Bambini iperconnessi anche al mare

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis, con la consulenza di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 16/07/2026 Aggiornato il 16/07/2026

Incoraggiare i bambini a fare delle attività con i coetanei, suggerire loro cosa fare, aiutarli a socializzare: ci sono tante strategie per allontanare i bambini da tablet e smartphone.

Bambini iperconnessi al mare

Ci sono tanti bambini che in spiaggia ignorano sabbia e mare in favore dei giochi digitali. Mamme e papà glielo concedono sia perché non sanno rifiutare nulla sia perché smartphone e tablet li tengono calmi e buoni e questo, diciamolo, fa molto comodo. In ogni caso si tratta di un errore. Si tratta invece di un vero e proprio furto d’infanzia.

Un problema sempre più condiviso

<<Siamo in vacanza al mare e noi non vogliamo dare a Edoardo il nostro cellulare: ha solo sette anni! Ma lui in spiaggia non sa con chi giocare. I bambini degli ombrelloni accanto al nostro usano la tecnologia in continuazione. Quasi non entrano in acqua. Così nostro figlio non fa altro che chiederci il tablet e recriminare perché gli diciamo no. Che brutte ferie ci si stanno prospettando… ma esiste una soluzione?>>.

Così ha scritto una mamma offrendoci la fotografia  di una realtà che di certo non è solo la sua. Oggi molti bambini seduti su sdraio e lettini trascorrono il tempo con gli occhi incollati a uno schermo, ipnotizzati dai videogame, estraniati dall’ambiente circostante. Eppure hanno a disposizione quelli che per i bambini di appena ieri rappresentavano il massimo dell’attrattiva: sabbia e mare.

Gli esperti parlano con preoccupazione di questa tendenza che vede il bambino lontano dalla sua natura, trasformato, senza più l’impulso di stare con i coetanei, di condividere con loro giochi, esperienze, risate.

<<Dovrebbe rendere tristi noi adulti vedere bambini che al mare passano il tempo esattamente come farebbero rimanendo in città>> afferma la dottoressa Angela Raimo, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. <<Immobili con un tablet o un cellulare in mano, ignorano completamente il richiamo dell’acqua, non li invoglia conoscere altri bambini. Ma ancora più sconcertante è che questo venga loro permesso da genitori passivamente consenzienti, che dicono sì alla richiesta di usare la tecnologia anche se fuori luogo in relazione al contesto o, ed è ancora peggio, che per non essere infastiditi porgono ai figli tablet o cellulari, senza neppure attendere che siano loro a domandarli>>.

Allenarsi a dire no contro il furto d’infanzia

<<I genitori che arrivati in spiaggia, anziché dare al bambino secchiello, paletta e formine, gli mettono a disposizione di propria iniziativa uno strumento digitale commettono un errore molto grave>> sostiene la dottoressa Raimo. <<Ma è ancora più pericoloso l’atteggiamento di chi non vorrebbe che il figlio in spiaggia usasse la tecnologia, ma non sa opporsi alla sua insistenza, non riesce a dirgli di no>>.

Eppure i bambini devono essere guidati con affettuosa determinazione.  Hanno bisogno di regole ferme e di paletti imposti con convinzione lungo il cammino della crescita. Non possono essere lasciati liberi di decidere del loro tempo, quando questo tempo viene impiegato in modo dannoso per il loro sviluppo psicoemotivo. <<La tecnologia va dosata con cura perché nasconde un’insidia che deve fare davvero paura a chi si occupa di bambini: può indurre dipendenza, esattamente come le droghe, l’alcol e il gioco d’azzardo>>.

Ormai è noto, ma i genitori continuano a cedere alla richiesta dei figli perché diversamente si sentirebbero in colpa. Dire di no per mamme e papà è fonte di rimorsi e di domande terribili tipo: “sto facendo soffrire il mio bambino?”.  <<Dire di no, quando dire di sì significherebbe fare il male del bambino, è invece un dovere genitoriale. E a chi mi chiede come è possibile farlo assicuro che è molto semplice: basta dire no. Senza tentennamenti e senza dopo trasformarlo in sì. Funziona, se si è decisi. I bambini intuiscono la correttezza di certi divieti e a poco a poco iniziano a provare un vero sollievo sentendosi contenuti. Sì, perché, “contenere” trasmette al bambino il seguente prezioso messaggio: ti voglio bene e per questo mi prendo cura di te>>.

Il principio da ricordare è che i bambini devono essere sgravati dal peso enorme di governare il proprio tempo e la propria vita, altrimenti si compie quello che gli esperti hanno definito “furto d’infanzia”.

Poche regole da rispettare

Il consiglio è di stabilire in modo chiaro che in spiaggia (o in riva al lago o in una pineta) la tecnologia non si usa, i passatempo digitali sono banditi. Così i bambini si trovano costretti (ma si tratta di una coercizione fruttuosa per la loro crescita psicoemotiva!) a industriarsi per vincere la noia. <<Lo scenario che si prospetta quando i bambini si trovano a dover giocare adesi alla realtà, lontani dalla dimensione virtuale, è rincuorante>> assicura la dottoressa Raimo.

In breve, il vecchio secchiello torna a essere un oggetto di interesse, tuffarsi nel mare recupera tutto il suo fascino e la voglia di trovare amichetti per giocare si fa finalmente sentire in modo prepotente. Spazzati via gli strumenti digitali, al bambino viene restituita intatta la possibilità di essere piccolo come di fatto è.  Ancora una volta merita di essere sottolineato che i bambini hanno bisogno di confini più che di continue trattative. Confini chiari, regole inderogabili (semplici e giuste) li aiutano a sentirsi sicuri e al sicuro. È grazie ai paletti e ai no che i bambini imparano a gestire le piccole frustrazioni (e lo stress che ne deriva) e a tollerare le attese: ed è questo un allenamento prezioso, che favorisce lo sviluppo dell’autostima e dell’autocontrollo.

Ma se il bambino in spiaggia si rifiuta di fare qualsiasi cosa come ci si deve comportare? Obbligarlo non solo non paga, ma rischia anche di suscitare in lui una forte avversione per il mare e per i giorni che vi si trascorrono.

<<Si può invece incoraggiarlo a giocare proponendogli un’attività che lo possa divertire. Per esempio, di costruire insieme un castello di sabbia o una pista su cui far gareggiare le biglie spingendole con le dita. È facile che in poco tempo altri bambini si avvicinino incuriositi e, se invitati, si uniscano al gioco. Questo è l’obiettivo a cui guardare>>.

Il modo più sicuro per raggiungerlo consiste proprio nel dedicarsi al bambino, nel non lasciarlo abbandonato a sé stesso, ma decidere cosa è meglio per lui, nella certezza che a poco a poco le scelte dei genitori sono proprio quelle che rendono le vacanze davvero divertenti e, non di rado, destinate a rimanere impresse nella memoria per sempre.

Come fare

La tecnologia fa parte della nostra vita e non va demonizzata. I bambini però non dovrebbero usarla o almeno non quando possono disporre di opportunità molto più adatte alla loro età. Ecco i consigli che può essere buona cosa seguire in vacanza.

  • In spiaggia (o durante le passeggiate) tablet e cellulari non vanno dati al bambino. È importante però dare l’esempio, non usandoli a propria volta o, comunque, ricorrendovi solo se davvero indispensabile.
  • Il gioco digitale può essere concesso in qualche particolare circostanza, per esempio durante un lungo tragitto in auto. Comunque è utile e vantaggioso concordare il “quando” e il “quanto” a inizio vacanza e poi non derogare per nessuna ragione.
  • Incoraggiare il bambino a conoscere nuovi amici e poi a giocarci. Il gioco dal vivo con bambini veri è una straordinaria palestra emotiva, un efficace scaccia noia, una fonte di divertimento impagabile. 
  • Ricordare che le regole le fanno gli adulti e che un bambino che non ha regole non può crescere sereno. Anche in vacanza vanno stabilite, tenendo conto della località in cui ci si trova, convincendosi che il bene del bambino è stare all’aperto, misurarsi con esperienze nuove, socializzare con i coetanei.
  • Evitare le discussioni e non lasciare spazio alle negoziazioni ogni volta che si fa al bambino una richiesta. I limiti funzionano bene se vengono mantenuti ma, per mantenerli, prima di porli è d’obbligo valutare se sono ragionevoli e quindi possibili da sostenere con continuità. Quindi meglio evitarli se poi non si riesce a farli rispettare. L’importante è essere coerenti e non dire mai di sì dopo un no per evitare proteste, pianti, grida. 
  • Offrire alternative che possano piacere al bambino quando gli si dice no, ma lasciare anche che da solo trovi soluzioni, per esempio per sconfiggere la noia. E quando succede lodarlo, come rinforzo positivo a conferma di “essere stato bravo”. 
 
 
 

In breve

La tecnologia incombe anche durante le vacanze, anche in spiaggia. Tablet e cellulari sono diventati il mezzo più rapido per intrattenere i figli ed evitare capricci. Dovrebbero invece  essere messi al bando per evitare che il bambino perda la meravigliosa opportunità di esplorare, godersi la natura, socializzare con i coetanei.

 

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