Un esame controlla l’ormone che batte le ore della fertilità femminile

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 05/12/2013 Aggiornato il 05/12/2013

L’ormone Amh misura la fertilità della donna: è un ottimo “batti-tempo” per quelle che vogliono rinviare la maternità 

Un esame controlla l’ormone che batte le ore della fertilità femminile

Esiste un ormone che batte le ore della fertilità femminile. Si tratta dell’ormone antimulleriano ed è un indice della riserva ovarica, ovvero del numero di follicoli ovarici residui: il suo livello indica l’età fertile della donna. Insomma, oggi il passaggio dalla fertilità all’infertilità può essere tenuto sotto controllo grazie a un semplice prelievo del sangue fatto in qualsiasi momento del ciclo.

Come si misura la fertilità?

Come si fa a misurare il tempo della fertilità? Con un prelievo del sangue e la misurazione dei livelli dell’ormone Amh, l’antimulleriano che soprattutto nelle fasce d’età più giovani è un ottimo batti-tempo per una donna che vuole rinviare il momento della maternità.

L’indice della riserva ovarica 

“L’ormone antimulleriano – spiega il ginecologo dell’università romana La Sapienza, Mauro Schimberni – è un indice della riserva ovarica, ovvero del numero di follicoli ovarici residui. Un ormone antimulleriano basso, in donne tra i 25 e i 35 anni e con cicli mestruali normali, rappresenta un campanello d’allarme; esso non significa che avranno necessariamente problemi di infertilità, ma indica la necessità di controlli più frequenti e, se parliamo di donne di 35 anni, anche l’eventuale scelta di pensare al congelamento del patrimonio ovocitario”.

Il test è efficace

L’efficacia del test per l’ormone antimulleriano è ormai scientificamente assodata. I ginecologi Mario Schimberni (docente della Scuola di specializzazione in ginecologia e ostetricia de La Sapienza ) e Annelise Giallonardo l’hanno anche offerto gratuitamente alle 2.000 coppie che hanno aderito al progetto “Informa la tua fertilità”, con necessità di rinviare momentaneamente una gravidanza.

L’idea di due ginecologi italiani

Il progetto è nato come iniziativa di prevenzione nel 2011 su idea dei due ginecologi e subito è diventato un prezioso strumento di ricerca, utile a fotografare la situazione infertilità in Italia. I risultati dei dosaggi misurati nel 2011-2012 hanno rivelato che nel 4,5% delle donne che non manifestavano alcun sintomo o anomalia della fertilità i livelli di ormone antimulleriano erano comunque ridotti, al punto tale da consigliare controlli periodici più ravvicinati e decisioni, come il congelamento degli ovociti, nel caso si volesse in seguito avviare una gravidanza. 

In breve

QUANDO L’ETA’ AVANZA PROBLEMI ANCHE CON LA PMA

L’età della donna è un fattore che pesa molto anche nel caso in cui ci si rivolga alla procreazione medicalmente assistita e spesso rende vani i trattamenti.

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