Come insegnare ai bambini a vestirsi da soli: consigli pratici dalla Fondazione Montessori

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 22/02/2024 Aggiornato il 22/02/2024

Mettersi e togliersi le scarpe, infilarsi la felpa, allacciare i bottoni sono per i piccoli passaggi chiave verso l’autonomia. Vediamo allora insieme come procedere con i consigli pratici dell'esperta della Fondazione Montessori sul come insegnare ai bambini a vestirsi da soli.

Vestirsi da soli

Imparare a vestirsi da soli è una delle abilità che i bambini devono acquisire per arrivare alla piena autonomia. I genitori hanno il compito di supportarli in questo processo lungo e laborioso che li porterà ad essere pienamente indipendenti. Vediamo allora, con i consigli dell’esperta, la dottoressa Rossella Trombacco, responsabile 0/6 per Fondazione Montessori Italia, come insegnare ai bambini a vestirsi da soli.

A che età si insegna a un bambino a vestirsi da solo

«Occorre partire dal presupposto che, nell’ottica educativa montessoriana, il percorso verso l’autonomia inizia sin dalla nascita» spiega l’esperta. «E l’educazione stessa parte nel momento in cui un bimbo viene al mondo. Ecco allora che i genitori possono cominciare a insegnare al figlio a vestirsi da solo già da quando è in fasce. Il che si traduce in pratica nell’accompagnare ogni gesto di cura, dal cambio del pannolino al mettere e togliere un indumento, con lo sguardo e la voce: mentre il piccolo è sul fasciatoio, guardandolo negli occhi, si “racconta” con parole semplici e chiare quello che si sta facendo, ad esempio “ora togliamo la felpina e tu mi aiuti” oppure “adesso piega il braccino”. Questi inviti, che il neonato non può di certo assecondare allo stadio di sviluppo in cui si trova, sono comunque fondamentali perché il piccolo attorno ai sei, sette mesi possa cominciare a riconoscere e dare un nome a quanto nominato dal genitore, sia il suo piedino oppure la tutina che sta infilando, iniziando così il suo personale percorso di esplorazione e conoscenza del mondo. A poco a poco, quando lo stadio dello sviluppo psicomotorio lo consentirà, il piccolo potrà poi cominciare a collaborare ai gesti che i genitori compiono nel vestirlo, dando avvio a un cammino che a poco a poco, nel pieno rispetto dei tempi della crescita personale, lo porterà ad acquisire la piena autonomia nel vestirsi».

Come spronare verso l’autonomia

“Aiutami a fare da solo”. «Questa frase, che riassume tutta la concezione educativa di Maria Montessori, può essere adattata a qualsiasi forma di insegnamento rivolto ai piccoli e può quindi dare indicazioni ai genitori anche sul come insegnare ai bambini a vestirsi da soli» commenta l’esperta. «La regola che dovrebbe guidare questo insegnamento, come del resto tutti gli altri che riguardano il bambino, è non sostituirsi mai al piccolo, ma essere presenti, con l’attenzione dello sguardo e della mente ma anche del cuore, per sostenerlo, aiutarlo, spronarlo quando serve, consolarlo quando ne ha bisogno. Così che a poco a poco impari a fare da solo». Se ne deduce che un bambino che viene sempre vestito dall’adulto non imparerà mai a farlo da solo; ma anche il piccolo lasciato completamente in balia di se stesso finisce per non trovarsi immerso nel giusto clima emotivo che gli permette di vivere ogni esperienza in maniera positiva. «Un altro punto chiave che i genitori devono sempre tener presente è che ogni bimbo è una realtà a sé con una tempistica di sviluppo assolutamente personale» continua l’esperta. «In linea generale, quindi, un bimbo attorno ai 3-4 anni dovrebbe essere in grado di vestirsi da solo, ma può non essere così e non è certo il caso che l’adulto si preoccupi e lo forzi: il rispetto dei tempi di crescita del bambino è basilare per uno sviluppo sano e armonioso».

  • Creare l’ambiente giusto. Quello che conta è che l’adulto predisponga sempre l’ambiente della casa in modo che il piccolo si trovi nelle condizioni ottimali per fare da solo. «Facciamo l’esempio delle scarpe» precisa Trombacco. «Quando il piccolo inizia a camminare è importante lasciare che si metta e si tolga quando vuole da solo le scarpe, le ciabattine, le pantofole: i genitori dovrebbero quindi creare all’ingresso di casa un posto dove possa trovarle così che si regoli come preferisce, mettendole e togliendole a suo piacimento. Man mano che cresce sarebbe opportuno farlo anche con altre zone dell’ambiente in cui si vive: disporre, ad esempio, gli appendini alla sua altezza in modo che possa mettersi e togliersi da solo giacche e felpe e mettere nella sua stanza un armadio che gli consenta di avere facile accesso ai capi di abbigliamento».
  • Evitare la rigidità. Nell’insegnare al bambino l’autonomia è importante, infine, che il genitore non adotti un atteggiamento rigido: vestirsi da soli non deve costituire un obbligo assoluto da rispettare sempre e comunque. «Se dopo una lunga giornata all’asilo il piccolo, magari stanco e comunque frustrato per la lontananza dai genitori, manifesta il desiderio di essere vestito da mamma, papà o da chi se ne prende cura, l’adulto può tranquillamente accogliere la richiesta magari sottolineando con la parola o con un semplice sguardo che ha ben compreso la situazione emotiva del piccolo» commenta Trombacco.

 

Foto di Michael Kauer da Pixabay.jpg

Foto di Michael Kauer da Pixabay.jpg

Primi step per insegnare a vestirsi da soli

Come insegnare ai bambini a vestirsi da soli? Ecco qualche consiglio pratico della dottoressa Trombacco.

  • Iniziare presto. Il percorso verso l’autonomia inizia da quando il piccolo è in fasce. Dopo la fase iniziale nella quale i genitori accompagnano con lo sguardo e la parola i gesti del vestirsi e svestirsi, appena il piccolo è in grado di stare in piedi, attorno quindi ai 16-19 mesi secondo la crescita individuale, è importante coinvolgerlo in un’attività come il cambio del pannolino. Tenendo il piccolo in piedi sul pavimento, i genitori possono a poco a poco insegnare al bambino a tirare giù da solo i pantaloni, a slacciare il body, ad abbassare le mutandine, a togliere il pannolino. Lasciando anche che il bimbo faccia qualche piccolo disastro perché, come dice Maria Montessori, l’errore è amico. Ed è facendo e sbagliando che il piccolo non solo impara, ma cresce e diventa autonomo.
  • Non affrettare i tempi. Ogni bambino segue un percorso di crescita unico che si sviluppa con tempi e modi propri. Ci possono quindi essere tappe indicative nello sviluppo della capacità di vestirsi da solo: attorno ai 12-13 mesi il piccolo dovrebbe riuscire a mettersi e togliersi le scarpe da solo, a 3-4 anni essere autonomo nel vestirsi slacciandosi e allacciandosi da solo, a 8 essere in grado di allacciarsi le stringe. Ma si tratta di tempistiche che valgono in linea generale: i genitori dovrebbero sempre lasciare che il bambino impari con i suoi tempi, aiutandolo e facendo sentire la loro presenza costante, ma senza forzarlo.
  • Farsi carico dell’emotività del bambino. Un atteggiamento attento di osservazione e di ascolto permette al genitore di comprendere la condizione emotiva del piccolo e di entrare in sintonia con lui. Anche nel processo di apprendimento del vestirsi da soli ci possono essere fasi di regressione che il genitore dovrebbe accogliere senza rimproveri, sgridate o peggio ancora punizioni. Così come il genitore dovrebbe comprendere che ci possono essere momenti in cui il piccolo, pur sapendo vestirsi da solo, chiede che lo faccia il genitore come gesto di amore e di attenzione nei suoi confronti.
  • Predisporre il corredo. Perché i bambini possano non solo vestirsi da soli, ma anche scegliere autonomamente cosa indossare, è importante che abbiano a disposizione un corredo costituito da pochi capi. Di fronte a un armadio pienissimo o a cassetti che straripano di magliette è naturale che il bambino non sappia orientarsi e venga preso da frustrazione e rabbia. Bastano quindi pochi vestiti, selezionati in base alla stagione, da tenere preferibilmente appesi se si ha un armadio adatto per dimensioni così che i bambini possano facilmente prenderli e vestirsi. In alternativa si possono mettere sul letto due o al massimo tre capi lasciando che il bambino scelga cosa indossare.
  • Lasciare libertà di scelta. E’ importante che il bambino sia sempre autonomo nelle sue scelte, anche per quanto riguarda l’abbigliamento. Si può partire già da piccolissimi mostrando ad esempio al neonato due tutine: è naturale che non potrà scegliere e che sarà il genitore a farlo, ma il semplice gesto del coinvolgere il piccolo nelle scelte è fondamentale nel processo di crescita. Si tratta infatti di quella che viene definita “scaffolding”, termine che sta a indicare una strategia di apprendimento da parte di una persona esperta verso una meno esperta: la prima crea una sorta di “scaffold” che tradotto letteralmente significa “impalcatura-sostegno” che viene in aiuto del secondo nel suo processo di apprendimento. Il bambino in sostanza impara che si può sempre fare una scelta proprio partendo dalla scelta che viene fatta dal genitore. E man mano impara a fare da solo, prima scegliendo tra quello che il genitore gli propone per arrivare poi a fare scelte del tutto autonome anche negli acquisti. In questa fase delicata, che in genere interessa i ragazzi delle scuole medie, può succedere che il genitore si senta tradito dalle scelte in tema di abbigliamento dei figli: il suo compito resta quello di lasciare massima libertà di scelta insegnando però l’importanza di rispettare anche con l’abito il contesto in cui ci si trova, distinguendo quindi tra i vestiti che si possono indossare a una festa e quelli per la scuola, quelli per il gioco e quelli per una cerimonia.
  • Assecondare le sue inclinazioni. Lasciare autonomia al bambino significa rispettare le sue preferenze anche in tema di vestiario, adattandole ovviamente alle esigenze di clima, luogo, attività. La bimba ama mettersi vestitini graziosi? Si può lasciare che li indossi, magari insieme a un paio di leggins o di pantaloncini comodi perché possa muoversi in tutta libertà. Il piccolo fa i capricci perché non trova la maglietta preferita? Il compito del genitore rimane sempre quello di accogliere la sua sofferenza spiegando le ragioni del perché non sia nel cassetto: basta mostrare al bambino che la maglietta si trova nel secchio dei panni sporchi oppure che è stesa ad asciugare in modo che lui prenda coscienza in maniera diretta che non la può mettere. E, quando i bimbi crescono, per i genitori assecondare le sue preferenze significa portarli a fare shopping se lo desiderano oppure al contrario provvedere autonomamente all’acquisto dei capi, sempre tenendo conto di quello che i bambini amano in tema di tessuti, forme, colori. Parlando di acquisti per altro si può aprire una parentesi: è importante trasmettere ai piccoli il senso del rispetto verso le cose e verso l’ambiente, cercando il più possibile di scambiarsi gli abiti in famiglia, tra amici e conoscenti oppure facendo compere in negozi che vendono capi di seconda mano.
  • Bandire la fretta. Una regola basilare quando ci si chiede come insegnare ai bambini a vestirsi da soli? Rispettare i tempi di crescita del bambino, anche per quanto riguarda l’autonomia nel vestirsi, ma non solo. E’ importante che al piccolo venga sempre lasciato il giusto tempo, che può essere molto più lungo rispetto a quello che i genitori in quanto adulti concepiscono, per vestirsi o magari cambiare un capo se non piace, mettere e rimettere le scarpe se danno fastidio e così via. Il compito del genitore, quindi, è quello di predisporre non solo uno spazio, ma anche un tempo a misura di bambino che gli consenta di muoversi con il ritmo che gli è più congeniale. E, se per una volta invece occorre andare di fretta, è importante che il genitore motivi la necessità di tagliare sui tempi, offrendo il proprio aiuto perché l’operazione del vestirsi in quel preciso contesto si velocizzi.
  • Non trasmettere ansia. Quando si parla di abbigliamento dei più piccoli è tendenza tipica degli adulti coprili per paura che prendano freddo. In realtà per loro stessa natura i bambini hanno una percezione diversa della temperatura rispetto a quella dei grandi: in sostanza sentono più caldo, soprattutto quando si muovono, e occorre quindi lasciare che si scoprano quando ne percepiscono il bisogno oppure suggerire loro di farlo, togliendosi ad esempio la giacca al parco, se non procedono autonomamente. Quello che conta è non lasciare mai i bambini coperti a lungo nei luoghi chiusi perché questo crea in loro un senso di disagio che può sfociare in rabbia: meglio quindi suggerire al piccolo di indossare la giacca quando si è già sull’ascensore oppure appena prima di mettere i piedi fuori dalla porta di casa o della scuola.
 
 
 

In breve

Come insegnare ai bambini a vestirsi da soli? Ecco uno dei tanti compiti che spettano ai genitori. Che possono iniziare sin dalla culla a stimolare il processo di autonomia del piccolo, rispettando sempre i suoi tempi, senza avere fretta. Non esiste infatti un’età precisa in cui i bimbi diventano indipendenti nel vestirsi: il percorso è lungo e gli adulti possono solo accompagnarlo con attenzione e cura, preparando l’ambiente in modo che il piccolo possa imparare a poco a poco i gesti del mettersi e togliersi da solo scarpe e vestiti.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Si può dare l’acqua ai piccolissimi?

22/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Ad allattamento ben avviato, quindi più o meno dopo le prime settimane di vita, se ragionevolmente si ritiene che il bebè possa avere sete (o se si notano segni di disidratazione, come il pannolino asciutto per molte ore) gli si possono offrire piccole quantità d'acqua. Se fa numerose poppate nell'arco...  »

Coppia con bisnonni in comune: ci sono rischi per i figli?

22/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Il grado di parentela dovuto a bisnonni in comune non aumenta la probabilità di concepire figli con malattie ereditarie. A meno che vi siano persone malate o disabili tra i consanguinei in comune,   »

Dopo 4 maschietti arriverà la bambina?

16/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Non è assolutamente detto che dopo quattro figli maschi il quinto sarà una femminuccia perchè a ogni gravidanza si ripresentano le stesse probabilità di aver concepito un maschio o una bambina.   »

Placenta bassa in 16^ settimana: si può prendere l’aereo?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una sospetta inserzione bassa della placenta va confermata con l’ecografia transvaginale a partire dalla 20^ settimana, quindi circa un mese prima di questa data è prematuro diagnosticarla: proprio per questo un viaggio in aereo si può affrontare senza rischi.   »

Dopo tre cesarei si può partorire naturalmente?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Al travaglio di prova dopo un parto cesareo, noto con l'acronimo TOLAC dall'inglese trial of labour after cesarean, possono essere ammesse solo le mamme che abbiano già affrontato l'intervento solo una, massimo due volte.   »

Manovre effettuate durante l’ecografia: possono causare danno al feto?

04/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giovanni Battista Nardelli

Nessuna delle manovre manuali esterne effettuate dal medico per poter svolgere l'ecografia nel migliore dei modi può esporre il feto a rischi.   »

Bimbo di 4 anni con una tosse che non passa nonostante l’antibiotico

02/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

È un'eventualità frequente che i bambini della scuola materna passino più tempo a tossire che il contrario. Posto questo, l’antibiotico andrebbe usato quanto la tosse con catarro persiste per più di un mese senza tendenza alla remissione.  »

Fai la tua domanda agli specialisti