Rischio di infertilità più alto per i ragazzi obesi

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 26/01/2018 Aggiornato il 10/08/2018

I chili di troppo fanno male alla salute in generale e nei ragazzi possono anche rappresentare un maggior rischio di infertilità. Ecco perché

Rischio di infertilità più alto per i ragazzi obesi

I chili di troppo minacciano le nuove generazioni: il peso in eccesso e quindi l’obesità non causano solo malattie cardiovascolari e diabete; possono anche essere un rischio di infertilità e impedire il concepimento.

Fertilità in drammatico calo

Gli esperti hanno messo in luce un aspetto nuovo, sicuramente non secondario soprattutto alla luce del drammatico calo di fertilità che sta investendo un po’ tutto il mondo occidentale: il legame tra obesità maschile e sterilità. Secondo Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Padova, i ragazzi obesi sono a maggior  rischio di infertilità e ipogonadismo. È stato, infatti, individuato un meccanismo responsabile di queste manifestazioni cliniche: il tessuto adiposo è una trappola per il testosterone (ormone sessuale maschile).

Sempre più giovani obesi

Da uno screening effettuato su una popolazione di 2.019 giovani maschi tra i 18 e 20 anni, è stata confermata una prevalenza di obesità di circa il 17%. Se la tendenza osservata continuerà, nel 2022 ci saranno più  numerosi I bambini e adolescenti obesi di quelli moderatamente o severamente sottopeso.

Influenze sull’apparato riproduttivo

I ricercatori del team di Foresta hanno valutato gli effetti dell’obesità sullo sviluppo testicolare e sulle conseguenze generali collegate a una alterazione della produzione degli ormoni del testicolo. Le valutazioni cliniche di un’alterazione della funzione gonadica hanno dimostrato che in pratica questi ragazzi subiscono una sorta di trasformazione fisica: una significativa riduzione del volume testicolare nel 29% dei casi, contro un 15% dei coetanei normopeso; una riduzione della lunghezza del pene, di circa 8 mm inferiore rispetto ai normopeso; una riduzione di circa il 30% della concentrazione degli spermatozoi rispetto ai normopeso; un aumento in altezza di circa 2 cm rispetto ai normopeso.

Meno testosterone nel sangue

Attraverso studi in vitro su cellule adipose ottenute da soggetti magri e soggetti obesi, i ricercatori hanno dimostrato che nel tessuto adiposo dell’obeso “si accumulano concentrazioni molto elevate di testosterone, che vengono sottratte alla quota di testosterone circolante, determinando pertanto una caduta delle concentrazioni plasmatiche di questo ormone“. Inoltre, i ricercatori hanno individuato che nelle cellule adipose dei ragazzi extra large è presente un’aumentata espressione dell’enzima aromatasi che trasforma il testosterone in estrogeno (ormone sessuale femminile).

 

 

 
 
 

In breve

STRATEGIE SALVA-FERTILITA’

È ormai accertato che corretti stili di vita e sane abitudini alimentari sono importanti per la salute riproduttiva dei maschi. Per questo le strategie politico-sanitarie dovrebbero richiamare l’attenzione della popolazione sui rischi che l’obesità comporta, anche relativamente al rischio di infertilità.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Escursione a 1650 metri: si può portare un bambino?

13/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Un bimbo di tre anni può avere problemi di adattamento se viene portato ad altitudini superiori ai 2500-3000 metri.  »

Il Sars-CoV-2 può rendere sterile il mio bambino?

13/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Matteo Bassetti

Che l'infezione causata dal nuovo coronavirus possa provocare infertilità maschile è solo un'ipotesi non dimostrata.   »

A due anni perché non parla ancora?

12/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Daniela Biatta

Fino ai tre anni di età, una volta esclusi deficit di qualsiasi natura, si può ipotizzare la non grave condizione di "parlatore tardivo"  »

Fai la tua domanda agli specialisti