Endometriosi: diagnosi sempre più precoce

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 18/11/2015 Aggiornato il 18/11/2015

Un particolare mezzo di contrasto e la scoperta di un ormone “chiave” potrebbero anticipare la diagnosi di endometriosi, spesso causa di infertilità

Endometriosi: diagnosi sempre più precoce

La diagnosi di endometriosi può essere anticipata grazie alla risonanza magnetica nucleare. Lo rivela la Fondazione italiana endometriosi. I ricercatori, diretti dal professor Pietro Giulio Signorile, hanno effettuato uno studio sull’ormone anti-mulleriano (Amh), scoprendo che è distribuito in molti organi ed è presente specialmente nel tessuto endometriosico.

Che cos’è l’endometrio

L’endometrio è il tessuto che riveste la parete interna dell’utero. Nell’endometriosi, tessuto simile all’endometrio “si sposta” al di fuori dell’utero e provoca la formazione di lesioni, specialmente nell’addome, interessando le ovaie, le tube di Falloppio, i legamenti dell’utero, l’area tra vagina e retto, il peritoneo.

Il ruolo dell’Amh

L’ormone Amh è presente già nel feto, si sviluppa nelle cellule ovariche intorno alla trentaduesima settimana e i livelli aumentano in caso di policistosi ovarica o endometriosi. I ricercatori hanno dimostrato che legando l’Amh al gladolinio, un comune mezzo di contrasto diagnostico, l’immagine della malattia nella risonanza magnetica viene potenziata, evidenziando anche le lesioni più piccole nei tessuti e in tutti gli organi intaccati.

Oggi servono 7-10 anni

La notizia che la diagnosi di endometriosi può essere anticipata grazie alla risonanza magnetica nucleare è molto importante perché l’identificazione precoce della malattia è ancora oggi un problema. Dai 7 ai 10 anni è, infatti, il tempo medio di attesa per la diagnosi definitiva: un riconoscimento tardivo rallenta le cure, con effetti importanti sulla qualità di vita. Il 30-40% dei casi di infertilità femminile è causato da questa malattia.

L’iter diagnostico attuale

Per la diagnosi, è necessaria un’accurata visita ginecologica, accompagnata dall’anamnesi (la raccolta dei dati personali).  L’ecografia transvaginale permette di individuare cisti alle ovaie, adenomiosi (tessuto endometriosico annidato all’interno della parete muscolare dell’utero), lesioni vescicali o rettali. In ultima istanza, si ricorre all’esame istologico effettuato per via laparoscopica: si può parlare di malattia endometriosica solo quando al risultato positivo dell’esame istologico si associano disturbi clinici rilevanti e/o infertilità. Oggi sappiamo che la diagnosi di endometriosi può essere anticipata grazie alla risonanza magnetica nucleare. 

 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Tre milioni sono le donne con endometriosi in Italia, soprattutto nella fascia tra i 29 e i 39 anni. Il 70%, secondo il ministero della Salute, presenta i sintomi fin da adolescenti, ma ottiene una diagnosi in età adulta.

 

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