Test genetico preimpianto: più vicini i bimbi su misura?

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 27/12/2019 Aggiornato il 27/12/2019

Un nuovo test genetico preimpianto sarebbe in grado di individuare il rischio degli embrioni di sviluppare 12 malattie, tra cui diabete e alcuni tumori. Ma la comunità scientifica è divisa

Test genetico preimpianto: più vicini i bimbi su misura?

La possibilità di scegliere l’altezza o l’intelligenza del proprio bambino potrebbe essere più vicina: secondo un articolo pubblicato sulla rivista Mit Technology Review del Massachusetts Institute of Technology, un nuovo test genetico preimpianto messo a punto dalla società Genomic Prediction con sede nel New Jersey sarebbe in grado di fornire un’analisi genetica degli embrioni in grado di scovare la predisposizione allo sviluppo di ben 12 patologie che vanno oltre le malattie determinate da un singolo gene.

Dodici malattie

 L’innovativo test genetico preimpianto che negli Stati Uniti sta facendo molto discutere si chiama “LifeView”: attraverso una combinazione di modelli matematici e di esami del Dna sviluppati, il nuovo test darebbe vita a un punteggio statistico in grado di indicare il rischio che l’embrione possa sviluppare 12 malattie diverse (diabete di tipo 1 e di tipo 2, coronaropatie, infarto del miocardio, ipercolesterolemia, ipertensione, tumore ai testicoli, tumore alla prostata, melanoma, carcinoma basocellulare, disabilità intellettuale e nanismo idiopatico). “Riteniamo che test come il nostro diventeranno una procedura standard per la fecondazione assistita, così come quello per la sindrome di Down lo è per la gravidanza”, ha affermato Laurent Tellier, amministratore delegato della società che lo ha brevettato.

Molte critiche

 Un banner che promuove il nuovo test genetico preimpianto recita: “Ha le orecchie e il sorriso del tuo partner. Ma non il suo rischio di diabete”. Graham Coop, genetista dell’Università della California di Davis (Stati Uniti), frequente critico della Genomic Prediction, ha scritto su Twitter: “È irresponsabile suggerire che la scienza è al punto in cui possiamo prevedere in modo affidabile quale embrione selezionare per ridurre al minimo il rischio di malattia. Semplicemente perché la scienza non ci è ancora arrivata”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

L’azienda produttrice afferma in un disclaimer di non poter assicurare nulla sul bimbo frutto della “selezione” preimpianto e che quello che viene da loro effettuato “non è un test diagnostico”.

 

Fonti / Bibliografia

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