A cura di “La Redazione”Pubblicato il 16/01/2017Aggiornato il 16/01/2017
La scelta del partner è scritta nei geni. Ci si sceglie per affinità. Non è vero, invece, che gli opposti si attraggono… e durano
Argomenti trattati
La scelta del partner non è casuale ma dettata da ragioni scientifiche. L’anima gemella è tale per le somiglianze genetiche. In altre parole, l’amore è una questione di Dna: le persone tendono a unirsi a chi ha caratteri simili.
La ricetta della felicità
Non solo è confermato che si tende a cercare un compagno con caratteristiche simili alle nostre, ma i ricercatori della University of East Anglia si sono spinti oltre, arrivando a sostenere che siamo portati a scegliere un partner con un Dna somigliante al nostro. Lo studio, pubblicato sulla rivista Intelligence, ha preso in esame i Dna di 1.600 coppie sposate o conviventi.
Rischio diseguaglianze
Secondo i ricercatori inglesi, chi ha un buon rendimento scolastico e un elevato livello culturale, tende a scegliere partner con caratteri genetici simili. La conseguenza nel lungo periodo, ipotizzano, sarà l’aumento delle disuguaglianze sociali e delle discriminazioni.
Conseguenze sulle generazioni future
“Le conseguenze di questa scelta del partner, che non è lasciata al caso, sono rilevanti per la società, per il “make-up” genetico e per lo sviluppo evolutivo delle generazioni successive – spiega David Hugh-Jones, uno degli autori dello studio -: quando una crescente ineguaglianza sociale è guidata da una crescente disuguaglianza biologica, infatti, le disparità possono essere più difficili da superare e gli effetti possono sommarsi di generazione in generazione”.
In breve
SUPERATE LE RAGIONI DEL CUORE
Secondo la scienza le storie d’amore non nascono per caso, ma si fondano su dati concreti. In particolare il Dna avrebbe rilevanza nella scelta del partner, insieme al livello culturale e al reddito.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »