Figli? Sì. La propensione alla genitorialità cresce

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 03/06/2021 Aggiornato il 03/06/2021

Nei prossimi anni, anche in Italia, il tasso di natalità potrebbe crescere. La propensione alla genitorialità degli italiani, infatti, è buona

Figli? Sì. La propensione alla genitorialità cresce

Nel nostro Paese si fanno sempre meno figli. Ma a breve le cose potrebbero cambiare. Sembra, infatti, che la propensione alla genitorialità degli italiani sia in crescita. La conferma arriva dall’Osservatorio delle Famiglie Contemporanee promosso da Prénatal Retail Group, in collaborazione con BVA DOXA, secondo cui tre nostri connazionali su quattro hanno in progetto di concepire un figlio nei prossimi cinque anni.

Il tasso di natalità è ai minimo storici

Stando ai dati Istat, nel Belpaese la natalità è sempre più bassa. Nel 2020 ha addirittura toccato il minimo storico dall’unità d’Italia: i bambini nati, infatti, sono stati 404.104, il 3,8% in meno rispetto al 2019. Prénatal Retail Group ha pensato, dunque, di indagare la propensione alla genitorialità degli italiani in un gruppo di uomini e donne di età compresa fra i 25 e i 40 anni, non ancora genitori, residenti in tutta Italia.

Il 75% degli italiani desidera un figlio

Dai dati raccolti, emerge che il 74% degli intervistati vorrebbe avere un figlio nei prossimi anni: il 45% entro un paio di anni. La propensione alla genitorialità è maggiore nella fascia d’età 30-40 anni e nei soggetti occupati. In particolare, a pensare alla cicogna sono le donne (51%) e i residenti nel centro Italia (51%). Ma quanti bebè vorrebbero gli italiani? Il 46% dei partecipanti all’indagine ne desidera due e il 26% vorrebbe crescerli in una città medio-piccola. Il 32% sogna, invece, di vivere al mare.

Tante le motivazioni per il sì

Il 27% del 74% degli italiani che ha in progetto di avere figli vuole costruire una famiglia e il 20% avverte il desiderio di maternità/paternità. Ma non sono solo queste aspirazioni ad alzare la propensione alla genitorialità. Secondo il 52% degli intervistati i figli rappresentano un arricchimento, se non la gioia più grande. C’è anche un 37% che crede che avere figli sia importante per il futuro del paese.

La pandemia disincentiva

Chi non pensa alla cicogna, invece, non lo fa essenzialmente per l’instabilità economica e lavorativa (18%) e la mancanza di un partner stabile (14%). Anche l’assenza di aiuti concreti alle famiglie (30%) rappresenta un deterrente. Per il 54%, inoltre, l’attuale situazione legata al Covid-19 rappresenta un disincentivo a fare figli.

Serve un budget alto?

La ricerca ha indagato anche l’aspetto economico. Secondo il 32% degli italiani, nei primi tre anni di vita del bambino serve un budget compreso fra i 3.000 € e i 6.000 € all’anno: secondo le convinzioni degli intervistati, la maggior parte di esso va destinato a pannolini e body care (36%), seguiti da cibo e spesa alimentare (32%). Crescita e intrattenimento (corsi, ludoteche, giocattoli), invece, nell’idea degli italiani pesano per l’1%.

 
 
 

UTILE

AIUTI PER IL LAVORO

Per l’84% delle donne e il 28% degli uomini intervistati l’avere un bambino influisce “molto e abbastanza” negativamente nel percorso professionale. Per questo Prénatal Retail Group lancia Parental Skills @Work, il programma di formazione che rende le abilità genitoriali uno strumento di crescita professionale. L’obiettivo del corso di digital learning è favorire la propensione alla genitorialità. Due i partner autorevoli che hanno contribuito alla realizzazione: l’Università della Svizzera italiana e la Fondazione Marco Vigorelli. Il corso è oggi un benefit messo a disposizione di tutti i clienti Prénatal (muniti della Vip Card, la tessera che garantisce sconti e opportunità esclusive).

 

 

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