Isee 2026: tutte le novità che riguardano l’Assegno Unico per le famiglie

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 16/01/2026 Aggiornato il 16/01/2026

Grazie al nuovo calcolo dell'Isee, un maggior numero di famiglie, in particolare quelle numerose, potrà aver accesso all'Assegno Unico. Cambiano inoltre le soglie e gli importi, massimi e minimi.

Foto di Puwadon San ngern by Pexels.com

La legge di Bilancio 2026 ha introdotto novità nel calcolo dell’Isee che hanno ripercussioni su cinque prestazioni sociali. Quella che riguarda più da vicino le famiglie è l’assegno unico: da marzo 2026 scatteranno nuove soglie e si avrà anche un aumento negli importi che passano da 201 a 203,80 euro al mese per l’assegno massimo, da 57,50 a 58,30 euro per l’importo minimo.

Le maggiori facilitazioni riguardano i nuclei familiari numerosi: sale la soglia di esenzione per la prima casa a cui si aggiunge un incremento di 2500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo aumentando così di fatto il numero di famiglie beneficiarie della prestazione.

Le novità per l’Isee 2026

Il 31 dicembre 2025 è scaduta la validità dell’Isee. Dal primo gennaio è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Isee che risulta più favorevole alle famiglie con figli.

Con il messaggio 12 gennaio 2026, n. 102 l’Inps ha precisato che il nuovo valore dell’Isee verrà applicato a cinque prestazioni familiari:

  1. lassegno unico e universale per i figli a carico
  2. il bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare
  3. il bonus nuovi nati
  4. l’assegno di inclusione
  5. il supporto per la Formazione e il Lavoro

Alzando le soglie di esclusione in maniera significativa, si allarga così la platea delle famiglie che potranno beneficiare delle prestazioni sociali a favore dei figli.

Le famiglie più numerose ne traggono i maggiori vantaggi: grazie all’intervento sulle scale di equivalenza, cioè su quei coefficienti matematici che servono a parametrare la situazione economica in base alla composizione del nucleo familiare, chi ha più figli otterrà un valore dell’indicatore più basso, aumentando concretamente le possibilità di rientrare nei requisiti per accedere alle prestazioni sociali.

Come cambia il calcolo

Modificare i criteri per calcolare l’Isee può sembrare una questione di scarsa rilevanza. In realtà ha un valore significativo dal momento che ogni scatto dell’indicatore verso il basso significa avere la possibilità di rientrare nelle soglie che concedono determinati benefici.

  1. I primi ritocchi al calcolo riguardano la casa e sono pensati per venire incontro alle tante famiglie che, pur avendo un appartamento di proprietà, si trovano ad affrontare pesanti spese che li possono porre in una condizione di fragilità. La soglia di esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee è stata innalzata in modo significativo: si passa da 52.500 euro precedenti a 91.500 euro mentre nelle città metropolitane, riconoscendo il valore più alto degli immobili, il limite sale fino a 200 mila euro. Le famiglie che percepiscono l’assegno unico, l’assegno di inclusione, il bonus nido e il bonus bebè ottengono un trattamento ancora più favorevole. Per loro l’incremento di 2.500 euro per ogni figlio, al fine di calcolare la soglia di esclusione dalla dichiarazione Isee della prima casa, parte già dal primo, non più dal secondo come era negli anni scorsi.
  2. L’impatto pratico di questo cambiamento è significativo: le famiglie numerose oppure quelle in condizioni economiche difficili vedranno ridursi il rischio di superare le soglie di accesso alle prestazioni sociali, a causa del solo valore dell’immobile in cui vivono. Con il 2026 in sostanza il patrimonio immobiliare peserà molto meno nella determinazione dell’indicatore, permettendo così di accedere agli aiuti chi ne ha necessità, nonostante sia proprietario di casa.

Come cambiano le scale di equivalenza

Le scale di equivalenza sono i coefficienti matematici che servono a parametrare la situazione economica in base alla composizione del nucleo familiare. Per il 2026 sono state introdotte anche su questo fronte alcune modifiche che vanno nella direzione di favorire le famiglie con più figli: i coefficienti aumentano infatti di 0,1 per le famiglie con due figli, di 0,25 con tre figli, di 0,40 con quattro figli e di 0,55 dai cinque figli in su.

Queste maggiorazioni si applicano, oltre che nel caso si percepisca l’assegno di inclusione, anche per il bonus nido nonché per il bonus bebè e supporto domiciliare per bambini sotto i tre anni con patologie croniche.

Cosa cambia in pratica? Una famiglia con tre figli, pur mantenendo lo stesso reddito degli anni precedenti e lo stesso patrimonio, otterrà un valore dell’indicatore più basso rientrando con maggior facilità nelle soglie che consentono di accedere a determinate prestazioni sociali.

Cosa cambia per le famiglie che ricevono l’assegno unico

Le novità per il 2026 che riguardano l’assegno unico vedono una rivalutazione sulla base dell’inflazione dell’1,4%, sia per quanto riguarda le soglie Isee che permettono di ottenere la prestazione, sia per quanto riguarda gli importi.

  • Nuove soglie: per il 2026 la prima soglia Isee, quella che consente di ottenere l’importo massimo dell’assegno unico, sale a 17.468,51 euro, mentre la soglia più alta, che dà diritto all’importo minimo, tocca i 46.582,71 euro. Questo significa che a parità di reddito le famiglie potrebbero spostarsi di fascia e ottenere maggiori benefici.
  • Nuovi importi: l’assegno massimo per ciascun figlio nel 2026 passa da 201 euro a 203,80 euro al mese. Quello minimo, che viene riconosciuto ai nuclei con Isee oltre i 46.582,71 ma anche a chi non presenta l’indicatore, sale da 57,50 a 58,30 euro.

Le quote possono salire ancora di più in base alle varie maggiorazioni previste dalla legge come quelle nel caso di entrambi i genitori lavoratori, nuclei con tre e più figli, madri under 21, famiglie con figli disabili.

Scopri le novità del 2026 anche del congedo parentale

Quando scattano le maggiorazioni

Gli importi dei mesi di gennaio e febbraio 2026 dell’assegno unico continueranno a essere calcolati sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025. Da marzo scatteranno invece le nuove soglie.

Importante in ogni caso ricordare che solo l’aggiornamento dell’Isee, che scade sempre il 31 dicembre dell’anno in corso, consente di ottenere l’importo corretto mentre senza un Isee valido si ha diritto solo al minimo importo.

Da gennaio 2026 la DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica precompilata diventerà la modalità standard per richiedere l’Isee. L’Inps fornirà al cittadino o al CAF una documentazione già compilata con i dati in proprio possesso, riducendo gli errori di trascrizione e snellendo l’intera procedura. L’Inps renderà operative le nuove procedure attraverso circolari applicative specifiche che verranno pubblicate nei prossimi mesi.

In ogni caso in linea generale queste le scadenze per richiedere l’Isee:

  1. entro il 28 febbraio 2026 per evitare il taglio dell’assegno unico da marzo
  2. entro il 30 giugno 2026 perché venga effettuato il ricalcolo a decorrere dal 1° marzo e per assicurarsi il conguaglio degli arretrati
  3. qualora l’Isee venga comunicato dopo luglio 2026 l’importo verrà ricalcolato a decorrere dalle mensilità successive ma senza alcun calcolo degli arretrati.

Come fare domanda

La domanda per l’assegno unico va fatta solo la prima volta che si accede al contributo, ad esempio alla nascita del primo figlio. Per i nuovi nati l’erogazione dell’assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza.

La domanda va però presentata dopo la nascita dal momento che serve il codice fiscale del bimbo: con la prima mensilità dell’assegno saranno poi pagati gli arretrati a partire, appunto, dal settimo mese di gravidanza.
Una volta fatta la prima volta, la domanda per l’assegno unico si rinnova automaticamente a patto di rispettare il passaggio chiave di rinnovare l’Isee: qualora non venga comunicata la nuova attestazione relativa ai redditi del 2025, l’assegno unico viene comunque erogato ma ridotto all’importo minimo.

Diverse le modalità per richiedere l’assegno unico:

  1. online sul sito dell’Inps utilizzando l’apposito servizio se si è in possesso di Spid di livello 2 o superiore o di una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
  2. tramite il Contact center si può compilare sempre la domanda online. Il numero verde Inps è 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure bisogna contattare lo 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori)
  3. rivolgendosi agli Istituti di Patronato: in generale la compilazione della domanda presentata tramite questi enti, riconosciuti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, non comporta alcun pagamento. Lo Stato, infatti, si occupa di rimborsare gli Istituti di Patronato delle pratiche compilate per i trattamenti previdenziali.

Questi i documenti che servono: 

  1. dati dei figli
  2. dati relativi all’altro genitore
  3. dati per il pagamento (iban, assegno etc)
  4. dichiarazioni di responsabilità e assenso al trattamento dei dati

Non vanno allegati documenti, se non in casi specifici di cui viene data comunicazione all’utente all’atto di presentazione della domanda.

Possono presentare la domanda uno dei due genitori esercenti la responsabilità genitoriale (o entrambi i genitori), oppure il tutore, o anche il figlio maggiorenne per se stesso. La domanda di assegno unico deve indicare tutti i figli per i quali si richiede il beneficio, con la possibilità di aggiungere ulteriori figli per le nuove nascite.

Foto di copertina di Puwadon San ngern by Pexels.com

 

 
 
 

In breve

Novità per il calcolo Isee del 2026 per le famiglie che ricevono l’assegno unico, in particolare per quelle numerose. Cambiano anche gli importi e le soglie, i massimi e i minimi: le maggiorazioni partono da marzo di quest’anno.

Fonti / Bibliografia

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