Il matrimonio “allontana” il diabete?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/12/2016 Aggiornato il 09/12/2016

Il matrimonio sembra ridurre il rischio di sviluppare sovrappeso e sindrome metabolica: vero toccasana per chi soffre di diabete. Ecco perché

Il matrimonio “allontana” il diabete?

Il matrimonio aiuta le persone diabetiche a mantenersi in salute. A suggerirlo è uno studio giapponese realizzato da un gruppo di ricercatori della Yokohama City University, da cui emerge che le persone con diabete di tipo 2  che vivono in coppia hanno meno probabilità di incorrere in disturbi come sovrappeso, obesità e sindrome metabolica rispetto alle persone diabetiche che non hanno una relazione stabile. La ricerca è stata presentata durante il meeting dell’European Association for the Study of Diabetes a Monaco di Baviera (Germania).

Lo studio durato 6 anni

Nello studio, durato dal 2010 al 2016, i ricercatori hanno esaminato 180 persone sposate (109 uomini e 71 donne) che vivevano stabilmente in coppia e 90 single (46 uomini e 44 donne), tutti con diabete di tipo 2. Dalla ricerca è emerso che, rispetto al gruppo dei single, quello delle persone sposate aveva meno del 50% delle probabilità di essere in sovrappeso e una minore incidenza di sindrome metabolica rispetto ai single (54% contro 68%). In particolare, per quanto riguarda il rischio di sviluppare la sindrome metabolica, dalla ricerca è emerso che gli uomini sposati corrono un rischio del 58% inferiore a quello dei single.

Vita più sana

I ricercatori spiegano come nel caso del diabete di tipo 2 – come per altre malattie – avere un marito o una moglie sia la principale forma di sostegno per il paziente: come emerge dalla ricerca, infatti, le persone impegnate nella vita di coppia sembrano essere le più propense a mangiare in modo sano, a prendere le medicine in modo corretto e ad andare dal medico in caso di bisogno.

 

 

 
 
 

In breve

CHE COS’È LA SINDROME METABOLICA

Si tratta di una condizione caratterizzata dalla combinazione di diversi fattori (aumento della circonferenza addominale, elevati livelli di trigliceridi, ipertensione, iperinsulinemia e ridotta tolleranza al glucosio) che sia nell’uomo sia nella donna comporta un rischio d’infarto e di ictus di almeno due volte superiore rispetto alla popolazione generale.

 

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