Piante velenose in casa: gli errori da evitare con i bambini

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 04/06/2013 Aggiornato il 04/06/2013

Quando si amano i fiori e in casa ci sono bambini, non occorre dare via le piante velenose. Ecco come comportarsi per avere ambienti verdi a prova di bimbo 

Piante velenose in casa: gli errori da evitare con i bambini

 

È vero che molte piante da tenere in casa o in balcone sono piante velenose, cioè possono essere tossiche per il bimbo. Al tempo stesso, però, il verde in casa rasserena, purifica l’aria e filtra molte sostanze dannose. Prima di rinunciare del tutto ad avere un po’ di natura in sala e sul terrazzo solo perché alcune sono piante velenose, ecco gli accorgimenti da seguire per la sicurezza del piccolo.

Lontano dalla portata dei bimbi

La prima regola da seguire è quella di tenere i vasi delle piante velenose in luoghi assolutamente non raggiungibili dai bimbi. Alcune varietà hanno effetti nocivi se ingerite o risultano irritanti per la pelle se il bimbo si strofina contro le foglie. Occorre anche fare attenzione alle eventuali foglie cadute, che non devono mai essere alla portata dei bambini.

Mensole in alto

Le piante più piccole possono trovare posto sulle mensole oppure sulle fioriere rialzate, sui davanzali o in vasi appesi al soffitto. Attenzione che i vasi siano stabili e sicuri.

Costruire una serra

Per gli esemplari più ingombranti si può preparare una sorta di “serra”, utilizzando dei pannelli in materiale plastico trasparente, in modo che il piccolo non possa raggiungere i vasi.

Distrarre l’attenzione

È meglio evitare di portare l’attenzione del piccolo sulle piante. Per questo, per esempio, è bene dedicarsi alle cure del verde quando il bimbo dorme o  è all’asilo.

No ai fertilizzanti

Finché il bimbo è piccolo, infine, va limitato l’uso di fertilizzanti e di altre sostanze chimiche (come lucidanti e anti-parassitari) che lasciano residui nocivi sulle foglie e nella terra. 

In breve

IN CASO DI INGESTIONE

Se si teme che il proprio bambino abbia ingerito pezzi di foglie o arbusti di piante, si può contattare il Cav, Centro antiveleni, della propria città, spiegando bene che cosa ha mangiato il piccolo e che sintomi dimostra.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti