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Nel 2026 i termini del congedo parentale sono stati aggiornati dalla Legge di Bilancio con un significativo cambiamento: viene estesa la possibilità per i genitori di esentarsi dal lavoro, su base volontaria e retribuiti, fino ai 14 anni di età dei figli.
Una misura che era pensata fino ad oggi per la fascia fino ai 12 anni arriva così a coprire il periodo della preadolescenza riconoscendo l’importanza della presenza genitoriale anche in questa fase delicata della crescita.
L’estensione rappresenta inoltre un ulteriore passo avanti nel riconoscimento della necessità di trovare per i genitori che lavorano un equilibrio tra le esigenze lavorative e quelle familiari.
Nella stessa direzione si colloca l’aumento del numero di giorni di permesso per malattia dei figli che passano da 5 a 10 per ogni anno e che possono essere utilizzati non più solo entro gli otto ma entro i 14 anni.
Nuove regole per il 2026
La legge di Bilancio 2026 ha introdotto un aggiornamento significativo in tema di congedo parentale, la misura prevista dall’art. 32 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, che offre ai genitori lavoratori la possibilità di usufruire di un periodo retribuito di astensione facoltativa dal lavoro per un massimo di 10 mesi complessivi allo scopo di prendersi cura del figlio, nel momento in cui lo ritengano necessario e opportuno.
Se fino ad oggi era possibile usufruire di questo diritto fino al 12esimo anno di età del figlio, per il 2026 il periodo in cui si può decidere di astenersi volontariamente dal lavoro si estende fino ai 14 anni – o per 14 anni dal momento dell’adozione, ma mai oltre il raggiungimento dei 18 anni dei figli – permettendo così ai genitori di stare vicino ai figli che stanno crescendo.
I giorni di congedo parentale, infatti, possono essere utilizzati in momenti particolarmente delicati come può essere, ad esempio, il passaggio dalla scuola media a quella superiore, riconoscendo così il valore del supporto genitoriale anche più in là degli anni dell’infanzia.
Congedo per malattia fino ai 14 anni
Una significativa novità riguarda anche i giorni di permesso previsti per assentarsi dal lavoro in caso di malattia dei figli che passano da 5 a 10 ogni anno. Anche in questo caso, come per il congedo parentale 2026, si estende il periodo per usufruirne: mentre in precedenza i permessi per malattia potevano essere presi solo fino al compimento dell’ottavo anno del figlio, oggi viene data la possibilità di assistere i figli in caso di malattia fino ai 14 anni.
Va comunque ricordato che i giorni di permesso per malattia dei figli non vengono retribuiti: in ogni caso però il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi previdenziali in modo che l’assenza dal lavoro non incida sul computo della pensione futura.
Retribuzione
Il congedo parentale 2026 prevede i seguenti indennizzi:
- i primi tre mesi di astensione dal lavoro vengono indennizzati all’80% dello stipendio e possono essere utilizzati dai genitori singolarmente o in condivisione, in forma alternata o simultanea
- gli ulteriori mesi di congedo parentale, dopo i tre indennizzati all’80%, restano indennizzati al 30% ed è possibile usufruirne però secondo le nuove regole entro i 14 anni del figlio.
Attenzione però che per i periodi di congedo successivi ai 9 mesi indennizzati (cioè il 10° e l’11° mese), l’indennità, pari al 30% della retribuzione, spetta solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.
In tutti gli altri casi oltre i nove mesi, il congedo parentale non viene più indennizzato, ma si può comunque richiedere, senza che ci sia però una retribuzione.
Quanto dura l’astensione facoltativa
Per tutti i lavoratori dipendenti il congedo parentale dura complessivamente 10 mesi, che diventano 11 nel caso in cui il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi. Ne possono usufruire:
- le madri lavoratrici dipendenti per un periodo di massimo sei mesi di astensione dal lavoro
- i padri fino a un massimo di sette mesi di sospensione, ma solo in caso di astensione dal lavoro per un periodo di almeno tre mesi, altrimenti anche a loro spettano sei mesi
- i genitori soli, che hanno a disposizione 11 mesi continuativi o frazionati di congedo parentale
- i padri con lavoro dipendente in contemporanea all’astensione obbligatoria della madre o anche nel caso in cui la madre non lavori
I genitori possono fruire dei periodi di congedo parentale anche contemporaneamente, in maniera continuativa o frazionata. I periodi di astensione dal lavoro, purché sempre entro il 14esimo anno di età dei figli, possono essere giornalieri oppure orari.
A chi spetta
Il congedo parentale 2026 spetta a tutti i genitori, madri e padri, con un lavoro dipendente, che ne possono usufruire entro il 14esimo anno di età dei figli oppure entro i 14 anni dall’ingresso in famiglia di un figlio adottato, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.
Non spetta invece ai:
- genitori con rapporto di lavoro cessato o sospeso
- genitori lavoratori domestici
- genitori lavoratori a domicilio.
Per quanto riguarda il lavoro autonomo, il congedo parentale viene riconosciuto ai:
- lavoratori iscritti alla gestione separata: in questo caso, ciascun genitore ha diritto a tre mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all’altro genitore, entro i 14 anni di vita del bambino. I genitori, inoltre, hanno diritto a ulteriori tre mesi indennizzati in alternativa tra loro, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di nove mesi. Il congedo parentale spetta solo se non si è iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e se non si è pensionati
- lavoratori autonomi che abbiano effettuato il versamento dei contributi relativi al mese precedente quello in cui ha inizio il congedo e che effettivamente si astengano dall’attività lavorativa. In questo caso il congedo parentale è di tre mesi e va goduto entro il primo anno di vita del bambino.
Come richiederlo
Nel caso dei lavoratori dipendenti la domanda per la richiesta di congedo parentale 2026 va presentata al datore di lavoro e anche all’Inps in via telematica, tramite il contact center al numero 803.164 (gratuito da rete fissa), contattando lo 06.164.164 da rete mobile oppure rivolgendosi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto.
La domanda va inoltrata con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data di inizio del congedo, che diventano due in caso di fruizione su base oraria. Qualora venga presentata dopo, verranno indennizzati solo i giorni successivi alla presentazione dell’istanza.
L’Inps ha attivato un servizio di Contatore congedo parentale che permette ai genitori di verificare facilmente i periodi già utilizzati o indennizzati, facilitandone così la pianificazione.
Foto di copertina di Tima Miroshnichenko via Pexels.com
In breve
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità in tema di congedo parentale, di cui d’ora in poi potranno usufruire entrambi i genitori, su base volontaria, non più entro il 12esimo anno di età dei figli ma entro il compimento del 14esimo. Aumentano anche i giorni di permesso per malattia dei figli che passano da 5 a 10 ogni anno e che possono essere utilizzati fino al 14 esimo anno di età e non più entro l’ottavo.
Fonti / Bibliografia
- Portale Inps - Per genitoriL'elenco dei servizi per richiedere sussidi per genitori
- Portale Inps - Congedi parentali: nuova funzionalità nel servizio onlineIl servizio “Domande di maternità e paternità” è stato aggiornato con una funzionalità per consultare le informazioni sui congedi parentali
