Fecondazione assistita: più speranze con il social freezing

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/12/2016 Aggiornato il 13/12/2016

Con l’età, calano le probabilità di concepire. Il social freezing, una tecnica speciale di congelamento degli ovociti, consente di programmare la maternità nei tempi opportuni. Ecco in che cosa consiste

Fecondazione assistita: più speranze con il social freezing

Con il social freezing si può fermare l’orologio biologico e rimandare la maternità a tempi migliori. Conservando i propri ovociti, le chance di ottenere una gravidanza nel momento che si riterrà più opportuno sono del 52%. Effettuando la procedura prima dei 35 anni, si arriva al 65%. Le probabilità di successo dipendono, infatti, dal numero e dalla qualità delle cellule recuperate: entrambi questi fattori diminuiscono con l’età.

Mamme sempre più tardi

In Italia l’età media in cui si ha il primo figlio tende ad aumentare sempre di più. Secondo l’ultimo rapporto sulla natalità dell’Istat, sempre più donne posticipano, per svariati motivi, la programmazione della maternità. In pratica, in Italia abbiamo più mamme quarantenni che venticinquenni: il 9,3% delle madri italiani ha più di 40 anni, un valore superiore a quello delle madri under 25, pari all’8,2%. Tuttavia, già dai 32 anni la capacità degli ovociti di essere fecondati comincia a diminuire. Per questo è importante sapere che con il social freezing si può fermare l’orologio biologico e rimandare la maternità a tempi migliori.

A chi è consigliato

Il social freezing è indicato in particolare alle donne sotto i 38 anni di età (quando si ha oltre la metà delle possibilità di restare incinta, ottenendo un numero di ovociti che consente anche un utilizzo scaglionato nel tempo), a quelle che devono sottoporsi a chemio e/o radioterapia o ad altre cure e interventi che possono incidere sulla capacità riproduttiva, a quelle che presentano familiarità per una menopausa precoce.

L’iter da seguire

Il percorso si compone di 4 fasi: una visita preliminare, per valutare sia lo stato di salute generale, sia la riserva ovarica della donna, l’impostazione di una terapia ormonale personalizzata condotta sotto controllo medico e volta a stimolare la produzione di più follicoli, seguita con ecografie e dosaggi ormonali, il prelievo degli ovociti e infine il congelamento, o meglio, la vitrificazione (una tecnica ultrarapida che preserva l’integrità cellulare degli ovociti, garantendone la sopravvivenza post-scongelamento e, dunque, elevate percentuali di fertilizzazione e di gravidanza). Il costo: 3.000-3.500 euro circa. 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Nel 2015, rileva l’Istat, le donne italiane avevano in media 31,7 anni alla nascita dei figli, quasi due anni in più rispetto al 1995 (29,8), ma il valore sale a 32,3 anni per le madri di cittadinanza italiana.

 

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