In Italia nascite in calo, ma aumenta il ricorso alla procreazione assistita

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 03/08/2021 Aggiornato il 03/08/2021

Secondo il rapporto del Ministero della Salute 3 gravidanze su 100 sono frutto della maternità assistita. Nel 2019 tecniche di procreazione per 12.800 nuovi nati

In Italia nascite in calo, ma aumenta il ricorso alla procreazione assistita

In Italia nascono sempre meno bambini. Ma aumenta il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita(). Secondo l’ultimo Rapporto annuale sull’evento nascita in Italia (Cedap) curato dal Ministero della Salute, nel 2019, circa 12.800 nuovi nati su 421.913 registrati nello stesso anno sono stati frutto delle tecniche di procreazione assistita.

Sardegna e Molise, fanalino di coda

Quanto invece al numero complessivo dei nati in Italia, nel 2019 sono stati 20.763 in meno rispetto ai 442.676 del 2018. Le regioni che fanno meno figli sono Sardegna e Molise.

 Il 62,4% dei parti avviene in strutture dove nascono 1.000 neonati all’anno, mentre il 7,3% dei parti ha luogo in piccoli ospedali che ne accolgono meno di 500, quindi con maggiori rischi per madre e bambino.

In calo anche il ricorso al parto cesareo, che avviene in media nel 31,8% dei parti. In  questo caso, secondo  dati rilevati dal Rapporto CeDAP, il  picco del 45,9% avviene nelle case di cura accreditate, contro il 30,0% degli ospedali pubblici.

Sale l’età del primo figlio

Quanto alle indagini diagnostiche, sono state effettuate in media 3,9 amniocentesi ogni 100 parti ma alle madri con più di 40 anni il prelievo del liquido amniotico è stato effettuato nel 12,02% dei casi, “denotando un trend decrescente nell’ultimo triennio”. 
L’età media della madre è di 33 anni per le italiane mentre scende a 30,7 anni per le cittadine straniere. L’età media al primo figlio è per le donne italiane, quasi in tutte le Regioni, è superiore ai 31 anni, con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 28,7 anni.

Ancora poche le terapie intensive neonatali

Nel 2019 sono inoltre, stati registrati 5.290 casi di malformazioni diagnostiche alla nascita. Solo 120 punti nascita su 433 analizzati, pari uno su 3 può contare su una Unità di terapia intensiva neonatale, necessaria per garantire la sopravvivenza di bimbi nati prima del termine della gravidanza. Infine, durante il parto (esclusi i cesarei), la donna ha avuto accanto a sé nel 92,9% dei casi il padre del bambino, nel 5,7% un familiare e nell’1,3% un’altra persona di fiducia.

 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Il 55,0% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 28,6% è casalinga e il 14,2%  disoccupata o in cerca di prima occupazione. Il  52,7% delle mamme straniere è casalinga a fronte del 62,3% delle donne italiane che hanno invece un’occupazione lavorativa.

 

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