A cura di “La Redazione”Pubblicato il 12/05/2016Aggiornato il 12/05/2016
Una scoperta americana ha individuato cosa spinge lo spermatozoo verso l’ovulo e fornisce nuove informazioni su fertilità e contraccezione. Si apre così la strada a un contraccettivo unisex
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“Un importante passo avanti nella comprensione di come gli spermatozoi diventano ‘super mobili’ nel tratto riproduttivo femminile”. È questa la sintesi di una nuova rivoluzionaria ricerca effettuata da un gruppo di scienziati americani. Lo studio ha evidenziato che esiste un mediatore chiave, il recettore denominato ABHD2, che il progesterone cerca per interferire con il processo di fecondazione. La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di un contraccettivo ‘unisex’.
L’impulso fondamentale
È una scintilla che mette in moto lo spermatozoo per dargli la spinta e iniziare il viaggio verso l’ovulo da fecondare per poter dare avvio alla gravidanza. Ma che cosa è in grado di attivare questa scintilla? Un particolare recettore per il progesterone. Lo studio, realizzato da ricercatori dell’università della California di Berkley e di San Francisco, e della Yale University School of Medicine di New Haven e pubblicato sulla rivista “Science”, ha individuato che è proprio questo che dà l’impulso allo spermatozoo che si avvia verso l’ovulo. Segna dunque un passo importante per poter contribuire alla definizione di nuove terapie anti-infertilità per l’uomo e apre le porte al futuro della contraccezione che potrebbe portare alla nascita della pillola unisex.
Un recettore per il progesterone
Lo spermatozoo deve essere attivato dal progesterone affinché il gamete maschile possa iniziare il suo percorso verso quello femminile. Finora non si sapeva cosa desse la spinta propulsiva. Ora la ricerca ha scoperto che la struttura sulla quale questo ormone agisce è un recettore denominato ABHD2, presente sulla membrana esterna dello spermatozoo. “La cosa davvero fantastica è che ora abbiamo un bersaglio utile allo sviluppo di un contraccettivo unisex, che potrebbe essere usato da entrambi i partner sessuali – ha affermato Melissa Miller, dell’università della California di Berkley e di San Francisco, primo autore dello studio – Se si riuscirà a impedire al progesterone di dare ‘benzina’ allo spermatozoo, quest’ultimo non sarà in grado di raggiungere o penetrare l’ovulo”.
Nuovi contraccettivi all’orizzonte
Questa scoperta fornisce nuove preziosissime informazioni sia sulla contraccezione sia sulla fertilità. “Lo sviluppo di nuovi composti che bloccano ABHD2 può produrre nuovi metodi contraccettivi per evitare che lo spermatozoo riesca a raggiungere l’ovulo – ha sottolineato Stuart Moss, direttore del Programma di salute riproduttiva maschile presso l’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development degli Nih, che ha sostenuto la ricerca. “E dall’altra parte, strategie in grado di bypassare o migliorare l’azione di questo recettore potrebbero rappresentare trattamenti contro l’infertilità maschile legata a uno sperma ‘pigro’, non sufficientemente mobile”.
DA SAPERE
STUDI SEMPRE PIÙ APPROFONDITI
Un altro studio americano in precedenza aveva individuato nella proteina dello spermatozoo CatSper il bersaglio diretto del progesterone. Ora questo nuovo studio definisce addirittura il recettore ABHD2 come l’obiettivo dell’ormone.
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