Chi ha un fibroma può avere figli?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/10/2022 Aggiornato il 03/10/2022

Il fibroma è un problema molto comune in età fertile. Può essere di varie dimensioni e localizzato in zone differenti dell’utero: in base a queste caratteristiche il medico decide il tipo di intervento opportuno per non pregiudicare la possibilità di avere figli

donna da medico per togliere un fibroma

Se stai pensando di avere un bambino sicuramente stai anche riflettendo sul fatto che, se hai un fibroma, forse potresti avere qualche difficoltà a rimanere incinta. Ma non devi preoccuparti troppo: il fibroma è un disturbo comune a molte donne, spesso di natura ereditaria, che nella maggioranza dei casi non ostacola l’avviamento di una gravidanza. Addirittura, spesso i medici, se il fibroma è di piccole dimensioni, non ritengono necessario nessun tipo di intervento per eliminarlo. Il discorso cambia un po’ se il fibroma è grande e voluminoso. In questo caso, infatti, poiché potrebbe rendere un po’ più difficoltoso il concepimento, è meglio curarlo prima di cercare un bebè, con appositi interventi che non compromettono la fertilità. E se si scopre di avere un fibroma quando si è già incinta? In questo caso si deve tenere sotto controllo il suo sviluppo con ecografie mirate.

Perché si formano i fibroma?

Avere dei fibromi è spesso un problema ereditario, cioè, se la propria madre o nonna già ne soffriva, è abbastanza probabile che si ripresenti. Il fibroma uterino è una forma di tumore benigno. Questo termine non deve allarmare, poiché significa che non è assolutamente nocivo per l’organismo. Si tratta di una formazione di tessuto muscolo-fibroso che si sviluppa sulla parete dell’utero. Interessa il 15-20 per cento delle donne e di solito compare tra i 30 e i 45 anni. Le sue dimensioni sono variabili, da pochi millimetri a diversi centimetri. A volte se ne presenta uno solo, a volte più di uno. Con il tempo tende a crescere stimolato dagli ormoni estrogeni (ormoni femminili, la cui produzione aumenta durante alcune fasi del ciclo e in gravidanza). Dopo la menopausa però, quando cessa la produzione di estrogeni, la crescita del fibroma si arresta e a volte le sue dimensioni si riducono. Ne esistono tre tipi: il fibroma sottomucoso, intramurale e sottosieroso. Il fibroma sottomucoso si sviluppa tra la parete dell’utero e la mucosa che riveste la cavità uterina. Il fibroma intramurale si sviluppa nello spessore della parete muscolare dell’utero. Quello sottosieroso si sviluppa all’esterno della cavità uterina, tra la parete dell’organo e la sierosa peritoneale, la membrana che lo riveste esternamente.

 

Quando è necessario togliere un fibroma?

 

Se il fibroma è piccolo e non dà quindi nessun disturbo, in genere non c’è motivo di intervenire. È necessario però tenerlo sotto controllo con un paio di ecografie all’anno e comunque in base alle indicazioni del ginecologo. Il discorso cambia se il fibroma è grande e se, soprattutto, crea qualche disagio, come emorragie o fastidio evidente. È naturalmente il medico che deve decidere se e come intervenire. Infatti, ci sono diverse cure che si possono fare, dai farmaci all’operazione chirurgica, da valutare caso per caso.

i farmaci

Prima di ricorrere all’operazione, si può intervenire con l’assunzione di farmaci particolari, che mettono “a riposo” le ovaie per qualche mese, consentendo al fibroma di ridurre il proprio diametro. Questi farmaci, infatti, arrestano la crescita del fibroma e ne riducono il volume. Sono preparati che bloccano temporaneamente l’attività delle ovaie, inducendo una menopausa farmacologica reversibile. Di solito, vengono prescritti da tre a sei mesi prima dell’intervento chirurgico, per ridurre la massa del fibroma e facilitarne la rimozione. Sono controindicati in gravidanza e semmai vanno assunti prima di cercare un bambino, se il medico lo ritiene opportuno.

la rimozione chirurgica

Le modalità dell’intervento cambiano a seconda delle caratteristiche del fibroma e spetta al ginecologo stabilire il tipo di operazione. Se è sottomucoso, cioè cresce all’interno della cavità uterina, ed è di piccole dimensioni, si può effettuare l’operazione per via isteroscopica. In anestesia generale, il chirurgo introduce una fibra ottica e piccoli strumenti attraverso il collo dell’utero. L’intervento non comporta alcuna cicatrice. Se è localizzato sulla parete esterna dell’utero o è di grandi dimensioni, si utilizza la tecnica laparoscopica: gli strumenti vengono introdotti nell’addome attraverso piccole incisioni, che lasciano cicatrici minime. Anche in questo caso, l’intervento si esegue in anestesia generale. Se i fibromi sono più di tre e di grosse dimensioni, conviene un intervento chirurgico tradizionale.

Quando un fibroma all’utero diventa pericoloso?

Un fibroma di piccole dimensioni, fino a 2-3 centimetri di diametro, non ostacola la gravidanza, né l’impianto dell’embrione nell’utero e lo sviluppo del bambino. Non è necessario la rimozione del fibroma prima di rimanere incinta, però è meglio tenerlo sotto controllo durante la gestazione con visite ed ecografie periodiche. Se le dimensioni del fibroma sono maggiori, invece, esso può deformare l’utero e rendere difficoltoso l’impianto dell’embrione, oppure, se il concepimento è avvenuto, nel corso della gravidanza potrebbe provocare contrazioni precoci con la conseguenza di un parto prematuro. Ecco perché in questo caso, cioè se  è grande, è meglio rimuoverlo prima di rimanere incinta. L’intervento non comporta l’infertilità. In ogni caso, l’opportunità di operare prima della gravidanza deve essere valutata dallo specialista in base al tipo di fibroma. Infatti, in linea di massima un fibroma sottomucoso comporta rischi maggiori e quindi è opportuno pensare a una sua rimozione, mentre un fibroma sottosieroso, che si sviluppa all’esterno dell’utero, comporta rischi minori, anche se le sue dimensioni superano i 3 centimetri e dunque potrebbe anche non essere rimosso.

 

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa può provocare un fibroma?

In genere, ci si accorge di avere un fibroma durante i normali controlli ginecologici, cioè quando lo specialista al tatto o tramite l’ecografia ne scopre la presenza. Infatti, in linea di massima il fibroma non dà alcun particolare sintomo, soprattutto se è di piccole dimensione, cioè se è inferiore ai 5 centimetri. Se, invece,  è più grande, possono insorgere dei fastidi, come una sensazione di pesantezza all’addome, mestruazioni particolarmente abbondanti e sanguinamenti intramestruali (cioè, perdite tra un ciclo e l’altro). La presenza di fibromi può anche provocare distorsioni anatomiche soprattutto se sono di grandi dimensioni, con conseguente dolore riflesso di organi vicini all’utero (vescica, intestino, uretere). Se il ginecologo ne individua la presenza, in genere, è sufficiente l’ecografia per capire meglio di che tipo si tratta e le sue dimensioni, mentre non sono necessari ulteriori indagini o esami.

 

 

Fonti / Bibliografia

  • IsteroscopiaL’isteroscopia permette di visualizzare le pareti interne dell’utero e rilevare malformazioni e l’eventuale presenza di polipi, fibromi o tumori dell’utero.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Gravidanza e vaccino contro difterite-tetano-pertosse: il richiamo va fatto ogni volta?

06/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il richiamo del vaccino trivalente DTP è raccomandato a ogni nuova gravidanza per garantire al nascituro un "bagaglio immunitario" in grado di proteggerlo da difterite, tetano, pertosse fino a quando non verrà sottoposto lui stesso alla vaccinazione.  »

Sono davvero a rischio di diabete gestazionale?

01/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Quando si inizia la gravidanza in una condizione di obesità e, in più, si aumenta di peso rapidamente già a partire dal primo trimestre il rischio di sviluppare il temibile diabete gestazionale diventa alto, soprattutto se l'esame della curva da carico di glucosio evidenzia un'iperproduzione di insulina....  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti