Rimanere incinta

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Il concepimento avviene grazie all’incontro tra un ovocita femminile maturo e uno spermatozoo. L’uovo femminile viene prodotto e matura nelle ovaie, in media nell’arco dei 10-16 giorni (circa) che seguono la data d’inizio del ciclo mestruale. A partire da cinque giorni prima della sua maturazione, che coincide con la sua fuoriuscita dalle ovaie che lo hanno prodotto e portato a completo sviluppo, inizia il periodo fertile femminile.
Ovocita e spermatozoo si incontrano nelle tube di Falloppio, che sono i condotti che collegano le ovaie all’utero, nella cui cavità l’uovo fecondato va ad annidarsi. L’uovo fecondato compie il tragitto che lo divide dall’utero in circa sette giorni, ma attenzione, contrariamente a quanto in genere si crede una volta raggiunto l’utero non si attacca alla sua parete come se fosse una calamita contro la parete del frigorifero, ma attraverso un processo complesso che può durare anche qualche giorno.
Per rimanere incinta è dunque necessario fare l’amore nel periodo fertile, che idealmente ha una durata di sei giorni:
  • i cinque giorni che precedono l’ovulazione
  • il giorno dell’ovulazione che ha una durata di circa 12-24 ore
L’arco di tempo è così lungo (ben sei giorni) perché gli spermatozoi maschili possono sopravvivere nelle tube, in cui risalgono dal collo dell’utero, fino a sei giorni. Fermo resta però che il concepimento avviene solo ed esclusivamente il giorno dell’ovulazione.
Cosa succede dopo l’annidamento
Nei giorni successivi all’annidamento dell’embrione nell’utero (detto anche “impianto” è possibile che già compaiano alcuni sintomi di gravidanza, nausea, stanchezza, intolleranza nei confronti degli odori forti: si tratta comunque di segni di cosiddetta ”presunzione” ovvero potrebbero essere dovuti alla gravidanza ma di certo non bastano a confermarla.
Dal primo giorno di eventuale ritardo delle mestruazioni (ma a volte anche qualche giorno prima) potrebbe risultare positivo il test di gravidanza fai-da-te che si effettua sulle urine. Per poter visualizzare la gravidanza all’interno della cavità uterina con l’ecografo, di solito occorrono 2-3 settimane dall’ovulazione/concepimento, quindi 4-5 settimane dalla data di inizio della mestruazione precedente.
In caso di concepimento avvenuto è possibile che circa una settimana dopo compaiano lievissime perdite di sangue (un cucchiaino circa, non di più): si tratta di una conseguenza del processo di annidamento dell’embrione nell’utero. Da sottolineare che l’eventualità si verifica solo una piccola percentuale di donne.
L’acido folico: va preso anche “prima”
La comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere che sia utile assumere un’integrazione di acido folico (vitamina B9) a partire dal momento in cui si inizia a cercare una gravidanza (l’ideale sarebbe almeno sei mesi prima). E’ stato osservato infatti che questo accorgimento diminuisce il rischio che il bambino presenti alla nascita una grave malformazione, chiamata spina bifida.
La dose consigliata è di 400 microgrammi al giorno, da assumere prima del concepimento e per tutto il primo trimestre di gravidanza. Questa è l’indicazione generale: ci sono casi particolari in cui lo specialista ritiene opportuno aumentare la dose giornaliera e prolungare l’assunzione anche dopo il termine del primo trimestre.
Accade, per esempio, nell’eventualità in cui la donna abbia avuto già un figlio colpito da spina bifida. L’acido folico va assunto lontano da tè e latticini, quindi meglio non a colazione se si ha l’abitudine di consumare al mattino un cappuccino o, appunto, una tazza di tè.
Alimentazione sana: elisir di benessere (anche del bambino)
Non è necessario, salvo diversa indicazione medica, assumere altri integratori in vista del concepimento o a gravidanza iniziata. Questo vale se quotidianamente si assumono frutta e verdura, alimenti che assicurano all’organismo sali minerali e vitamine in quantità adeguate. In generale, la fertilità femminile (e anche maschile) e, successivamente, il buon andamento della gravidanza sono fortemente favoriti da una dieta sana, che significa:
  • Varia e ben bilanciata
  • Povera di grassi animali e di alimenti raffinati
  • Ragionevolmente calorica
  • Ricca di frutta e verdura
  • Quasi del tutto priva di zuccheri semplici (gelati, torte, caramelle e così via)
I sì per la fertilità
Ecco le condizioni ideali che favoriscono il concepimento in un arco di tempo breve
  • Giusto peso in relazione all’altezza: sia la magrezza eccessiva sia il sovrappeso ostacolano il lavoro delle ovaie e quindi l’ovulazione
  • Niente fumo: il fumo di sigaretta diminuisce il potenziale fertile sia della donna sia dell’uomo
  • Niente alcol: l’alcol interferisce con la salute dell’apparato riproduttore, sia di lei sia di lui, in più favorisce il sovrappeso che da solo rappresenta un fattore di rischio nei confronti della fertilità
  • Capacità di allentare lo stress: l’accumulo di tensione può realmente ritardare il concepimento o, nei casi peggiori, impedirlo. E’ dunque opportuno, nei limiti del possibile, conservare una soddisfacente stabilità emotiva.
Occhio a questa trappola
Il timore di non riuscire a dare inizio a una gravidanza può generare così tanto stress da trasformarsi, paradossalmente, in un ostacolo al concepimento. Il rischio diventa particolarmente alto quando la coppia smette di fare l’amore per il piacere che ne ricava iniziando a considerare i rapporti sessuali solo ed esclusivamente il mezzo per raggiungere l’obiettivo gravidanza. Svuotare l’intimità di ogni valenza emotiva, non riuscire più a gustarla per quello che è – un momento di scambio amoroso che rinnova ogni volta l’intesa e rende più forte il legame amoroso – può destabilizzare la coppia al punto da creare fratture importante. Continuare a fare l’amore con gioia, senza troppo pensare al risultato a cui si mira, è quanto di meglio si possa fare per scoprire che sì, la gravidanza è finalmente iniziata.
Concepimento: non è vero che …
Esistono posizioni che favoriscono il concepimento: gli spermatozoi raggiungono rapidamente le tube a prescindere dalla modalità in cui si affronta il rapporto sessuale
Dopo aver fatto l’amore conviene stare sdraiate per circa un’ora: si tratta di una credenza dura a morire, ma infondata. Immediatamente dopo l’eiaculazione gli spermatozoi risalgono nelle tube velocissimamente, senza che vi sia bisogno di supportarli nella loro corsa controcorrente
Per concepire è bene fare l’amore ogni giorno: è l’età materna il fattore che più di tutti incide sulla possibilità di dare inizio a una gravidanza nell’arco di pochi mesi dal momento in cui la si cerca. Si è osservato che fare l’amore tre volte alle settimana garantisce le stesse probabilità di concepire di quante ne assicuri una frequenza giornaliera
Dopo un anno sì ai controlli
Prima di ricorrere ad accertamenti medici volti a escludere un’infertilità di coppia è opportuno provare a dare inizio a una gravidanza per un intero anno. Solo se dopo 12 mesi di rapporti sessuali liberi, affrontati con una frequenza media di almeno due-tre volte alla settimana, il bimbo non si annuncia, è necessario che la coppia (sia lei sia lui) si rivolga a uno specialista. Questa è l’indicazione generale che vale però per le donne con meno di 35 anni. Dopo questa età può essere opportuno non aspettare così tanti mesi, ma richiedere un controllo specialistico dopo circa sei mesi di tentativi andati a vuoto. Quanto più è avanzata l’età materna tanto più, infatti, può diventare difficile risolvere l’ eventuale problema che impedisce il concepimento.
Testo a cura di Laura de Laurentiis e consulenza scientifica del dottor Claudio Ivan Brambilla, specialista in ostetricia e ginecologia. Ultima revisione in data 26/06/2019.
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