Apnee notturne: i segnali da non sottovalutare

Miriam Cesta
A cura di Miriam Cesta
Pubblicato il 07/05/2019 Aggiornato il 07/05/2019

Con le apnee notturne il sistema cardio-cerebrovascolare è in pericolo, anche se in pochi lo sanno. L’importante è saperle riconoscere prima possibile. Ecco come

Apnee notturne: i segnali da non sottovalutare

Le apnee notturne sono pericolose per i piccoli così come per i grandi. I segnali di allarme che possono indicare la presenza di apnee notturne sono diversi. E non vanno sottovalutati, ma anzi dovrebbero indurre chi ne soffre o i loro familiari a rivolgersi a un otorinolaringoiatra che saprà consigliare sul da farsi oppure a un esperto di disturbi ostruttivi del sonno. Perché il cuore a causa di questo disturbo può sovra-affaticarsi ed esporre chi soffre di questo disturbo a rischi cardio-cerebrovascolari.

Apnee e ipoapnee

A spiegarlo è Rosario Cerruto, esperto di disturbi ostruttivi del sonno e responsabile del Servizio di Otorinolaringoiatria del Gruppo Ini-Istituto Neurotraumatologico Italiano: “La sindrome delle apnee istruttive del sonno, chiamata anche in sigla Osas, è una condizione morbosa caratterizzata da ripetute interruzioni temporanee della respirazione durante il sonno (apnee) o rallentamenti del flusso aereo nelle alte vie respiratorie di almeno il 30% (ipoapnee). Negli adulti si parla di Osas quando la frequenza delle apnee/ipoapnee è uguale o superiore a 5 ogni ora e ciascun evento ha una durata maggiore a 10 secondi. Nel bambino si ha positività per la patologia già anche con un episodio ogni ora”.

I sintomi nei bambini

Nei bambini, oltre in genere al sonno disturbato con frequenti risvegli, si riscontrano problemi neurocomportamentali, iperattività, difficoltà nell’apprendimento, riduzione dell’attenzione e irritabilità.

… e negli adulti

Nei grandi si possono notare stanchezza diurna, emicrania mattutina, affaticamento, sonnolenza e difficoltà di concentrazione di giorno, e russamento, sete, bocca secca, senso di soffocamento, sonno disturbato con risvegli improvvisi di notte.

Più uomini che donne

La sindrome delle apnee notturne colpisce uomini e donne, adulti e bambini, con percentuali più alte nel sesso maschile: 13-14,3% contro il 5-6% di quello femminile. Negli adulti si supera il 15% fra gli over 70. Oltre l’85% di chi soffre di questo disturbo non si è mai sottoposto a un controllo specifico, anche se la presenza di questa sindrome può pregiudicare la qualità della vita e avere effetti dannosi sulla salute, se non diagnosticata in tempo, soprattutto a livello cardio-cerebrovascolare.

Diagnosi precoce fondamentale

“In caso di apnee notturne la diagnosi precoce è fondamentale: se la patologia è ancora in fase di insorgenza la terapia può infatti portare a risultati di guarigione verso le complicanze cardio-cerebrovascolari”, spiega Cerruto. Le apnee e le ipoapnee sono infatti causate da ostruzioni complete o parziali delle prime vie aeree durante il sonno con conseguente ipossia (riduzione dell’ossigeno nel sangue), ipercapnia (aumento dell’anidride carbonica nel sangue) e frammentazione del sonno, tutti fattori che possono determinare l’aumento della coagulabilità del sangue con aumento del rischio di trombosi, evento molto grave.

 

 

 
 
 

da sapere!

La diagnosi si effettua mediante la polisonnografia, un esame non invasivo in grado di definire la presenza o meno della patologia, il grado lieve, moderato o severo della sindrome se presente, e il sospetto della presenza di altre malattie polmonari o cardiologiche, definendo un quadro fondamentale per indirizzare il paziente verso il percorso terapeutico migliore.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Distacco amniocoriale: il riposo lo risolve?
20/05/2019 Gli Specialisti Rispondono

Se non compaiono perdite di sangue, né dolori è verosimile che il distacco amniocoriale non abbia dato luogo a complicazioni.   »

Sulla riuscita della PMA
16/05/2019 Gli Specialisti Rispondono

Il successo della procreazione medicalmente assistita dipende strettamente dall'età della donna.   »

Vaccinazioni: quanto aspettare dopo una malattia febbrile?
02/05/2019 Gli Specialisti Rispondono

Per ottenere la massima risposta immunitaria da una vaccinazione, occorre praticarla quando la condizione di salute del bambino è ottimale.   »

Fai la tua domanda agli specialisti