Fecondazione eterologa: anche la Gran Bretagna dice sì a bimbi con 3 genitori

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 02/02/2017 Aggiornato il 02/02/2017

Dopo Stati Uniti e Messico, anche in Gran Bretagna si potrà usare il materiale genetico di un’altra donna per aiutare una coppia ad avere un bimbo con la fecondazione eterologa. Ecco come

Fecondazione eterologa: anche la Gran Bretagna dice sì a bimbi con 3 genitori

Anche se la fecondazione eterologa è stata sdoganata in diversi paesi inclusa l’Italia, al momento i bambini possono avere solo due genitori biologici. In futuro, invece, potranno averne tre. Per ora, perlomeno, in Stati Uniti, Messico e ora anche in Gran Bretagna. Il comitato britannico di bioetica, infatti, ha dato il via libera alla fecondazione assistita con l’utilizzo di cellule riproduttive e Dna provenienti da tre persone diverse. In questo modo un bambino avrà 3 genitori.

L’eterologa classica

Al momento le coppie che non possono avere figli in maniera naturale possono decidere di ricorrere alla fecondazione eterologa, che prevede la donazione di spermatozoi o, più spesso, ovuli da parte di una persona estranea, che vengono poi combinati con quelli del partner fertile per dare vita a un embrione. Se la procedura va a buon fine e la gravidanza si conclude con successo, il bambino avrà comunque solamente due genitori biologici: il donatore esterno e uno dei suoi genitori effettivi (il papà, se per la fecondazione sono state utilizzate le sue cellule riproduttive, o la mamma se a essere infertile è l’uomo).

Per evitare la trasmissione di malattie

Con la decisione presa anche dalla Gran Bretagna, invece, i genitori biologici potranno essere tre. Il comitato britannico di bioetica ha dichiarato lecito l’utilizzo di materiale biologico proveniente da tre persone diverse: i due membri della coppia e una donatrice esterna. Questa speciale fecondazione assistita, però, sarà permessa solo nel caso in cui la futura mamma sia portatrice di malattie che possono essere trasmesse ai figli tramite il Dna mitocondriale, come il diabete o la distrofia muscolare. In questo modo, la porzione di Dna “difettosa” della mamma potrà essere sostituita con una normale, donata da una donna estranea. “Si tratta di una decisione storica, particolarmente importante e attesa da quanti ne potranno beneficiare. Ma agiremo con molta prudenza” ha affermato Sally Cheshir, presidente dell’Autorità di regolamentazione dell’assistenza medica alla procreazione e per la ricerca in embriologia (Hfea).

 

 

 
 
 

In breve

COME AVVIENE LA PROCEDURA

I gameti della coppia vengono uniti in laboratorio con una piccolissima percentuale di Dna mitocondriale ricavato da un’altra donna, grazie al ricorso a tecniche di fecondazione assistita.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Radiografia ad inizio gravidanza: è pericoloso?

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti