Mamma dopo i 44 anni? Serve l’eterologa

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 02/07/2015 Aggiornato il 02/07/2015

Diventare madre dopo i 40 anni è difficile, per questo molte coppie si rivolgono alla fecondazione eterologa. In Italia, però, mancano le donatrici

Mamma dopo i 44 anni? Serve l’eterologa

Una gravidanza dopo i 44 anni è un’evenienza difficile: nella maggioranza dei casi, bisogna ricorrere alla fecondazione eterologa. La fertilità femminile, infatti, cala con l’età: se il periodo più fertile è tra i 20 e i 25 anni, fino ai 35 il livello è ancora alto, poi comincia a decrescere.

Mamme sempre più tardi

Tempi che si scontrano con le priorità femminili di oggi. Secondo un rapporto Istat, oggi le donne danno la precedenza a studio e carriera, prima di pensare a metter su famiglia. Il problema è che, quando si è pronte ad avere un bambino, non è più così facile restare incinta e una gravidanza dopo i 44 anni è un’evenienza difficile. Con l’età, infatti, invecchiano i gameti femminili e aumenta il rischio di malattie connesse all’infertilità/sterilità, come malattie infiammatorie pelviche, patologie tubariche, fibromi uterini, endometriosi.

Più difficile restare incinta

Secondo i risultati di un’analisi condotta alla Dexeus clinic di Barcellona (Spagna) su più di 4mila donne, una gravidanza dopo i 44 anni è un’evenienza difficile. La percentuale di nascite, sia da cicli su fresco sia da embrioni congelati, infatti, si riduce progressivamente con l’aumentare dell’età materna: a 38-39 anni è del 23% circa , a 40-41 anni scende al 15%, a 42-43 al 6,6 %. A 44 anni supera di poco l’1%.  A questo punto, rivelano i ricercatori che hanno condotto l’indagine, in genere le donne vogliono tentare un ciclo con i propri ovociti, prima di ricorrere alla fecondazione assistita. Se il tentativo non ha successo, è più facile accettare l’ovodonazione.

Pochi ovociti a disposizione

In Spagna, il Paese europeo con il maggior numero di donazione di ovociti, è previsto un rimborso spese di circa mille euro per le donne donatrici. La procedura, infatti, non è semplice: bisogna sottoporsi a stimolazione ormonale per 14 giorni e poi a un prelievo con anestesia in sedazione profonda. In Italia invece non è previsto alcun tipo di pagamento e, infatti, la reperibilità di ovociti è molto più bassa.  Gli ospedali o i centri privati sono dunque costretti ad acquistarli all’estero, a prezzi non sempre accessibili, oppure a indire bandi per l’acquisto a livello regionale. Alcune coppie decidono di andare all’estero. Oppure sono le cliniche straniere ad aprire in Italia: una di Barcellona sta per cominciare a operare a Modena.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

 I dati del Registro nazionale sulla procreazione medicalmente assistita rivelano che oggi l’infertilità è causata nel 35% dei casi da problemi femminili, nel 35% invece è di origine maschile. Entrambe risultano in aumento. 

 

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