Cos’è l’HyFoSy test e a cosa serve

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 28/04/2026 Aggiornato il 28/04/2026

Si esegue sotto guida ecografica e, grazie all’uso di una schiuma in gel, permette di visualizzare le strutture interne di tube e utero e di individuare eventuali anomalie che impediscono la fecondazione.

Cos’è l’HyFoSy test e a cosa serve

L’HyFoSy test è un esame utile per valutare se le tube di Falloppio (i sottili canali che collegano le ovaie all’utero) sono pervie, quindi aperte e “percorribili” dall’ovocita maturo, pronto per essere fecondato dallo spermatozoo.

Si esegue quando si sta progettando una gravidanza oppure quando la gestazione non ha inizio nonostante i rapporti sessuali non protetti e regolari. È un esame veloce e indolore. A volte, inoltre, la sua esecuzione effettua una sorta di “lavaggio” delle tube stesse che può favorire la fecondazione. HyFoSy test è un esame passato dal servizio sanitario nazionale.

HyFoSy test o isterosonografia

L’HyFoSy test o isterosonografia a iniezione di schiuma (Hysterosalpingo-Foam-Sonography) è un esame ancora poco conosciuto, che però rappresenta oggi uno dei principali metodi di verifica delle tube, per escludere ostacoli o malformazioni che possano impedire il concepimento e l’impianto dell’ovocita fecondato nell’endometrio uterino.

Rappresenta un buon compromesso tra efficacia e confort confrontata con altre tecniche radiologiche, perché permette di visualizzare le tube di Falloppio e l’utero dall’interno, sotto guida ecografica (che quindi non prevede radiazioni).

È generalmente ben accettato dalle donne perché non causa dolore e può, in alcuni casi, provocare solo un lieve fastidio simile ai crampi mestruali, che si riesce a tenere sotto controllo con un antidolorifico da banco. Talvolta viene somministrato, per sicurezza e a discrezione del medico, un trattamento a base di antibiotici.

Quando farlo

L’HyFoSy test si esegue tra il 6° e il 12° giorno dall’inizio dell’ultima mestruazione, evitando i rapporti sessuali per essere sicuri che non ci sia una gravidanza in corso. Se infatti per caso c’è stata fecondazione, l’esame può danneggiare l’embrione ai primissimi stadi di sviluppo. In effetti l’HyFoSy test viene eseguito, dietro indicazione del ginecologo, per valutare la pervietà delle tube quando:

  • la coppia sta progettando di avere un figlio e desidera essere sicura che l’anatomia dell’apparato genitale femminile sia regolare
  • non si riesce ad ottenere una gravidanza nonostante un periodo di almeno un anno di rapporti sessuali regolari, senza l’uso di contraccettivi.

In quest’ultimo caso, per escludere cause di infertilità maschile e femminile si eseguono altri esami che coinvolgono entrambi i componenti della coppia, per esempio il dosaggio ormonale per lei e lo spermiogramma per lui. L’opportunità di effettuare questo esame, che può essere utile anche se si prevede di intraprendere un programma di fecondazione assistita, viene stabilita dalla coppia e dal ginecologo.

Come funziona

Non occorrono anestesia o sedazione per eseguire l’HyFoSy test. Sul lettino ginecologico, l’operatore introduce un catetere sterile di piccole dimensioni nel canale cervicale, fino a raggiungere l’utero.

Attraverso questo catetere viene iniettata una speciale schiuma in gel che costituisce una sorta di mezzo di contrasto che risponde agli ultrasuoni (onde sonore non udibili dall’uomo).

Si utilizza infatti l’ecografia transvaginale, in cui una sonda di dimensioni più ridotte viene introdotta in vagina fino al collo dell’utero. L’ecografia visualizza le strutture interne di utero e tube attraverso appunto l’emissione di ultrasuoni che rilevano  la presenza della schiuma.

  • Se la schiuma si accumula all’interno dell’utero e poi risale in entrambe le tube ed è visualizzata dall’ecografia, significa che non ci sono difetti anatomici o ostruzioni, quindi il passaggio dell’ovocita e il suo incontro con lo spermatozoo dovrebbero avvenire normalmente.
  • Se, invece, l’accumulo avviene nell’utero, ma non risale in una delle tube o in entrambe, vuol dire che è presente qualche ostacolo che impedisce la fecondazione.

Le cause possono essere polipi, fibromi, aderenze di una tuba o di entrambe, risultato di processi infiammatori, malformazioni congenite delle tube che impediscono sia il passaggio dell’ovocita maturo sia del liquido seminale necessario alla fecondazione.

L’esame ha la durata di circa un quarto d’ora. Una volta terminato, la donna può tornare a casa autonomamente e non occorre che sia accompagnata. Inoltre può riprendere immediatamente le normali attività.

Quando non si può fare

L’HyFoSy test non può essere effettuato in due casi:

  1. se c’è una gravidanza in corso, perché l’esame danneggia l’embrione. La gestazione va quindi esclusa nel modo più assoluto, parlandone con il proprio ginecologo
  2. in caso di infezione pelvica o vaginale, dovuta per esempio ad agenti infettivi come la Chlamydia o altri. L’apparato genitale deve essere in buone condizioni, che possono essere verificate attraverso visita ginecologica preliminare.

Altri esami per la pervietà tubarica

L’HyFoSy test a volte può favorire la fecondazione se non sono presenti condizioni serie che richiedono un ulteriore intervento. Il passaggio della schiuma di gel ha infatti una sorta di effetto lavante sull’interno delle tube, quindi a volte il concepimento spontaneo avviene più facilmente dopo aver effettuato il test. Se, invece, l’esame evidenzia ostruzioni o malformazioni, il ginecologo prescrive esami di secondo livello per studiare le tube e l’utero in modo più approfondito.

Nel caso si sospetti un problema all’utero, come un polipo, si effettua un’isteroscopia, che spesso permette anche la rimozione del polipo stesso.

Le ostruzioni alle tube possono essere affrontate con la laparoscopia. Si tratta di una tecnica chirurgica mininvasiva che prevede l’introduzione di piccoli strumenti chirurgici, attraverso incisioni in anestesia generale, con i quali si possono rimuovere ostruzioni e aderenze.

Photo by Mart Production for pexels

 
 
 

In breve

L’HyFoSy test è un esame che prevede l’impiego di una schiuma in gel e di un’ecografia pelvica che visualizza le tube e la cavità uterina, per escludere malformazioni e ostruzioni in grado di impedire la fecondazione,

 

Fonti / Bibliografia

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