Endometriosi: può essere un ostacolo alla gravidanza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/02/2013 Aggiornato il 07/02/2013

L’endometriosi è molto spesso all’origine dell’impossibilità di rimanere incinta. Negli ultimi anni sta colpendo un numero sempre crescente di donne

Endometriosi: può essere un ostacolo alla gravidanza

Interessa il 10-15% di donne in età fertile

L’endometriosi è un disturbo che negli ultimi anni ha registrato un grande incremento. Si stima, infatti, che interessi il 10-15% delle donne in età fertile, quindi più di 1.800.000 donne soltanto in Italia, ma si pensa che possa riguardarne molte di più. All’origine del disturbo e a favorirne la diffusione sembra che giochino un ruolo determinante soprattutto gli inquinanti ambientali, in particolare sostanze chimiche come la diossina e alcuni additivi alimentari. Diventa, quindi, difficile poter fare prevenzione ma è importante individuare precocemente l’endometriosi con esami specifici

in modo da poterla curare tempestivamente.

Un disturbo dovuto alla presenza di endometrio al di fuori della sua seda naturale

L’endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza di endometrio – il tessuto di rivestimento della cavità dell’utero – al di fuori della sua sede naturale. Può manifestarsi con tanti sintomi diversi e aspecifici, che si possono cioè mettere in relazione con molti altri disturbi. Spesso si scopre di averla soltanto quando si cerca un figlio che non arriva o se si svolgono specifici esami per capire l’origine di un forte dolore a livello pelvico che si accentua durante il ciclo mestruale.
La difficoltà a restare incinta è, infatti, spesso la prima spia di endometriosi. Molte volte, quindi, la donna scopre di avere l’endometriosi quando va a indagare le cause del mancato concepimento. La sterilità, quindi l’impossibilità a portare a termine una gravidanza, interessa infatti il 30-35% delle donne malate, mentre la fertilità ridotta, cioè una maggiore difficoltà a concepire, accompagna quasi tutte le donne che soffrono di endometriosi.
Non sono ancora del tutto certe le origini di questo disturbo, ma si ipotizza che a provocarla sia un insieme di fattori. Vediamo allora quali possono essere le quattro cause principali.

1. Ormonale

Sono gli ormoni sessuali femminili i primi responsabili della diffusione di questa malattia. Si deve, infatti, a estrogeni e progesterone il fatto che le cellule endometriosiche crescano e si sviluppino anche al di fuori dell’utero. Per questo motivo durante la gravidanza e in menopausa, in genere, per il fatto che la situazione ormonale si stabilizza, il disturbo si attenua e a volte scompare del tutto.

2. Genetica

Alla base di questo disturbo vi è senz’altro una predisposizione genetica. Per questo sono più a rischio le donne le cui madri o nonne ne hanno sofferto.

3. Immunitaria

Numerose ricerche hanno fatto ipotizzare che l’endometriosi sia dovuta a un’alterazione del sistema immunitario. Le donne affette da questa malattia avrebbero un deficit immunitario e non sarebbero in grado di operare il rigetto (cioè il rifiuto) di cellule dell’endometrio quando queste tendono a impiantarsi in un’area diversa, così come avviene nelle persone che non sviluppano la malattia.

4. Ambientale

È ormai dimostrato che gli inquinanti presenti nell’ambiente e nei cibi sono fattori responsabili o favorenti la diffusione di questa malattia. Non è un caso, infatti, che nei Paesi europei più inquinati, come Portogallo e Italia, l’endometriosi abbia fatto registrare negli ultimi anni un notevole incremento. Tra gli elementi più a rischio vi è la diossina.

In breve

Una malattia in forte crescita

Si tratta di un disturbo sempre più frequente caratterizzato dalla presenza di endometrio, il tessuto di rivestimento della cavità dell’utero, al di fuori della sua sede naturale. Può avere cause genetiche, immunitarie, ormonali e ambientali.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimbo di tre anni con attacchi di rabbia: che fare?

04/12/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Pazienza, comprensione, disponibilità, affetto sono gli ingredienti che aiutano a contrastare le crisi di rabbia di un bimbo di tre anni. Ma comprendere la ragione di certe intemperanze è altrettanto importante.   »

HPV ad alto rischio oncogeno: come avviene il contagio?

03/12/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dott.ssa Elena Bozzola

La trasmissione del Papilloma virus responsabile del carcinoma della cervice avviene quasi esclusivamente per via sessuale.   »

Vaccinazione anti-rotavirus: la ricerca dice sì, senza alcun dubbio sì

27/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Gli ultimi studi compiuti in modo serio e rigoroso sulla vaccinazione antirotavirus hanno evidenziato che si tratta di uno strumento più che sicuro (e prezioso) per la salvaguardia della salute dei piccolini.  »

Fai la tua domanda agli specialisti