Endometriosi: diagnosi sempre difficile

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 05/02/2018 Aggiornato il 08/08/2018

L’endometriosi è malattia cronica e spesso invalidante che interessa in Italia circa 3 milioni di donne. Individuarla però può richiedere anni. Ecco perché

Endometriosi: diagnosi sempre difficile

Dolore pelvico, mestruazioni molto dolorose, disturbi gastrointestinali o urinari durante il ciclo e riduzione della fertilità: così si manifesta l’ endometriosi, una malattia con la quale convivono nel mondo duecento milioni di donne.  3 milioni solo nel nostro Paese.

Nei nuovi Lea

L’ endometriosi è una malattia cronica complessa, originata dalla presenza dell’endometrio (tessuto di rivestimento dell’utero) in organi come ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestine, dove quindi non dovrebbe essere presente. È una delle cause dell’infertilità (per il 30-40% delle donne che ne se sono affette). Purtroppo ritardo nella diagnosi, informazioni terapeutiche non sempre adeguate e assistenza frammentata riguardano ancora questa malattia, che nei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) è stata inserita tra quelle croniche e invalidanti, garantendo così alle donne che ne soffrono in maniera grave l’esenzione per alcune prestazioni. Le terapie per ridurre la sintomatologia dolorosa (trattamenti ormonali, analgesici) rimangono, invece, a carico delle pazienti.

Diagnosi precoce ancora difficile

Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che ha pubblicato la sintesi italiana delle Linee guida del britannico National Institute for Health and Care Excellence (Nice), troppe donne rimangono senza diagnosi per molti anni, con peggioramento della qualità di vita, progressione della malattia e peregrinazioni tra consulti specialistici e indagini diagnostiche non sempre appropriate. Ecco perché la prima grande sfida è diagnosticare quanto prima una malattia spesso non sospettata, identificando precocemente segni e sintomi sin dai primi consulti, in particolare nelle adolescenti.

Linee guida per il trattamento

Le Linee guida del Nice forniscono raccomandazioni cliniche sia per la diagnosi, sia per il trattamento dell’ endometriosi: dai segni e sintomi che generano il sospetto di malattia ai criteri di appropriatezza dei test diagnostici (ecografia, risonanza magnetica, laparoscopia), dalle consulenze specialistiche ai trattamenti (analgesici, terapia ormonale, chirurgia).

 

 

Da sapere!

I ricercatori hanno rilevato spesso un ritardo diagnostico di ben 7 anni dal primo consulto con il medico di famiglia a quello con lo specialista.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

L’uso del cellulare è nocivo in gravidanza?

13/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Aldo Messina

Durante la gestazione, è davvero poco probabile, anzi si può quasi escludere, che l'utilizzo del telefonino possa avere ripercussioni negative sul bambino.   »

Plagiocefalia posteriore in bimbo di 3 anni: che fare?

07/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Nel primo anno di vita, il 20 per cento della popolazione pediatrica è interessata da un'assimetria del cranio che non richiede interventi chirurgici e non influisce sul normale sviluppo del bambino. Caschetto e terapia posizionale sono invece ausili preziosi.   »

Orticaria dopo un’infezione: può essere allergia all’antibiotico?

02/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In una bimba di tre anni, è raro che la comparsa di puntini rossi durante una cura antibiotica sia dovuta a un'allergia al farmaco. E' più probabile, invece, che dipenda da una reazione agli agenti batterici o virali che hanno causato l'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti