Giornata Mondiale dell’Endometriosi 2026: la situazione in Italia e come la patologia incide sulla fertilità

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 28/03/2026 Aggiornato il 31/03/2026

Sempre più diffusa e con pesanti conseguenze per il benessere psico-fisico e ripercussioni sulla fertilità.

Giornata Mondiale dell’Endometriosi 2026: la situazione in Italia e come la patologia incide sulla fertilità

Il 28 marzo è la Giornata Mondiale dell’Endometriosi 2026. In tutta Italia hanno luogo diverse iniziative per aumentare la consapevolezza di questa malattia femminile, che consiste nella crescita di tessuto uterino (l’endometrio, appunto) anche al di fuori dell’utero stesso, quindi a livello di tube, ovaie, intestino e pelvi.

L’endometrio è soggetto alle sollecitazioni ormonali cicliche e, di conseguenza, la donna avverte in modo esponenziale tutti i disturbi collegati al ciclo mensile. Oltre a dolore ed emorragie, però, l’endometriosi può anche interferire con la serenità della vita sessuale e causare infertilità. Eppure troppo spesso si considera normale e perfino giusto sopportare il dolore e il disagio senza intervenire: anche questa cultura sbagliata è tra le cause di ritardo diagnostico. La Giornata Mondiale dell’Endometriosi 2025, come ogni anno, aiuta a vincere gli atteggiamenti scorretti.

La situazione in Italia

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia sono circa tre milioni le donne che soffrono di endometriosi. Di queste, circa 134mila, tra i 15 e i 50 anni, hanno subito un ricovero ospedaliero a causa dei disturbi legati all’endometriosi. Gli esperti della Società Italiana di Riproduzione Umana aggiungono che questa malattia riguarda tra il 5 e il 10% delle donne in età riproduttiva, causando problemi di infertilità in quasi un terzo dei casi.

Nonostante le perdite annuali per le assenze lavorative in Europa siano stimate in circa 30 miliardi di euro, la Comunità Europea negli ultimi anni ha destinato solo 15,6 milioni di euro per progetti relativi all’endometriosi. Aumentare la consapevolezza su questa malattia è essenziale per far capire alle donne che non si deve “sopportare” il dolore come inevitabile e per far conoscere le attuali possibilità di cura.

Perché l’endometriosi incide sulla fertilità

L’endometriosi va affrontata nel modo adeguato perché, oltre a provocare dolore intenso e perdite di sangue che possono causare anemia, può causare problemi di concepimento senza corretta diagnosi nelle donne che desiderano un bambino. Secondo gli esperti, l’endometriosi è al terzo posto delle cause di infertilità femminile, interferendo in vari modi sulla fertilità spontanea della donna.

Ovaie e tube, avvolte da tessuto endometriosico e cisti, non riescono a svolgere le loro regolari funzioni di produzione degli ovociti e di conduzione degli stessi fino all’incontro con gli spermatozoi.

Inoltre lo stato infiammatorio crea alterazioni biochimiche che influiscono con la maturazione degli ovuli, l’ovulazione e la fecondazione dell’ovulo. Anche qualora avvenisse la fecondazione, spesso i focolai dell’endometrio impediscono l’annidamento dell’embrione sulla mucosa uterina, perché provocano una reazione di difesa che impedisce l’annidamento dell’embrione nell’utero.

Il ritardo diagnostico: i motivi

Il problema dell’infertilità diviene ancora più serio a causa del ritardo diagnostico che talvolta è di sei anni. Per questo, gli esperti raccomandano di non considerare “normali” dolori intensi e mestruazioni abbondanti e debilitanti.

Riconoscere che il dolore mestruale non debba essere accettato come una parte inevitabile della vita può costituire un passo cruciale verso una diagnosi precoce e un trattamento adeguato.

“Mestruazioni dolorose che diventano un disturbo significativo che interferisce con le normali attività quotidiane e forti dolori durante i rapporti sessuali non vanno sottovalutati”, raccomanda il dottor Antonino Guglielmino, ginecologo fondatore della Siru. “E’ essenziale parlare con il medico che deve sospettare presenza di endometriosi e prendere in considerazione l’adozione di trattamenti volti a sopprimere ovulazione e mestruazioni”.

La diagnosi dell’endometriosi non è semplice

Il ritardo nella diagnosi di endometriosi non è però legato solo a un fatto culturale, ma anche medico. È vero che la diagnosi può essere effettuata sulla base dei sintomi da un ginecologo attento, anche con una visita che esamini il collo dell’utero e, con lo speculum, riesca a individuare focolai di tessuto al di fuori dell’utero. La Tc, poi, permette di visualizzare con precisione la presenza dei focolai di tessuto.

L’ecografia pelvica addominale e soprattutto transvaginale (anche tridimensionale) è l’esame strumentale fondamentale di partenza per la diagnosi. Non sempre però queste tecniche servono a individuare l’endometriosi: ecco perché spesso la malattia non viene scoperta. L’unico sistema per una diagnosi certa è il prelievo di tessuto uterino in laparoscopia.

Si esegue un’anestesia generale e poi si praticano, sull’addome, alcuni fori che permettono l’introduzione di una sonda ottica, attraverso la quale il ginecologo visualizza gli organi interni, scoprendo eventuali cisti e aderenze e può anche prelevare frammenti di tessuto da sottoporre ad esame microscopico per avere la diagnosi definitiva.

Le possibili cure per l’endometriosi

Attualmente, i trattamenti per l’endometriosi non assicurano una guarigione definitiva”, spiega il professor Edgardo Somigliana, direttore del Pronto Soccorso Ostetrico – Ginecologico e Pma del Policlinico di Milano. “Esistono però diverse strategie per gestire e controllare i sintomi”. È possibile ricorrere a:

  • Farmaci ormonali, come contraccettivi orali e progestinici, che sono frequentemente utilizzati per mantenere la malattia sotto controllo;
  • Intervento chirurgico che è riservato ai casi in cui il dolore persiste, con l’obiettivo di rimuovere le lesioni e migliorare la qualità della vita.

La gravidanza, anche ottenuta con la procreazione medicalmente assistita, può comportare un miglioramento della sintomatologia e della malattia stessa perché mette a riposo l’attività ormonale. E’ essenziale avere un buon centro ginecologico di riferimento.

Photo by silviarita for pixabay 

 
 
 

In breve

La Giornata Endometriosi 2026, con i suoi eventi in tutta Italia, contribuisce ad abbattere lo stigma che ancora circonda questa malattia ginecologica, responsabile di dolore intenso, peggioramento della qualità della vita e infertilità

 

 

 

 

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