Fecondazione eterologa: mancano le donatrici di ovociti

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 09/04/2019 Aggiornato il 09/04/2019

Ancora insufficienti i numeri delle donatrici di ovociti, il che rende la fecondazione eterologa un miraggio per molte coppie italiane

Fecondazione eterologa: mancano le donatrici di ovociti

La fecondazione eterologa sta assumendo un ruolo sempre più importante nella terapia della sterilità. Ma in Italia, dove la procedura è consentita dal 2014, continua a esserci un ostacolo rilevante, ovvero la carenza di donatrici di ovociti sotto i 35 anni di età (limite imposto per legge).

Perché in Italia non decolla

In Europa, l’Italia è tra i fanalini di coda in fatto di procreazione medicalmente assistita con donazione di gameti, per mancanza di informazione, ma anche per una questione economica: siamo infatti uno dei pochissimi Paesi europei in cui non è previsto alcun rimborso per le donatrici di ovociti. Tale rimborso non è da intendersi come una retribuzione, bensì serve a compensare le spese sostenute e il tempo dedicato alla procedura di donazione, che è lunga e complessa. Uno studio condotto dalla Società europea di riproduzione umana ed embriologia su donatrici di ovociti provenienti da diversi Paesi europei ha mostrato che la motivazione principale della donazione è l’altruismo nei confronti di coppie che altrimenti non potrebbero avere figli. La motivazione economica nella maggior parte dei casi è secondaria, anche perché i rimborsi previsti in quasi tutti i Paesi consistono in cifre limitate.

Sempre più richieste

Nel nostro Paese un bambino su 30 nasce grazie alle tecniche di fecondazione assistita e oggi in Italia vengono eseguiti più di 97.000 trattamenti l’anno, di cui 6mila di fecondazione eterologa. Un numero destinato a salire data l’età sempre più alta degli aspiranti genitori, che fa sì che la popolazione di coppie in età riproduttiva debba ricorrere alla procreazione assistita nel 12-14% dei casi.

Si attinge all’estero

In Italia, l’assenza di una rete nazionale per la donazione ha conseguenze gravi, in quanto per far fronte alla domanda crescente di trattamenti di fecondazione eterologa, i Centri sono costretti a importare ovociti e spermatozoi da criobanche estere. Solo nel 2016 sono stati importati più di 6.000 criocontenitori di ovociti e più di 3.000 criocontenitori di liquido seminale, per una spesa stimata di circa 20 milioni di euro. Il ricorso a criobanche estere, peraltro, limita il controllo dei Centri sul materiale biologico, sulle condizioni di trasporto e può sollevare problematiche legate all’introduzione di patrimoni genetici diversi da quello italiano.

 
 
 

Da sapere!

La procedura prevede l’inseminazione di un ovocita di una donatrice e il trasferimento dell’embrione nell’utero della donna della coppia ricevente. Per l’inseminazione si utilizza il liquido seminale del partner o di un donatore.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti