Procreazione medicalmente assistita, prestazioni in aumento

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 11/04/2019 Aggiornato il 11/04/2019

Nel nostro Paese sono sempre di più le coppie che per avere un bambino fanno ricorso alla procreazione medicalmente assistita nei 349 centri specializzati

Procreazione medicalmente assistita, prestazioni in aumento

Le coppie che fanno ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) in Italia sono in aumento: nel 2016 sono, infatti, state in 77.522 a intraprendere un percorso di fecondazione assistita, contro le 74.292 del 2015. Il dato arriva dal Registro nazionale per la Procreazione medicalmente assistita dell’Istituto superiore di sanità redatto per il 2016, da cui emerge che, conseguentemente all’incremento delle prestazioni di Pma, sono aumentati i cicli di inseminazione (da 95.110 a 97.656) e il numero di bambini nati (da 12.836 a 13.582), che rappresentano il 2,9% del totale di nati nel 2016. Cifre, commenta Giulia Scaravelli, responsabile del Registro, che “riflettono una situazione in progressivo miglioramento per quanto riguarda sia la maggiore offerta di trattamenti, sia le più semplici modalità di accesso”.

349 centri specializzati

Per quanto riguarda il numero dei centri che nel nostro Paese erogano prestazioni di procreazione medicalmente assistita, sono in tutto 349 (dato aggiornato al 31 luglio 2018): il 48% si trova nelle regioni del nord, il 20% al centro e il 32% al sud. Solo il 38% è in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, un dato praticamente sovrapponibile a quello del 2015.

Le convenzioni con il Ssn

Vengono erogate in convezione con il Servizio sanitario nazionale (Ssn) il 62% delle prestazioni (il 67% al nord, il 23% al centro e l’11% al sud). Le regioni che effettuano la più alta percentuale di convenzioni sono la Sardegna (100%), il Friuli Venezia Giulia (100%), la Basilicata (100%) e la Valle d’Aosta (100%), mentre quelle che eseguono le percentuali più basse (<20%) sono il Lazio 20%, la Sicilia 9% e la Calabria 4%.

Il contributo della fecondazione eterologa

Un buon contributo all’aumento al ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è correlato alla fecondazione eterologa, che prevede la donazione da parte di soggetti esterni alla coppia del seme maschile o dell’ovulo, oppure di entrambi i gameti, cui in Italia è possibile ricorrere dall’aprile del 2014. Le coppie che si sono sottoposte a fecondazione con donazione di gameti sono aumentate in maniera significativa tra il 2015 e il 2016, passando da 2.462 a 5.450 (+121%). Guardando regione per regione, quelle che effettuano più cicli con donazioni di gameti sono l’Emilia Romagna (oltre 1.400 cicli), il Lazio (oltre 900 cicli) e la Toscana (oltre 800 cicli).

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Tra le regioni a eseguire più prestazioni di procreazione medicalmente assistita (tenendo conto delle strutture pubbliche, di quelle private e quelle private convenzionate) sono la Lombardia (con oltre 20mila prestazioni), la Toscana (quasi 8mila) e l’Emilia Romagna (quasi 6mila).

 

 

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