Fecondazione eterologa: si cercano donatori

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/06/2016 Aggiornato il 17/06/2016

La mancanza di donatori per la fecondazione eterologa spinge le coppie a rivolgersi alle banche del seme online

Fecondazione eterologa: si cercano donatori

La ricerca di donatori per la fecondazione eterologa è un argomento molto dibattuto. Una sentenza della Corte costituzionale del 2014 aveva dato il via libera anche in Italia a questa procedura, che prevede l’utilizzo di ovociti o liquido seminale di persone esterne alla coppia di aspiranti genitori, in cui uno dei due ha problemi di fertilità. A oggi, però, sono ancora molti gli ostacoli per chi desidera affidarsi a questa metodica.

Si cercano all’estero

Il principale problema è la ricerca di donatori per la fecondazione eterologa: a causa della mancanza, in circa la metà dei casi è necessario ricorrere a banche estere. In Italia 8 trattamenti su 10 avvengono in centri privati e richiedono, quindi, un forte investimento economico da parte della famiglia. Solo Firenze, Pordenone, Bologna e poche altre realtà, tutte concentrate al Centro-Nord, offrono l’eterologa nelle strutture pubbliche, ma bisogna affrontare interminabili liste di attesa.

Compravendita sul Web

Secondo un’inchiesta dell’associazione Luca Coscioni, che si batte per i diritti degli aspiranti genitori, a causa di queste problematiche cresce il numero di chi si rivolge a Internet (banche di seme online, forum, social network), per cercare un donatore.  Si fa la richiesta, si valutano i donatori che si presentano, si paga qualche centinaio di euro e in pochi giorni viene recapitato a casa il materiale in contenitori di azoto liquido.

Ancora lacune

L’associazione punta il dito contro il ministero della Salute che, a differenza di quanto promesso, non ha attivato una compagna per convincere a donare gameti e non ha inserito l’eterologa nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), rendendo la procedura gratuita o disponibile pagando un ticket (che si aggira intorno ai 500 euro). Manca una legge che assicuri la sicurezza della procedura, consenta l’istituzione di un registro dei donatori e l’inserimento dell’eterologa nei Lea. Nell’indagine dell’associazione Luca Coscioni sulla ricerca di donatori per la fecondazione eterologa, viene data la parola ai medici, che spiegano le difficoltà a procedere in assenza di una normativa nazionale, e ai donatori, che regalano il seme, facendo gli esami clinici a loro spese. Infatti, in Italia, a differenza di altri Paesi europei, non è previsto alcun rimborso spese per chi dona, né è prevista la giornata lavorativa pagata (in Spagna, per esempio, è previsto un rimborso di 30 euro).

 

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Secondo un’indagine Censis e Ibsa, l’81% degli italiani pensa che la fecondazione eterologa dovrebbe essere una procedura disponibile per tutti.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Si può cantare in un gruppo in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Cantare in gravidanza si può, non espone ad alcun rischio. Essere incinte non vuol dire essere malate.   »

Nausea e vomito spariti: è un brutto segno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto.   »

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Fai la tua domanda agli specialisti