Come ci si accorge di essere incinta durante l’allattamento?

Paola Risi A cura di Paola Risi Pubblicato il 12/04/2022 Aggiornato il 12/04/2022

Difficile, ma non impossibile. Perché le poppate al seno non rappresentano una barriera totale. Ecco come ci si accorge di essere incinta durante l’allattamento

Come ci si accorge di essere incinta durante l’allattamento?

Solo alla fine del puerperio (l’intervallo di tempo di circa 6-8 settimane successivo al parto, durante il quale l’organismo della neomamma recupera progressivamente le condizioni precedenti la gravidanza) il ciclo ovulatorio si riattiva e, di conseguenza, ogni mese ricompaiono le mestruazioni.
Se la neomamma allatta al seno il bambino, però, l’amenorrea (ovvero l’assenza di mestruazioni) post–partum può perdurare oltre questa scadenza e protrarsi anche fino a diversi mesi dopo la sospensione delle poppate: la prolattina, l’ormone responsabile della produzione di latte da parte della ghiandola mammaria, svolge infatti anche la funzione di inibire l’ovulazione. Ecco come ci si accorge di essere incinta durante l’allattamento con l’aiuto della dottoressa Daniela Fantini, ginecologa presso il consultorio Cemp di Milano.
Per questo motivo si parla di “amenorrea da allattamento”, identificando questo stato con una barriera naturale al concepimento. Importante è del resto sottolineare che la sicurezza di questo metodo anticoncezionale si fonda su una serie di condizioni che, se non rispettate in modo rigoroso, possono ridurla in modo più o meno rilevante e, in presenza di rapporti sessuali non protetti, una nuova gravidanza potrebbe avviarsi già a cominciare dalle settimane o mesi che seguono la nascita del bambino. Ecco, dunque, come ci si accorge di essere incinta durante l’allattamento.

Quante possibilità ci sono di rimanere incinta durante l’allattamento?

La concentrazione di prolattina necessaria ad assicurare alla neomamma che allatta una protezione contraccettiva valutata intorno al 98% (quindi del tutto simile a quella garantita da sistemi anticoncezionali, quali il preservativo o la spirale) si ottiene solo in presenza di tutte le seguenti condizioni:

– il bambino ha un’età inferiore ai 6 mesi;

– si nutre esclusivamente di latte materno e non ricevere altri liquidi (latte artificiale o tisane) o solidi aggiuntivi;

– si attacca al seno almeno 6 volte al giorno con un intervallo tra le poppate non superiore alle 4 ore;

– fa almeno una poppata durante la notte, senza che siano trascorse più di 6 ore dall’ultima poppata prima della nanna;

– non si sono evidenziate perdite (di sangue e di residui post parto) a partire dalla 8a settimana dopo il parto (fino a questa scadenza è del tutto naturale che siano state presenti sotto forma di lochiazioni allo scopo di ripulire l’utero).

Queste indicazioni risultano connesse al fatto che la secrezione di prolattina viene stimolata soprattutto dalla suzione del seno da parte del bambino.

Come evitare di rimanere incinta dopo il parto?

Fondamentale è chiarire che se una sola delle condizioni indicate non è presente, si può rimanere incinta anche mentre si allatta al seno. In caso di dubbi o incertezze, quindi, per evitare di avviare una nuova gravidanza troppo presto, durante la prima visita ginecologica di routine (circa 6 settimane dopo la nascita) è consigliabile farsi indicare dal proprio ginecologo un metodo contraccettivo.

Quelli più indicati in fase di allattamento sono il preservativo, la pillola monofasica che contiene solo progesterone desogestrel (cosiddetta minipillola), oppure la spirale o I.U.D. (dispositivo intrauterino) che però va applicata almeno 40 giorni dopo il parto ovvero quando l’utero ha ormai riacquistato le dimensioni precedenti la gravidanza.

Per potersi regolare meglio, è bene ricordare, inoltre, che la prima ovulazione dopo il parto non è mai preceduta da una mestruazione: al contrario il “capoparto” (cioè il primo flusso mestruale dopo la nascita del bambino) è anticipato di circa 2 settimane da un’ovulazione che quindi si verifica in assenza di alcun segnale della recuperata fertilità.

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Quanto tempo dopo il parto si può rimanere incinta?

La differenza la fanno le poppate al seno. Infatti, se si nutre il bebè con il biberon la fertilità – e con essa la possibilità di restare nuovamente incinta – si recupera dopo circa 6 settimane dal parto. Intervallo che si sposta a circa 6 mesi, se si allatta al seno. Attenzione, però: le poppate al seno – con la relativa secrezione di prolattina – non rappresentano un “anticoncezionale” sicuro al 100%. In determinate condizioni, infatti, si può ovulare anche durante l’allattamento e quindi non è esclusa la possibilità di avviare una seconda gravidanza anche prima di questo termine e anche in assenza del capo parto (prima mestruazione dopo il parto).

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti