva tardi: in media dai 7 ai 10 anni dopo la comparsa dei primi sintomi. Un riconoscimento tardivo rallenta le cure, con effetti importanti sulla qualità di vita. L’endometriosi influenza, infatti, negativamente le relazioni sociali, il rendimento sul lavoro, la vita sessuale. Frequenti sono anche i disturbi del sonno, gli sbalzi d’umore e l’affaticamento. 

I risultati dello studio

Ora però uno studio della Fondazione italiana endometriosi sta testando un nuovo metodo, non invasivo e molto sensibile, che consente la diagnosi anche quando l’endometriosi è ancora a uno stadio iniziale. Condotto su un gruppo di donne malate e un altro di donne sane, la ricerca ha permesso di individuare una proteina specifica dell’endometriosi che consentirebbe di anticipare la diagnosi.

Un problema in aumento

L’endometriosi è una malattia tanto diffusa quanto sconosciuta. Consiste nello “spostamento” di tessuto simile all’endometrio (il tessuto che riveste la parete interna dell’utero) al di fuori dell’utero: provoca la formazione di lesioni, specialmente nell’addome, interessando le ovaie, le tube di Falloppio, i legamenti dell’utero, l’area tra vagina e retto, il peritoneo (la membrana di rivestimento della cavità addominale e di parte di quella pelvica). Talvolta coinvolge anche organi esterni all’apparato riproduttivo, come intestino, vescica, reni, ureteri (i canali che collegano ciascun rene alla vescica), vagina e cervice.

Non sempre dà sintomi

Ora la diagnosi di endometriosi potrebbe diventare più facile grazie a un nuovo esame del sangue. Nel 20-25% delle donne, infatti, la malattia non dà sintomi. Negli altri casi si presenta con disturbi di tipologia e intensità variabile: il più comune è il dolore mestruale, che peggiora progressivamente. Inoltre spesso l’endometriosi si manifesta con difficoltà di concepimento. In presenza di questi sintomi si consiglia una visita ginecologica, accompagnata da ecografia transvaginale ed esame istologico, effettuato per via laparoscopica. Ma ora le cose potrebbe cambiare.

In breve

NON C'È ANCORA UNA CURA

Attualmente non esiste una cura risolutiva per l’endometriosi. Le misure possibili (farmaci, intervento chirurgico) mirano a controllare la progressione della malattia, ridurre le probabilità di recidiva e alleviare i sintomi.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti