Fecondazione eterologa: è giusto farla pagare?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 05/09/2016 Aggiornato il 05/09/2016

Per questa fecondazione assistita particolare, in attesa della decisione del Ministero, le Regioni decidono autonomamente. Sembra però illegittima la scelta della Lombardia di offrire la fecondazione eterologa a pagamento pieno

Fecondazione eterologa: è giusto farla pagare?

Per fecondazione eterologa si intende la donazione di gameti o ovociti da parte di un soggetto esterno a una coppia di aspiranti genitori, in caso di infertilità accertata di uno dei due. Il Ministero della salute non ha ancora inserito la procedura nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), rendendola gratuita, o disponibile pagando un ticket, a coloro che ne fanno richiesta e rientrano in determinati requisiti (essere sposati o conviventi in modo stabile, infertili o sterili con un certificato che lo attesti).

Fino a 4mila euro

La questione del pagamento della fecondazione eterologa è ancora aperta: al momento la Lombardia è l’unica Regione a prevedere il pagamento intero (da 1.500 a 4mila euro, a seconda della tecnica utilizzata). Tutte le altre Regioni avevano invece optato per il pagamento di un ticket tra i 400 e i 600 euro. Ora il Consiglio di stato, respingendo l’appello della Lombardia, ha stabilito che è illegittimo far pagare agli assistiti le spese. Il motivo: evitare una disparità di trattamento lesiva del diritto alla salute delle coppie.

Mancano informazioni

Oltre al costo, ci sono anche altri problemi da risolvere. Per esempio, la scarsa informazione su queste tecniche. Secondo un’indagine condotta su 2.986 europei dall’istituto di ricerche francese Odoxa, per la maggioranza delle persone l’infertilità è una condizione senza rimedi: 6 europei su 10 ritengono che corrisponda all’”impossibilità di avere un figlio”.  Sette su 10 ammettono di essere mal informati sulla riproduzione assistita, con gli italiani a fare da fanalino di coda: il 75% di loro si ritiene poco informato.

Tanto scetticismo

Le europee risultano inoltre in generale contrarie alla donazione di ovociti: il 67% non sarebbe disponibile a sottoporsi a questa procedura. Il rifiuto da parte di italiane, francesi, britanniche e tedesche è massiccio: circa tre quarti la rifiuterebbe. Il motivo è la mancanza di informazione (36%), seguito dall’anonimato della donazione (32%) e dalla paura dell’invasività del trattamento (25%).

 

SE VUOI SAPERNE DI PIÙ LEGGI QUI

 

 

 
 
 

CURIOSITÀ

 

ETEROLOGA PER SENTENZA

È stata una sentenza della Corte costituzionale del 9 aprile 2014 a rendere possibile anche in Italia la fecondazione eterologa, procedura che la legge 40 aveva vietato fino a quel momento nel nostro Paese.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Positiva allo streptococco a qualche settimana dal parto

19/04/2021 Bambino di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui il tampone rivelasse una positività allo streptococco, al momento del parto viene effettuata una profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato dal batterio durante il passaggio all'esterno.  »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Smettere di allattare e sensi di colpa

27/03/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Le mamme sono specializzate in sensi di colpa, ma forse riuscirebbero a nutrirne di meno se solo acquisissero la consapevolezza che la tristezza e l'ansia che ne derivano non fanno bene alla serenità del bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti