A cura di Pamela FranzisiPubblicato il 23/10/2018Aggiornato il 23/10/2018
Gli ultimi dati Istat rilevano l’aumento dei single, con i matrimoni che scendono e i divorzi che aumentano. In crescita anche le unioni civili, più frequenti nelle grandi città
Argomenti trattati
Reggiamo sempre di meno alle difficoltà della vita di coppia. L’Istat nel suo ultimo rapporto lo conferma. Coloro che comunque scelgono la vita a due, preferiscono la convivenza al matrimonio e quelli che cedono al sì sempre più spesso finiscono in tribunale per il divorzio.
Calo dei matrimoni
Sta di fatto che negli ultimi anni 40 anni i matrimoni sono diminuiti e i divorzi sono aumentati. Il fenomeno riguarda soprattutto i più giovani: il calo del matrimonio colpisce prevalentemente tra i 25 e i 34 anni, anche causa dei cambiamenti sociali: i giovani trovano un lavoro stabile sempre più tardi, vivono nella casa natale più a lungo e tutto ciò posticipa inevitabilmente i tempi di costituzione di una famiglia. Tra i 45 e 54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato, mentre è nubile quasi il 18% delle donne.
Più divorzi
Se da una parte l’Istat registra una diminuzione delle nozze, dall’altra aumentano i divorzi tra le coppie che hanno pronunciato il sì, principalmente tra i 55 ed i 64 anni.
Unioni civili: boom nelle grandi città
Nel nostro Paese, al primo gennaio 2018 le persone unite civilmente sono circa 13,3 mila (lo 0,02% della popolazione), di sesso maschile nel 68,3% dei casi. Gli uniti civilmente hanno un’età media di 49,5 anni tra i maschi e di 45,9 anni tra le donne e vivono prevalentemente nel Nord (56,8%) e al Centro (31,5%). La massima concentrazione è nelle grandi città: quasi una su quattro vive a Milano, Torino o Roma.
Da sapere!
L’Istat ha registrato uno sviluppo sempre maggiore della convivenza, che se in passato rappresentava un primo step verso le nozze. Oggi invece viene vissuta come totalmente sostitutiva del matrimonio.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »