Concepimento: più ferro aumenta le probabilità?

Roberta Camisasca
A cura di Roberta Camisasca
Pubblicato il 22/07/2019 Aggiornato il 22/07/2019

Sembrerebbe di no. Uno studio ha dimostrato che il ferro non incide sulle probabilità di concepimento, ma è fondamentale per altri motivi. Ecco quali

Concepimento: più ferro aumenta le probabilità?

L’assunzione di ferro non favorirebbe il concepimento: lo evidenzia uno studio pubblicato su The Journal of Nutrition dai ricercatori statunitensi della Boston University School of Public Health, che non hanno trovato associazioni significative tra l’assunzione del minerale e la possibilità di restare incinta.

Solo in alcuni casi

Gli autori hanno analizzato i dati di due campioni di donne che stavano cercando di avere un bambino. Esaminando le risposte ad alcuni questionari, che riguardavano anche la dieta e l’uso d’integratori alimentari, i ricercatori hanno stimato l’assunzione, da parte delle volontarie, di ferro eme – che per lo più si ottiene dal consumo di carne – e di ferro non-eme – che si trova principalmente nelle verdure e negli integratori – e non hanno rilevato alcuna associazione tra l’assunzione di ferro eme e la possibilità di concepimento. Assumere quantità maggiori di ferro non-eme è stato invece associato a una probabilità leggermente maggiore di restare incinta, ma solo tra le donne che avevano già partorito o tra quelle che soffrivano di carenza di ferro dovuta a ipermenorrea o a ciclo mestruale breve.

Vari campi d’azione

Il ferro è un oligoelemento essenziale per la vita: interviene nella produzione dei globuli rossi, funge da cofattore di varie proteine necessarie per il metabolismo dell’ossigeno e dell’energia e rafforza il sistema immunitario. Nel sistema nervoso centrale interviene nei processi enzimatici chiave per la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina ( che stimola la motivazione, il piacere, il controllo dei muscoli) e la serotonina  (che regola il tono dell’umore).

Assunzione resta fondamentale

Gli esperti ribadiscono che è fondamentale un apporto adeguato durante tutta l’età fertile, anche se non è provato il legame con maggiori probabilità di concepimento. Critico anche il periodo della gestazione, poiché l’aumentato fabbisogno di ferro per lo sviluppo del feto e della placenta può indurre uno stato anemico nella gestante, vera e propria patologia derivante da un deficit importante e prolungato, che aumenta il rischio di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita.

 

Da sapere!

Diversi studi indicano un’alimentazione equilibrata quale primo passo per conservare la propria fertilità.

 

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