Assegno Unico 2026: cosa cambia, Isee e quando fare la domanda

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 03/02/2026 Aggiornato il 03/02/2026

Si rinnova automaticamente con importi rivalutati in base all’inflazione per chi presenta l’Isee aggiornato entro il 28 febbraio. Tra le novità un cambio nel calcolo dell'Isee e nuove maggiorazioni per alcune categorie.

L'assegnare familiare unico Inps ha sostituito i vari bonus erogati finora dallo Stato. Ecco come fare a ottenerlo e quanto denaro arriva

Con la circolare n° 7 del 30 gennaio l’Inps ha reso note le disposizioni in tema di Assegno Unico. La prima è una riconferma di quanto stabilito in passato: la domanda si rinnova automaticamente per chi risulta già destinatario del contributo.

Attenzione però che entro il 28 febbraio è necessario aggiornare l’Isee: in assenza dell’aggiornamento previsto, a partire da marzo, l’Assegno Unico verrà erogato con l’importo minimo di 58,3 euro al mese.

Chi invece provvederà alla presentazione del nuovo Isee, che per altro nel calcolo risulta dal 2026 più favorevole alle famiglie numerose, vedrà rivalutato l’Assegno Unico sulla base dell’inflazione: si parte da un importo massimo di 203,8 euro mensili per arrivare al minimo di 58,3 euro.

I nuovi importi entrano in vigore da marzo 2026 mentre per gennaio e febbraio fa fede il vecchio Isee. Novità anche per le maggiorazioni: vedranno aumentare l’importo dell’Assegno Unico le famiglie con figli disabili, quelle in cui entrambi i genitori lavorano e le madri under 21. 

Cosa cambia

L’Assegno Unico viene rivalutato annualmente sulla base dell’inflazione. La novità del 2026 non è quindi il semplice adeguamento degli importi, bensì una variazione nelle soglie di reddito e in modo particolare un calcolo differente dell’Isee. Nel 2026 debutta infatti quello che è stato definito “Isee potenziato”, più favorevole per le famiglie numerose.

Dal calcolo dell’Isee viene esclusa innanzitutto l’abitazione principale, che non concorre quindi più a formare reddito, a patto che il suo valore sia pari o inferiore a 91.500 euro, franchigia che sale a 12mila euro per le case situate nelle grandi città. Inoltre, è previsto un ulteriore sconto di 2500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

I coefficienti che servono a calcolare il quoziente familiare diventano più alti: in sostanza, più la famiglia è numerosa, più alto è il coefficiente che “abbatte” il reddito, facendo risultare più basso l’Isee finale.

Nello specifico per chi ha almeno 2 figli, è riconosciuta una maggiorazione di 0,10 punti (fino al 2025 non prevista), per 3 figli la maggiorazione sale a 0,25 (prima era pari a 0,20). Aumenta anche per chi ha 4 figli a 0,40 (prima era 0,35), mentre per chi ha 5 o più figli arriva a 0,55 (mentre prima era 0,50).

Tutto questo fa sì che risulti più facile per le famiglie, in particolare per quelle numerose, avere accesso alle fasce che garantiscono gli importi più alti dell’Assegno Unico.

Gli importi

Ogni anno gli importi dell’Assegno Unico vengono aggiornati sulla base dell’inflazione. Per il 2026 è stato calcolato un incremento pari all’1,4%. Il sistema è strutturato in modo tale da favorire le famiglie con un Isee più basso che rientrando nella fascia più alta percepiranno fino a un massimo di 203,8 euro al mese. Il minimo garantito, anche per coloro che non presentano Isee, è invece di 58, 3 euro al mese.

Va tenuto presente che l’adeguamento degli importi decorre dal 1° di gennaio 2026 ma che la prima mensilità erogata con i nuovi valori è quella di marzo, sempre per coloro che presentano il nuovo Isee entro il 28 febbraio: per i pagamenti di gennaio e febbraio continuerà a valere l’indicatore in corso di validità al 31 dicembre 2025.

Chi presenterà l’Isee entro il 30 giugno 2026 potrà beneficiare del ricalcolo delle somme già percepite dall’inizio dell’anno. Per gli Isee rinnovati oltre la scadenza, invece, gli adeguamenti scatteranno solo a partire dalla mensilità successiva, senza calcolo degli arretrati. 

Fasce Isee

Il 2026 vede anche dei cambiamenti nel calcolo delle fasce Isee: 

  • la nuova soglia Isee massima per accedere alle maggiorazioni specifiche è rideterminata in 46.582,71 euro
  • l’importo massimo di 203,8 euro mensili è garantito a chi ha un Isee entro i 17.468,51 euro
  • si percepisce l’importo minimo di 58,3 euro in caso di Isee pari o superiore 46.582,71 euro

Quando fare la domanda

La circolare dell’Inps precisa che non è necessario fare domanda per l’Assegno Unico 2026 se per chi già lo percepiva in precedenza. In presenza di una richiesta già accettata dall’Inps, il pagamento dell’Assegno prosegue d’ufficio, senza bisogno di espletare ulteriori formalità.

Resta necessario solo comunicare eventuali variazioni rilevanti, come la nascita di un nuovo figlio o l’aggiornamento della posizione dei figli che raggiungono la maggiore età.

La domanda per l’assegno unico Inps, quindi, va fatta solo la prima volta che si accede al contributo, ad esempio alla nascita del primo figlio. Poi si rinnova automaticamente a patto di rispettare il passaggio chiave del rinnovo dell’Isee: qualora non venga comunicata la nuova attestazione relativa ai redditi del 2025, l’assegno unico viene comunque erogato ma ridotto all’importo minimo.

Tabella 2026

In base a quanto previsto dalla circolare Inps, gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 si aggiornano per offrire maggior supporto alle famiglie più bisognose:

  • l’importo massimo garantito ai nuclei con un Isee fino a 17.468,51 euro, per ogni figlio minorenne, è di 203,8 euro mentre per i figli maggiorenni, tra i 18 e i 21 anni (non compiuti), l’importo massimo è di 99,1 euro.
  • superati i 17.468,51 euro di reddito, l’importo cala gradualmente. Ad esempio, con un Isee di 24.921,75 l’assegno per un figlio minorenne scende a circa 166,5 euro mentre con Isee a 39.944,67 l’importo è di circa 91,5 euro per i figli minorenni e di 45 euro per i maggiorenni.
  • l’Isee massimo preso a riferimento per il calcolo dell’Assegno Unico nel 2026, oltre il quale viene corrisposta la cifra minima prevista, si attesta sopra i 45.534,60 euro: in questo caso, come nel caso in cui non venga presentato l’Isee, la cifra mensile è di 58,3 euro per i figli minorenni e di 29,1 per i maggiorenni.
  • La tabella completa è disponibile sul sito Inps, in allegato alla circolare n° 7 del 30 gennaio.

Le maggiorazioni 

Va tenuto conto che la normativa prevede diverse maggiorazioni per:

  • i figli con disabilità: in questo caso l’importo base viene garantito anche dopo i 18, incrementato di una quota aggiuntiva calibrata in base gravità della condizione: 122,3 euro in caso di non autosufficienza, 110,6 euro per disabilità grave, 99,1 euro per disabilità media.
  • le famiglie numerose: a partire dal terzo figlio, viene erogata una maggiorazione che può arrivare fino a 99,1 euro per figlio per i redditi minimi, decrescendo poi in base all’Isee.
  • le madri giovani sotto i 21 anni: hanno diritto a una maggiorazione fissa di 23,3 euro mensili per ogni figlio.
  • per ciascun figlio sotto l’anno di età: l’importo dell’Assegno Unico è incrementato del 50% fino al compimento del primo anno.
  • per i nuclei con almeno tre figli e Isee inferiore 46.582,71 euro nel 2026: in questo caso per i figli di età compresa tra uno e tre anni, l’importo è aumentato del 50%.
  • per le famiglie con almeno 4 figli a carico: è prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili.
  • se entrambi i genitori sono lavoratori e percettori di reddito: hanno diritto a un bonus che ammonta a un massimo di 34,9 euro per ISEE fino a 17.468,51 euro.

Pagamenti Assegno Unico

Il pagamento dell’assegno unico Inps può avvenire in diverse modalità:

  • sul conto corrente bancario o postale
  • bonifico domiciliato presso sportello postale
  • libretto postale
  • conto corrente estereo area SEPA
  • carta prepagata con IBAN

Tutti questi conti devono essere intestati al richiedente (nel caso in cui a chiedere l’assegno unico siano entrambi i genitori, l’importo totale viene ripartito tra i due).

Il calendario dei pagamenti 

Come riportato nel calendario ufficiale pubblicato dall’Inps, i pagamenti dell’Assegno Unico avverranno in queste date:

  • giovedì 19 e venerdì 20 febbraio
  • giovedì 19 e 20 marzo
  • lunedì 20 e martedì 21 aprile
  • mercoledì 20 e giovedì 21 maggio
  • giovedì 18 e venerdì 19 giugno
  • lunedì 20 e martedì 21 luglio
  • martedì 18 e mercoledì 19 agosto
  • lunedì 21 e martedì 22 settembre
  • mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre
  • giovedì 19 e venerdì 20 novembre
  • mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre.

Scadenze Isee

L’Isee scade il 31 dicembre di ogni anno e si rinnova nel mese di gennaio dell’anno successivo. Per le prestazioni a cadenza annuale, il rinnovo dell’Isee deve avvenire entro il mese precedente per non perdere il diritto alla somma maturata.

Ricordiamo qui di seguito quali sono quindi le scadenze per richiedere l’Isee:

  • entro il 28 febbraio 2026 per evitare il taglio dell’assegno unico da marzo
  • entro il 30 giugno 2026 perché venga effettuato il ricalcolo a decorrere dal 1° marzo e per assicurarsi il conguaglio degli arretrati.
  • qualora l’Isee venga comunicato dopo luglio 2026 l’importo verrà ricalcolato a decorrere dalle mensilità successive ma senza alcun calcolo degli arretrati.

Va tenuto presente, comunque, che l’importo dell’assegno unico Inps è commisurato all’Isee, ovvero all’Indicatore della situazione economica equivalente, che a sua volta si basa sulla situazione reddituale e patrimoniale (patrimonio mobiliare e immobiliare) del nucleo familiare: tuttavia, anche nel caso in cui non si volesse presentare l’Isee, è comunque possibile fare domanda e ottenere l’importo minimo per ciascun figlio.

Le variazioni da comunicare all’Inps

Tra le variazioni che vanno comunicate all’Inps c’è anche quella relativa all’arrivo di un altro figlio. In questi casi occorre richiedere un Isee aggiornato ed effettuare la comunicazione della nascita sull’apposita area Myinps riservata alla domanda per l’assegno unico. Solo dopo questa comunicazione l’Inps sbloccherà il pagamento dell’ulteriore quota di assegno unico Inps, calcolata a partire dal settimo mese di gravidanza. L’Isee aggiornato può comunque essere presentato successivamente alla comunicazione della nascita a patto di farlo entro 120 dalla data di nascita del figlio.

La domanda online

L’assegno unico Inps può essere richiesto compilando la domanda tramite vari canali a disposizione.  Vediamo insieme quali sono:

  • Online sul sito dell’Inps utilizzando l’apposito servizio se si è in possesso di Spid di livello 2 o superiore o di una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
  • Tramite il Contact center si può compilare sempre la domanda online. Il numero verde Inps è 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure bisogna contattare lo 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • Rivolgendosi agli Istituti di Patronato: in generale la compilazione della domanda presentata tramite questi enti, riconosciuti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, non comporta alcun pagamento. Lo Stato, infatti, si occupa di rimborsare gli Istituti di Patronato delle pratiche compilate per i trattamenti previdenziali.

Quali documenti servono 

Quando ci si accinge a compilare la domanda di assegno unico da presentare all’Inps, è bene recuperare tutti i documenti richiesti per la stessa ovvero:

  • dati dei figli 
  • dati relativi all’altro genitore
  • dati per il pagamento (iban, assegno etc)
  • dichiarazioni di responsabilità e assenso al trattamento dei dati

Non vanno allegati documenti, se non in casi specifici di cui viene data comunicazione all’utente all’atto di presentazione della domanda.

Chi deve presentare la domanda?

Può presentare la domanda per ottenere l’assegno unico e universale uno dei due genitori esercenti la responsabilità genitoriale (o entrambi i genitori), oppure il tutore, o anche il figlio maggiorenne per se stesso. La domanda di assegno unico deve indicare tutti i figli per i quali si richiede il beneficio, con la possibilità di aggiungere ulteriori figli per le nuove nascite.

Si può richiedere l’assegno unico in gravidanza?

Per i nuovi nati l’erogazione dell’assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza. La domanda va però presentata dopo la nascita, perché per effettuare la domanda è necessario avere il codice fiscale del bimbo: con la prima mensilità dell’assegno saranno poi pagati gli arretrati a partire, appunto, dal settimo mese di gravidanza.

Simulazione online di quanto ci spetta

Ma come si fa a sapere quanto ci spetta? L’Inps attraverso una pagina dedicata offre la possibilità di effettuare una simulazione di assegno unico per capire a quanto ammonta la cifra che verrà erogato mensilmente. Clicca qui per scoprirlo.

 

 
 
 

In breve

Novità per l’Assegno Unico 2o26: è previsto un adeguamento degli importi del 1,4% in base all’inflazione e maggiorazioni per alcune categorie. Il nuovo calcolo dell’Isee estende inoltre la platea di coloro, in particolare le famiglie numerose, che accederanno agli importi più alti. I cambiamenti entrano in vigore da marzo 2026, ma solo per chi rinnova l’Isee. 

 

 

 

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