Procreazione medicalmente assistita: ridotta la percentuale dei neonati sottopeso

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 21/04/2020 Aggiornato il 21/04/2020

Il risultato è stato ottenuto dall'Istituto Valenciano di Infertilità, prima struttura medica nata in Spagna come completamente specializzata nella Procreazione medicalmente assistita

Procreazione medicalmente assistita: ridotta la percentuale dei neonati sottopeso

Nel 2019 per la prima volta dall’avvento della fecondazione in vitro, avvenuta 40 anni fa, i bambini nati con l’ausilio della procreazione medicalmente assistita (Pma) presentano un peso simile ai bambini concepiti naturalmente. A sostenerlo sono i dati raccolti dall’IVI, l’Istituto Valenciano di Infertilità, prima struttura medica nata in Spagna nel 1990 completamente specializzata in fecondazione assistita.

Peso inferiore ai 2,5 kg

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità() ogni anno nascono a livello globale più di 20 milioni di bambini con un peso inferiore ai 2,5 kg, per lo più nei Paesi in via di sviluppo. In passato le tecniche di procreazione medicalmente assistita erano associate alla nascita di neonati sottopeso: “Abbiamo lavorato molto per invertire la percentuale dei bambini nati sottopeso e per equipararla a quella dei bambini concepiti naturalmente – spiega Antonio Requena, docente nel Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia all’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid (Spagna) e direttore sanitario dell’IVI -. Oggi possiamo affermare che, nel 2019, meno dell’8% dei bambini concepiti in IVI sia nato sottopeso. Considerando che, secondo gli ultimi dati del 2017, la percentuale dei bambini nati sottopeso in seguito a gravidanze spontanee è del 7,8%, il risultato raggiunto consente di abbattere alcuni pregiudizi che sinora hanno gravato su questo settore di ricerca”. La riduzione del rischio di dare alla luce un bimbo con basso peso alla nascita risulta strettamente legata, spiega l’esperto, al trasferimento nell’utero materno di un singolo embrione, procedimento che negli ultimi anni ha consentito ai medici di ridurre drasticamente le gravidanze multiple e di aumentare le percentuali di successo delle gravidanze stesse.

In Italia in crescita numero bimbi nati con Pma

Come si legge su Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità, per quanto riguarda l’Italia i bambini nati tramite tecniche di Pma sono in aumento – 13.973 nel 2017, ovvero il 3% dei nati nella popolazione generale in quell’anno- e “un aspetto positivo che esprime una maggiore attenzione alla sicurezza nell’applicazione delle tecniche” risulta essere proprio “la diminuzione della percentuale di nascite gemellari e trigemine, passate rispettivamente dal 13% al 12,1% e dallo 0,4% allo 0,3%, così come l’aumento dei parti singoli, che sono stati 8487, l’87,7% del totale dei parti”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Non tutti i bimbi che vengono alla luce sottopeso sono prematuri: circa il 3-5% dei nati al termine della gravidanza risultano sottopeso o di altezza inferiore alla media, ma ciò non vuol dire che subiranno uno sviluppo anormale.

 

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