Test di gravidanza

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Che cos’è il test di gravidanza?

Il test di gravidanza è un esame che serve per capire, con una buona probabilità, se una donna aspetta un bimbo oppure no. Pur esistendo test di vari tipi, immediati sulle urine o sulla saliva o tramite esame del sangue, si basano tutti sulla ricerca di una sostanza, l’ormone beta Hcg o gonodotropina corionica umana, presente nel fisico femminile solo in caso di gravidanza.
Questo ormone è rintracciabile in genere qualche giorno dopo il concepimento. Per questo se il test rileva questa sostanza, dà esito positivo, segnalando l’avvio di una gestazione. Se non la rileva, dà esito negativo, ma questo non significa che non ci sia stato il concepimento.
Può sempre succedere, senza che questi segnali un problema, che la gonadotropina corionica umana presente nell’organismo della donna sia ancora troppo esigua perché il test la riconosca. Ripetuto dopo qualche giorno, potrebbe dare risultato positivo.

Come funziona il test di gravidanza?

La gonadotropina corionica umana (beta Hcg) è definito l’ormone della gravidanza perché viene prodotto solo ed esclusivamente durante i nove mesi di gestazione.
Questo ormone è secreto direttamente dall’ovulo fecondato ed è riscontrabile nell’organismo materno in piccolissime tracce già quando l’embrione si impianta in utero, circa 6-7 giorni dopo la fecondazione.
All’inizio le quantità prodotte sono minime, infatti, ma in pochissimi giorni la produzione cresce in modo esponenziale, al punto che può essere identificato dal test. Questo ormone appena prodotto entra in circolo in tutto l’organismo materno grazie al sangue, arrivando anche nella saliva, e poi viene eliminato tramite le urine.
Per questo esistono tre tipi diversi di test:
  • urine;
  • saliva;
  • sangue.

Quando fare il test di gravidanza?

Un tempo occorreva aspettare qualche giorno di ritardo dalla data presunta dell’arrivo del ciclo mestruale, fino a una settimana dopo, per eseguire il test di gravidanza su sangue o urine.
Oggi, invece, con l’evoluzione dei test di gravidanza che sono diventati molto più sensibili e precisi, si può eseguire anche qualche giorno (da 2 a 4) prima della data presunta dell’arrivo delle mestruazioni ma i ginecologi consigliano sempre di aspettare almeno il primo giorno di ritardo, soprattutto se il proprio ciclo non è regolare.
Per il test di gravidanza sulle urine, un consiglio è quello di utilizzare la prima urina del mattino, perché dovrebbe essere più concentrata e quindi più ricca di Beta Hcg, o comunque i medici consigliano di attendere 4 ore dall’ultima minzione per prelevare la pipì da utilizzare per fare il test.

Come leggere i risultati?

La modalità di lettura dei risultati dipende dal tipo di test effettuato. Per quelli in stick casalinghi acquistati in farmacia o grandi store bisogna aspettare il tempo indicato dal singolo test scelto (in genere 5 minuti) e vedere che cosa appare nelle finestre dello stick.
In genere dopo massimo un minuto compare un segno (per lo più una linea colorata) nella finestra di controllo dello stick, a testimonianza che il test sta funzionando, e poi dopo circa 5 minuti nella finestra del risultato (in genere due linee colorate).
Attenzione:
  • se il risultato è incerto, nel senso che le linee o i segni non sono tanti marcati, va considerato in genere positivo, magari da ricontrollare qualche giorno dopo;
  • è inutile attendere di più perché il test è fatto per risultati immediati, se no significa che non è attendibile;
  • alla prima visita dal ginecologo, si può portare con sé lo stick per mostrarlo al medico.
Se si fa il test sul sangue, invece, è tutto scritto nel referto, dove, in caso di gravidanza, viene indicata spesso anche la quantità di Hcg riscontrata, da valutare in base agli intervalli ritenuti corretti settimana per settimana di gravidanza riportati in genere nello stesso referto.

Test di gravidanza positivo

Quando il test di gravidanza su urine dà esito positivo, perché sono comparse le due linee o altro segno che conferma la gestazione, significa che quasi certamente si è incinta.
Per avere la certezza assoluta, occorre eseguire i test sul sangue o comunque aspettare l’evolversi della situazione (le linee guida del ministero della Salute sulla gravidanza fisiologica consigliano di eseguire una ecografia nel primo trimestre per essere non solo certi della gravidanza ma anche avere un’idea della data del concepimento), ma le probabilità sono altissime.
I segni che attestano la positività devono essere chiari ma possono essere anche molto leggeri.

Test di gravidanza negativo

Se nella finestra di controllo c’è un segno (prova che il test ha funzionato) ma nessuno o solo una linea (segno di mancata gravidanza nella maggioranza dei test) in quella del risultato, significa che probabilmente non c’è una gravidanza in corso.
Se succede così, infatti, vuol dire che la concentrazione di Hcg nelle urine è pari a zero o insufficiente per essere rilevata dal test, perché magari si è fatto il test con troppo anticipo e occorre aspettare ancora del tempo e ripeterlo.

Il falso positivo

I falsi positivi esistono ma sono rari e legati a condizioni molto particolari, a differenza dei falsi negativi che sono più comuni.
Si ha un risultato positivo del test pur non essendo incinta quando:
  • si soffre di particolari neoplasie alle ovaie;
  • si assumono farmaci per la stimolazione ovarica usati per la fecondazione assistita.
In questo ultimo caso, però, i professionisti delle strutture sanitarie che li eseguono sono molto attenti a evitare di far fare il test troppo presto proprio per non confondere le beta Hcg del farmaco con quelle eventuali dell’embrione.
Un altro caso comune di falso positivo è quando si esegue il test dopo un aborto spontaneo o volontario, perché ci vuole in media quasi un mese perché l’organismo materno elimini tutte le beta Hcg.

Il falso negativo

Se il test dà esito negativo non vuol dire necessariamente che la donna non sia incinta: il concepimento potrebbe essere avvenuto ma soltanto più tardi del previsto e quindi non ancora rilevato dal test di gravidanza.
Questo succede con maggiore facilità nelle donne con ciclo irregolare, per le quali è più difficile stabilire con precisione quando vi potrebbe essere stata l’ovulazione.
Se questa è incerta, a seguire diventa complicato sapere quando dovrebbero arrivare le mestruazioni e di conseguenza il momento esatto in cui eseguire il test. L’unica soluzione, in caso di presunto falso negativo, è ripetere il test a distanza di qualche giorno e vedere se diventa positivo oppure no.
Attenzione:
  • anche le donne con un ciclo di norma regolare potrebbero avere un falso negativo, perché può sempre capitare un ciclo irregolare, anche in chi non ne ha mai sofferto;
  • un’altra causa di falso negativo è l’assunzione di farmaci diuretici, che diluiscono troppo le urine e non consentono al test di rilevare la giusta quantità di beta Hcg;
  • un’ulteriore fattore da tenere in considerazione per i falsi negativi è la condizione stessa del test, che potrebbe essere scaduto o non conservato in modo adeguato, rendendolo di fatto inefficace.

Tipologie di test di gravidanza

Esistono diversi tipi di test di gravidanza. La prima e più importante differenza è quella tra test domestici su urine o saliva e test di laboratorio su sangue.
I test di gravidanza su urine sono quelli più usati, si comprano in farmacia, nei grandi supermercati e online e rilevano la presenza di Beta Hcb nelle urine.
Nel loro tampone contengono infatti degli anticorpi che reagiscono alla presenza di questo ormone e la reazione diventa visibile con la comparizione di specifici segnali (in genere linee) nelle finestre del risultato.

Testi di gravidanza su saliva affidabile al 99 per cento.

Il test di gravidanza su saliva misura la presenza dell’ormone beta Hcg nella saliva. Pur essendo molto semplice e pratico da usare, perché il tampone va immerso solo nella saliva, in Italia non è ancora diffuso.

Test di gravidanza su sangue affidabile al 98 per cento e si acquista per ora soltanto online.

Il test di gravidanza su sangue è quello più affidabile perché assicura il 100 per cento di sicurezza. Un tempo si eseguiva anche quello qualitativo, che misurava soltanto la presenza o meno dell’ormone beta Hcg, ma ora invece si tende a fare soltanto quello quantitativo, che misura la quantità esatta dell’ormone beta Hcg, permettendo una stima della data del concepimento.
Testo aggiornato in data 30 gennaio 2020, a cura della redazione
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