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Nel 2027 la platea di beneficiari del congedo parentale aggiuntivo potrebbe allargarsi significativamente. Non si tratta dell’introduzione di nuovi mesi di astensione dal lavoro né di un aumento generalizzato delle indennità, ma di un meccanismo di aggiornamento legato a doppio filo all’inflazione e al trattamento minimo delle pensioni.
Questo adeguamento potrebbe permettere a un numero maggiore di lavoratori con figli di accedere a un sostegno economico per i periodi che eccedono le normali tutele.
Come funziona il congedo parentale ordinario
Il congedo parentale è l’astensione facoltativa dal lavoro concessa ai genitori nei primi anni di vita del bambino (fino ai 14 anni) per soddisfare i suoi bisogni di cura.
Spetta a entrambi i genitori per un periodo complessivo non superiore a 10 mesi, elevabili a 11 se il padre si astiene per almeno tre mesi.
Generalmente l’indennità è pari al 30% della retribuzione, con alcune mensilità che possono beneficiare di una copertura maggiorata all’80% in base alle disposizioni vigenti.
Il congedo parentale aggiuntivo e il legame con le pensioni minime
Oltre ai periodi ordinari, la legge (articolo 34 del Testo unico sulla maternità e paternità) prevede la possibilità di fruire di ulteriori periodi di congedo indennizzati al 30%, a condizione che il reddito personale del richiedente sia inferiore a una soglia specifica.
Questa soglia non è una cifra fissa, ma si calcola moltiplicando per 2,5 l’importo annuo del trattamento minimo di pensione. Di conseguenza, se la pensione minima sale per effetto dell’inflazione e della perequazione, cresce automaticamente anche il limite di reddito per accedere al congedo aggiuntivo.
Le stime per il 2027: verso una soglia oltre i 20.400 euro
Con un’inflazione acquisita stimata intorno al 2,9% (sulla base degli ultimi indici Istat), il valore annuo del trattamento minimo pensionistico è destinato a salire:
- Minimo pensionistico: passerebbe da 7.954,05 euro a circa 8.184,72 euro.
- Limite di reddito individuale: salirebbe dagli attuali 19.885,13 euro a circa 20.462 euro, garantendo un incremento potenziale di circa 577 euro sul parametro di accesso.
Chi percepisce un reddito individuale leggermente superiore alla soglia attuale potrebbe così rientrare nei requisiti per l’ottenimento dell’indennità nel corso del prossimo anno.
Chi potrebbe beneficiare del nuovo congedo aggiuntivo
L’ampliamento interesserà principalmente i genitori lavoratori dipendenti con redditi vicini ai 20.000 euro annui.
È fondamentale ricordare che il parametro fa riferimento esclusivamente al reddito individuale del genitore richiedente e non all’ISEE del nucleo familiare. Naturalmente, oltre al rispetto del tetto economico, andranno soddisfatte tutte le condizioni relative all’anzianità lavorativa, all’età del minore e ai mesi di congedo già usufruiti in precedenza.
Come presentare la domanda all’INPS
Il riconoscimento del congedo parentale non è mai automatico e richiede una procedura telematica:
- Invio della richiesta: la domanda va inoltrata all’INPS prima dell’inizio del periodo di assenza, tramite il servizio online “Domande di maternità e paternità” o rivolgendosi a un ente di patronato.
- Verifiche preliminari: prima di procedere, è opportuno controllare i mesi residui già utilizzati dall’altro genitore e verificare con attenzione la propria situazione reddituale personale.
- Modalità di pagamento: per la generalità dei dipendenti l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro, mentre per specifiche categorie (come operai agricoli e lavoratori dello spettacolo) è previsto il pagamento diretto da parte dell’Istituto.
