Dottoressa Angela Raimo, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta, esperta di “equilibrio emozionale”, “ipnosi regressiva”, “energia quantica” risponde su BimbiSanieBelli.it a domande sul comportamento del bambino, con particolare riferimento a sonno, socialità, affettività, emotività, attività cognitiva.
E' più che normale aspettarsi che un bimbo di 30 mesi non abbia ancora acquisito in modo soddisfacente (per gli adulti) il controllo della vescica. Bisogna quindi armarsi di pazienza e attendere che arrivi anche per lui il "giusto momento". »
A due anni il bambino può diventare terribile. E' una fase della crescita sana e naturale che si può affrontare senza soccombere. Basta sapere come è meglio fare. »
E' normale che una bimba di sette mesi preferisca stare in braccio o su un tappeto piuttosto che costretta dalle cinture dell'ovetto o del seggiolone. »
Un bimbo con la sindrome dello spettro autistico a volte può avere degli attacchi di riso che, in qualche caso, può essere possibile limitare distraendolo. »
Un bimbo di sette anni che nell'arco delle 24 ore ne dorme al massimo un paio e che bagna ancora il letto di notte deve essere valutato sia dal pediatra sia del neuropsichiatra infantile. »
E' normale che a 16 mesi il bambino voglia misurarsi con le sue nuove capacità psicomotorie: quello che gli si deve impedire è di farsi male, ma in generale è meglio non eccedere con i no. »
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Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza. »
Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione. »
Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così. »
Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza. »
La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita. »