Esami preconcezionali: tutti quelli consigliati alla coppia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 20/01/2012 Aggiornato il 20/01/2012

Gli esami che la coppia può fare prima della gravidanza per scoprire problemi che potrebbero interferire con il concepimento e la gestazione

Esami preconcezionali: tutti quelli consigliati alla coppia

Gli esami preconcezionali sono quelli da fare prima di decidere di avere un bambino. Hanno lo scopo di evidenziare eventuali malattie che possano compromettere la gestazione o il benessere del feto. Spesso si tratta, infatti, di disturbi curabili prima del concepimento.

Gli esami preconcezionali permettono di rivelare se uno dei partner è portatore di particolari malattie ereditarie, come, per esempio, l’anemia mediterranea o altre malattie del sangue. Per questo alcuni sono consigliati solo alla donna, altri solo all’uomo, altri solo alla coppia

Sono gratuiti

In Italia, per legge le visite specialistiche e gli esami di laboratorio essenziali da effettuarsi nel periodo preconcezionale sono gratuiti se effettuati nei modi e nei tempi richiesti dallo stesso decreto.

Gruppo sanguigno e fattore Rh

Tramite un esame del sangue si individua il gruppo sanguigno di entrambi i partner (A,B,0, e AB) e si scopre se vi possano essere incompatibilità tra il sangue della mamma e quello del feto. In caso in cui la futura mamma appartenga al gruppo sanguigno 0+ e il compagno a uno differente, il bimbo potrebbe soffrire di ittero da incompatibilità AB0, un disturbo lieve che si manifesta alla nascita, facilmente risolvibile. Inoltre, questo esame permette di individuare se mamma e papà sono Rh positivo o negativo. Sulla superficie dei globuli rossi, infatti, è presente una sostanza (il fattore Rh). Se la donna ne è priva (Rh-) e il compagno dotato (Rh+), c’è la possibilità che il bimbo sia Rh+ come il padre, quindi diverso dalla madre. Se vi è commistione di sangue tra i due, la madre può sviluppare degli anticorpi (sostanze di difesa) che vanno a distruggere i globuli rossi del bambino. In realtà, il problema non si pone in genere con il primo figlio, perché è difficile che entrino in contatto i due tipi di sangue, ma con le gravidanze successive. In ogni caso, alla donna con Rh- è comunque prescritto, gratuitamente, un esame, il test di Coombs, per verificare che non sia già entrata in contatto con il sangue Rh+, in seguito, per esempio, a trasfusioni.

Test per la sifilide

Serve per individuare la presenza dell’infezione da sifilide, una malattia a trasmissione sessuale provocata dal batterio Treponema pallidum, che se non viene curata può creare seri problemi al nascituro. Se il test è positivo, sono necessari altri esami specifici.

Test contro l’Hiv

Serve a individuare se nel sangue dei partner vi sia la presenza del virus dell’Aids (Sindrome da immunodeficienza acquisita). L’organismo affetto da questa malattia non è in grato di difendersi dall’attacco dei microrganismi nocivi. Se uno dei due partner o entrambi risultano sieropositivi, sarà il medico a indicare gli ulteriori esami da fare o il comportamento da assumere al fine di ridurre il più possibile la trasmissione del virus al bambino.

In breve

Incompatibilità e malattie

Per verificare se ci possano essere incompatibilità tra il sangue della madre e quello del feto occorre fare l’esame del gruppo sanguigno e del fattore Rh a entrambi i genitori. In questo modo si scopre se i partner sono portatori di malattie ereditarie. Inoltre, sono raccomandati i test per la sifilide e contro l’Hiv.

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