Cellulare: NON aumenta il rischio di tumori cerebrali

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 26/09/2019 Aggiornato il 26/09/2019

L’uso del cellulare non provocherebbe i tumori cerebrali ma mancano i dati sui pericoli dell'utilizzo del cellulare sin dall'infanzia. Ecco cosa dice il nuovo Rapporto Istisan

Cellulare: NON aumenta il rischio di tumori cerebrali

L’uso del cellulare non risulta associato all’aumento di tumori nelle aree cerebrali più esposte alle radiofrequenze durante le telefonate. È quanto emerge dal Rapporto Istisan “Esposizione a radiofrequenze e tumori” curato dall’Istituto superiore di sanità, dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della regione Piemonte (Arpa Piemonte), dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea).

Chiarire le incertezze

Gli autori del Rapporto hanno esaminato i risultati di molti studi pubblicati tra il 1999 e il 2017 su questo argomento: dall’incrocio dei dati non è emersa alcuna associazione – in base alle evidenze epidemiologiche attuali – tra un uso del cellulare prolungato (ovvero per più di dieci anni) e l’incremento del rischio di sviluppare tumori al cervello maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari). I ricercatori precisano però che “mancano dati sugli effetti a lungo termine dell’uso del cellulare iniziato durante l’infanzia” e che “i dati attuali non consentono valutazioni accurate del rischio dei tumori intracranici a più lenta crescita”, due argomenti su cui sono attualmente in corso ulteriori studi “che contribuiranno a chiarire le residue incertezze”.

Stime affidabili

Le stime di rischio di sviluppo di tumori cerebrali in relazione all’uso prolungato dei telefonini a cui è giunto il Rapporto Istisan, spiegano gli stessi autori, “sono più numerose e più precise perché basate su un maggior numero di casi” rispetto a quelle formulate dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che nel 2011 classificò le radiofrequenze nel gruppo 2B (possibili cancerogeni). Inoltre, si legge nel Rapporto, “i notevoli incrementi di rischio osservati in alcuni studi non sono coerenti con l’andamento temporale dei tassi d’incidenza dei tumori cerebrali che non hanno risentito del rapido e notevole aumento della prevalenza di esposizione”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il rapporto non conferma nemmeno l’ipotesi di un’associazione tra le radiofrequenze emesse dalle antenne radiotelevisive e l’incidenza di leucemia infantile, suggerita da alcune analisi di correlazione geografica.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti