Il Dottor Leo Venturelli, pediatra di famiglia, è il responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale). Sul sito BimbiSanieBelli.it risponde alle domande relative alle cure e alle malattie del bambino.
Di solito la tosse grassa si risolve spontaneamente nell'arco di alcuni giorni. Se però non accenna a migliorare occorre far visitare il bambino dal pediatra. »
Ci vuole un po' di pazienza, ma è senz'altro possibile far comprendere a un bimbo di sette mesi che la notte è fatta per dormire e che, quindi, l'allattamento è riservato alle ore che vanno dalla colazione alla cena. »
A svezzamento iniziato, se il peso del bambino è più che adeguato alla sua età non c'è bisogno che l'aumento continui a verificarsi settimana dopo settimana. »
Non tutte le regioni dispongono e distribuiscono i libretti in cui il pediatra annota i bilanci di salute. Se un pediatra non li utilizza significa che nel territorio in cui opera non sono previsti. »
È difficile impedire che il bambino entri in contatto con il virus dell'herpes, responsabile della "febbre delle labbra". Si può invece rinforzare il suo sistema di difesa naturale affinché lo tenga a bada, impedendo che, dopo essersi annidato nell'organismo, scateni l'infezione. »
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni. »
La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »