Gemelli: perché nascono solo da alcune coppie?

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 02/01/2019 Aggiornato il 04/01/2019

Non tutte le coppie sono predisposte ad avere dei gemelli, in quanto sono molti i fattori che possono influire, anche a livello genetico

Gemelli: perché nascono solo da alcune coppie?

Alcuni geni influiscono in modo significativo nella nascita di gemelli in alcune coppie e non in altre. Lo suggerisce uno studio realizzato sui database in cui sono catalogati i dati sui gemelli, pubblicato sulla rivista medica American Journal of Human Genetics.

Analizzate 2.000 madri

I ricercatori, che al momento stanno ponendo la loro attenzione sulle popolazioni di origine europea, hanno potuto analizzare le informazioni relative a quasi 2mila madri di gemelli, valutando i dati relativi ai gemelli dizigoti (provenienti da due ovuli diversi) conservati in Olanda, Australia e Stati Uniti. Hanno, poi, cercato conferme in Islanda, grazie all’accesso ad alcuni dati relativi a 3.500 nascite gemellari e a quasi 30.000 nascite di controllo.  Riuscire a confrontare i gemelli identici (monozigoti, provenienti dallo stesso ovulo) con i gemelli diversi può essere di grande aiuto per capire quanto siano importanti i geni e i fattori ambientali nello sviluppo di caratteristiche che vanno dall’intelligenza all’orientamento sessuale.

Quanto conta la genetica

La diffusione della fecondazione assistita ha fatto crescere il numero dei parti gemellari, perché, per aumentare le probabilità di successo, si usa impiantare più di un embrione. La maggior parte dei gemelli, però, è ancora concepita in modo naturale. La frequenza di nascite di gemelli monozigoti sembra essere omogenea nel mondo (3-4 nascite ogni mille), invece quella dei dizigoti è piuttosto variabile (si va da 6 a 40 nascite su mille, rispettivamente in Asia e in Africa). La gemellarità è considerata un indicatore di alta fertilità e la genetica gioca un ruolo determinante, a differenza dell’alimentazione che sembra influire poco, ma ancora bisogna capire quali e quanti geni sono coinvolti.

Due geni importanti

Studiando le cucciolate di una piccola scimmia sudamericana della famiglia delle Callitrichinae sono stati identificati 63 geni candidati, ma solo due di questi sono sopravvissuti all’analisi incrociata eseguita sui database umani. Le varianti identificate sono i geni Fshb e Smad3. Il primo, se presente in gran numero, stimola la produzione dell’ormone Fsh, principale responsabile del rilascio degli ovuli. Un elevato tasso di Fsh permetterebbe a più ovuli di essere fecondati, favorendo una gravidanza gemellare. Il gene Smad3, invece, incrementa la sensibilità delle ovaie all’ormone follicolo-stimolante, aumentando le probabilità del concepimento di gemelli del 9%.

 

 

 
 
 

In breve

NUOVI TRATTAMENTI PER L’INFERTILITA’

Lo studio potrebbe migliorare i trattamenti per l’infertilità in cui si utilizza l’ormone follicolo-stimolante per indurre l’ovulazione. Alcune donne, infatti, reagiscono in modo eccessivo alla stimolazione ormonale e sarebbero utili test genetici in grado di individuarle in anticipo.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti