Ogino knaus

Come funziona
È nato come sistema anticoncezionale naturale, ma può essere usato anche per calcolare i giorni fertili. Ecco in che cosa consiste il metodo di Ogino Knaus
La maggior parte delle donne conosce poco il proprio corpo e sa solo a grandi linee come funziona il proprio apparato riproduttivo. Le più informate sono quelle che vogliono trovare metodi contraccettivi ormonali e quelle che hanno difficoltà a concepire ai primi tentativi. Probabilmente loro conoscono il metodo di Ogino Knaus, almeno superficialmente, mentre tante altre non sanno assolutamente di che cosa si tratti. Invece, è una tecnica che può rivelarsi utile in tanti casi, ma solo se usata nel modo corretto, accettandone i limiti.
Si basa sul calcolo dei giorni fecondi
Il metodo di Ogino Knaus, chiamato anche metodo del calendario, è una tecnica contraccettiva naturale che può essere usata anche per individuare il periodo più fertile. Infatti, prevede il calcolo teorico dei giorni potenzialmente fecondi per la donna. Nel caso in cui ci si voglia proteggere da una gravidanza bisognerà astenersi dai rapporti sessuali completi in quei giorni, mentre se l’obiettivo è proprio il contrario, ossia avere un bambino, allora si dovranno avere rapporti nella fase “incriminata”.
Serve un periodo di osservazione
Per applicare il metodo di Ogino Knaus bisogna prima osservare l’andamento di alcuni cicli. Infatti, occorre sapere che solo teoricamente il ciclo mestruale dura 28 giorni: nella pratica, le cose variano molto non solo da donna a donna, ma anche da ciclo a ciclo, per cui è difficile stabilire la vera durata del proprio ciclo.
La donna non è sempre fertile
Per capire come funziona questa metodica, è bene chiarire innanzitutto alcuni concetti. La donna è fertile solo in alcuni giorni del ciclo mestruale, che inizia il primo giorno delle mestruazioni e può essere diviso in due fasi: la fase follicolare e la fase luteale. La seconda ha una durata standard, di 14 giorni, mentre la prima può essere anche più corta o più lunga.
L’ovulazione
Fra la prima e la seconda fase del ciclo si verifica l’ovulazione, ossia il momento in cui il follicolo, la sacca che contiene la cellula uovo matura, chiamata ovocita, scoppia e libera il suo contenuto. È il momento di massima fertilità: infatti, l’ovocita, in seguito a un rapporto sessuale, può essere fecondato dagli spermatozoi.
Se il ciclo ha una durata di 28 giorni, l’ovulazione si verifica tra il 12° e il 16° giorno del ciclo, in media il 14°. La donna però è fertile più a lungo: questo perché gli spermatozoi sopravvivono nelle vie genitali fino a tre-quattro giorni, mentre l’ovulo per uno-due giorni. Di conseguenza, se si hanno rapporti completi fra il 10° e il 18° giorno del ciclo si potrebbe rimanere incinta.
Non è una metodica completamente affidabile
Se la prima fase del ciclo non ha una durata standard, però, diventa difficile calcolare l’ovulazione e la fase fertile. Per questo, gli esperti suggeriscono alle donne con un ciclo un po’ “ballerino” di annotare la durata di 12 cicli successivi. Sulla base di questi dati possono poi applicare il metodo di Ogino Knaus che, proprio per tutte queste difficoltà, non può essere considerato del tutto preciso e affidabile. La precisione aumenta se i cicli sono abbastanza regolari, con variazioni massime da 25 a 31 giorni, ma comunque non si può avere mai la certezza assoluta. Il suo successo non può prescindere da un’ottima conoscenza del proprio corpo, da un ascolto molto attento e dalla precisione di calcolo.
I calcoli
Terminato il periodo di osservazione, si può procedere con i calcoli veri e propri. Per sapere il giorno d’inizio del periodo fertile si deve sottrarre 18 alla durata in giorni del ciclo più breve. Il giorno in cui termina il periodo fertile, invece, si ottiene sottraendo 11 alla durata del ciclo più lungo (sempre espresso in giorni). Per esempio, se il ciclo più breve è stato di 26 giorni e quello più lungo 31, il periodo fertile inizia l’8° giorno del ciclo mestruale e termina il 20° giorno.