L’infertilità colpisce il 25% degli italiani

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 13/12/2019 Aggiornato il 13/12/2019

Il nostro Paese ha toccato un nuovo record di calo delle nascite; per questo è fondamentale affrontare il problema dell’infertilità

L’infertilità colpisce il 25% degli italiani

Alla luce dei cambiamenti sociali che vedono ogni anno in Italia un nuovo record negativo delle nascite (1,32 figli in media per ogni donna, dati Istat 2018  e un progressivo aumento dell’infertilità maschile e femminile, è diventata particolarmente importante il tema della preservazione della fertilità e la Medicina della Riproduzione, disciplina che si occupa di accompagnare la coppia attraverso un percorso diagnostico-terapeutico personalizzato per il raggiungimento della gravidanza.

L’età ovarica

Secondo Giuseppe De Placido, direttore Dipartimento Materno-Infantile dell’Università di Napoli “Federico II” – Centro di Sterilità, l’infertilità va considerata oggi una vera e propria malattia che interessa il 25% della popolazione, in egual misura uomini e donne, che tendono a posticipare sempre più la decisione di avere un figlio, trascurando la riduzione dell’età ovarica correlata all’aumento dell’età biologica.  Le donne in cerca di una gravidanza, in particolar modo dopo i 35 anni, dovrebbero sempre sottoporsi al “pap-test riproduttivo”: si tratta di un semplice esame diagnostico che misura il valore dell’ormone antimulleriano, consentendo di accertare il numero di follicoli, e quindi di effettuare una stima dell’età ovarica, vale a dire del potenziale riproduttivo, così da poter eventualmente intervenire con una strategia appropriata.

L’utilità della cricoconservazione

Sempre per le coppie che vogliono o sono costrette a posticipare il momento di avere un figlio è importante essere a conoscenza del cosiddetto “social freezing”: si tratta di congelare materiale biologico, gameti e tessuto ovarico, per poterlo utilizzare in un secondo momento. Nei centri la crioconservazione viene effettuata nelle donne infertili che si sottopongono a PMA, per aumentare le chance di una gravidanza in caso di fallimento del primo ciclo di stimolazione e nelle pazienti oncologiche che devono sottoporsi a chemioterapia. Tenere sotto controllo l’età ovarica non basta, però, a preservare la fertilità. Secondo gli esperti, anche un errato stile di vita rappresenta un fattore di rischio, al pari dell’età. Per esempio, le infezioni contratte attraverso rapporti sessuali occasionali possono comportare conseguenze negative a lungo termine sulla fertilità, così come il fumo, l’obesità e l’esposizione a inquinanti ambientali sono fattori in grado di influenzare la salute sessuale e riproduttiva di un individuo, intervenendo negativamente sula qualità degli ovociti e degli spermatozoi.

 

 
 
 

Da sapere!

La prevenzione dell’infertilità dovrebbe cominciare già dalla scuola, promuovendo una maggiore consapevolezza da parte dei giovani, fin dall’adolescenza, dell’impatto che, scorretti stili di vita, possono avere sulla salute riproduttiva.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Tampone positivo allo streptococco durante la gravidanza

23/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Ci sono delle indicazioni da seguire quando si risulta positive allo streptococco in prossimità del parto, prima tra tutte recarsi con urgenza in Pronto soccorso fin dalla prima comparsa delle contrazioni.   »

Paroxetina: si può assumere nel periodo preconcezionale e poi in gravidanza?

23/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In relazione agli psicofarmaci, nel periodo del concepimento e poi durante la gravidanza è importante assumerli sotto la guida dello psichiatra e del ginecologo, in accordo tra loro.   »

Tosse dei bambini: l’antibiotico serve o no?

14/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

La tosse secca, anche se più disturbante, non deve preoccupare e non richiede inevitabilmente l'antibiotico, che invece va somministrato quando la tosse è “grassa”, con tanto catarro, e si protrae per oltre quattro settimane senza alcun accenno di miglioramento.  »

Fai la tua domanda agli specialisti