L’infertilità maschile: un problema sociale poco considerato

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 17/12/2019 Aggiornato il 18/12/2019

Oggi si stima che un terzo delle cause di infertilità di coppia sia dovuto a problemi dell’uomo, ma, in realtà, il numero di questa infertilità maschile risulterebbe superiore

L’infertilità maschile: un problema sociale poco considerato

Il tema dell’infertilità maschile e femminile ha acquisito una notevole rilevanza, tanto è alta la sua frequenza: il problema ha varie sfumature e livelli di gravità e l’aumento dell’infertilità riguarda in gran parte l’uomo. Eppure, quando una coppia fatica ad avere un figlio, le pratiche mediche si concentrano sulla donna. Fino agli anni ‘70, tutto il peso sociale dell’infertilità era sulle spalle delle donne che a volte venivano addirittura operate per presunte cause di infertilità ancor prima di compiere esami sull’uomo.

Pochi controlli sull’uomo

Fortunatamente oggi le cose sono cambiate, eppure dei problemi che potrebbero riguardare l’uomo ci si occupa ancora poco. Nelle cliniche che curano questi problemi di infertilità ci sono soprattutto ginecologi e gli esami si concentrano sui possibili problemi femminili, limitando le analisi sull’uomo a uno o due esami sul numero e la motilità degli spermatozoi.

Attenzione alla salute generale

Secondo Giovanni Maria Colpi, direttore scientifico del dipartimento di andrologia e fertilizzazione in vitro della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano, lo sbaglio maggiore sull’argomento è proprio questo: ci si occupa esclusivamente dei gameti più che dei problemi di salute generali della persona, problemi che possono contribuire a ridurre i tassi di fertilità, come un’infezione, oppure, banalmente, alcune condizioni di vita o relative all’ambiente di lavoro.

Spermatozoi in calo…

La fertilità maschile sta diminuendo: negli ultimi quarant’anni il numero medio di spermatozoi nel liquido seminale si è dimezzato. È stata anche abbassata l’asticella della normalità: prima si considerava nella norma uno sperma con 50 milioni di spermatozoi per millilitro. Poi si è passati a 20 e dal 2010 a 15 milioni. E tra questi la media degli spermatozoi buoni, che non hanno anomalie, sta scendendo e oggi è attorno al 15%.

… E con problemi

Servono esami più approfonditi, per capire ad esempio se il Dna degli spermatozoi è danneggiato, cosa che comprometterebbe la fecondazione. Secondo Colpi si stima che tra il 10 e il 25% dei soggetti ritenuti normali dagli esami seminali abbia in realtà anomalie anche gravi del Dna nei propri spermatozoi.

Così può capitare che un maschio considerato sano nasconda delle patologie non immediatamente riconoscibili, come un’infiammazione dei dotti seminali che magari si presenta senza sintomi. Solamente un esame più attento con medici con formazione andrologica specializzati nel riconoscere questi problemi e curarli, può evitare alle coppie di sottoporsi inutilmente a più cicli di fecondazione assistita, spesso senza risultati.

 
 
 

Da sapere

TANTE CAUSE DIVERSE

Una delle maggiori cause dell’infertilità maschile è l’inquinamento ambientale che può danneggiare il Dna contenuto negli spermatozoi. Inoltre una minor frequenza di rapporti sessuali, magari legata a ritmi di vita stressanti. Infine, aumentando i partner occasionali, possono aumentare anche le infezioni, tra cui quelle asintomatiche.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Cardioaspirina in gravidanza: va bene questa cura?

24/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi.  »

Antibiotico sospeso prima di quanto indicato: per questo il bambino si è ammalato di nuovo?

24/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute.   »

Piccolissima che non “aggancia lo sguardo”

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita.   »

Pancione che si indurisce molto alla 27 settimana di gravidanza: che fare?

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale.   »

Fai la tua domanda agli specialisti