Proroga smart working per genitori con figli under 14 fino a fine 2023

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 28/06/2023 Aggiornato il 28/06/2023

Buone notizie per chi trova utile lo strumento del lavoro da casa: recentemente è stata decisa una proroga smart working per genitori con figli under 14 fino a fine 2023.

Proroga smart working per genitori con figli under 14

La pandemia da Covid-19 ha cambiato profondamente le nostre vite. Ne è un esempio lo smart working, cioè la possibilità di svolgere il proprio lavoro da casa. Durante la pandemia questa è stata spesso una necessità dettata dall’impossibilità di allontanarsi dalle proprie abitazioni o di lasciare soli i propri figli, costretti a casa dalla chiusura delle scuole. A pandemia finita molti di noi sono tornati alle proprie abitudini e ai consueti ritmi lavorativi, ma molti genitori si sono resi conto che lo smart working è una soluzione comoda. Questi genitori saranno quindi contenti di apprendere della proroga smart working fino alla fine del 2023: vediamo tutto quello che c’è da sapere!

Cosa dice la Legge

La Legge 29 dicembre 2022 numero 197 (Manovra 2023) dava la possibilità di accesso allo smart working fino al 30 giugno 2023. Questo termine è stato ulteriormente prorogato: in sede di conversione in legge del Decreto Lavoro (D.L. 4 maggio 2023 numero 48) è stato infatti inserito il comma 3-bis all’articolo 42, che proroga al 31 dicembre 2023 la possibilità di lavoro agile per i genitori di figli con meno di 14 anni. Questo, però, al momento vale solo per i dipendenti del settore privato.

Proroga smart working genitori under 14: chi ne ha diritto?

In Italia il lavoro agile è normato dalla legge 81/2017, che negli anni della pandemia ha visto numerose deroghe per poter rispondere alle esigenze poste dalla situazione di emergenza che abbiamo vissuto. L’ultima in ordine di tempo riguarda i genitori di figli con meno di 14 anni, i dipendenti con figli disabili e i lavoratori fragili: queste categorie possono richiedere alla propria azienda la possibilità di lavorare da casa. Con la situazione di emergenza causata dalla pandemia, infatti, per le aziende il lavoro da casa è diventato smart working semplificato, accordando la possibilità di lavorare da casa a tutti i propri dipendenti anche senza un accordo di base. La situazione nella pubblica amministrazione è diversa: da aprile 2021 è stata temporaneamente eliminata la soglia del 50% dei dipendenti che può lavorare in smart working, ma è la singola PA a decidere chi può lavorare da casa. Per loro l’ultima proroga non ha effetto, anche se non si escludono cambiamenti nello scenario, anche in base alla disponibilità di fondi pubblici.

Smart working proroga

 Foto di Dan Nelson da Pixabay

Chi può richiedere lo smart working?

La proroga smart working privati può essere richiesto da dipendenti con figli di età inferiore ai 14 anni, a patto che siano rispettate alcune condizioni:

  • avere almeno un figlio con meno di 14 anni convivente;
  • entrambi i genitori devono essere lavoratori: l’altro genitore non deve essere disoccupato o percepire aiuti statali;
  • un solo genitore può farne richiesta;
  • deve esserci compatibilità tra la funzione svolta e lo smart working: in pratica, il proprio lavoro deve poter essere svolto anche da remoto.

Questa possibilità, lo ricordiamo, per ora è concessa solo ai dipendenti del settore privato che ne facciano richiesta.

Cosa fare se si hanno accordi individuali con l’azienda?

Se il dipendente è in possesso di tutti i requisiti necessari, l’azienda è tenuta a concedere lo smart working anche senza accordi precedenti. È però possibile che alcuni dipendenti del settore privato abbiano firmato accordi personali con l’azienda riguardo alla possibilità di lavoro da remoto. In questo caso, però, la legge sancisce comunque questo diritto, che scavalca eventuali accordi individuali eventualmente più restrittivi. Questi accordi precedenti diventano quindi inefficaci perché contrastano con la normativa vigente, almeno fino alla fine dell’anno.

Ci sono altre categorie che possono richiedere lo smart working semplificato?

Oltre ai dipendenti del settore privato con figli under 14 possono richiedere di lavorare da casa anche altre categorie di persone e più nello specifico i lavoratori fragili, quindi che hanno un maggiore rischio di contagio da Covid-19. Tra questi ci sono:

  • persone anziane;
  • pazienti immonodepressi;
  • persone che seguono terapie salvavita;
  • pazienti oncologici;
  • persone con altre comorbilità.

Anche in questo caso non è necessaria la presenza di accordi precedenti; nel caso di persone fragili questo vale non solo per il settore privato, ma anche per quello pubblico, anche con l’eventuale assegnazione ad una mansione diversa nella stessa categoria o area di riferimento, ma senza decurtazioni dello stipendio.

Cosa succederà successivamente?

Dal 1 gennaio 2024 per i genitori di bambini e ragazzi con meno di 14 anni e per le persone fragili e quindi più esposte al rischio di contagio da Covid-19 le cose dovrebbero tornare alla normalità. L’eventuale possibilità di lavorare da remoto sarà quindi regolamentata da eventuali accordi presi direttamente con il datore di lavoro, nel rispetto della Legge 81/2017 e delle indicazioni del Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile del 7 dicembre 2021.

 
 
 

In breve

Durante la pandemia lo strumento del telelavoro ha avuto un grande impulso. Nonostante il miglioramento della situazione, recentemente è stata decisa una proroga dello smart working per chi ha figli under 14 fino alla fine del 2023.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti