Educazione affettiva e sessuale a scuola: per 9 ragazzi su 10 è una necessità, non un tabù

Angela Bruno A cura di Angela Bruno Pubblicato il 05/10/2026 Aggiornato il 05/10/2026

La nona edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” di Durex e Skuola.net rivela un abbassamento dell'età del primo rapporto e un forte ricorso al web per informarsi. Genitori, docenti ed esperti chiedono a gran voce percorsi guidati da professionisti.

Educazione affettiva e sessuale a scuola: per 9 ragazzi su 10 è una necessità, non un tabù

I ragazzi di oggi affrontano le tappe della crescita e dell’affettività sempre prima, ma si ritrovano spesso soli e disinformati nel gestire emozioni, relazioni e salute. A confermarlo sono i dati della nona edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità”, condotto da Durex in collaborazione con Skuola.net su un campione di 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni.

Il quadro che emerge parla chiaro: la stragrande maggioranza dei ragazzi italiani — ben il 90,3% — chiede a gran voce che l’educazione affettiva e sessuale entri ufficialmente a scuola. Una necessità condivisa in modo quasi unanime anche dagli adulti: sono favorevoli l’88,7% dei genitori e il 90,7% degli insegnanti.

Rapporti sempre più precoci e l’ombra della disinformazione

Uno dei dati più rilevanti che emerge dall’indagine riguarda il progressivo e costante abbassamento dell’età del primo rapporto sessuale:

  • Quasi 1 giovane su 2 (49,6%) tra gli 11 e i 16 anni dichiara di aver già avuto il primo rapporto.
  • L’11,1% afferma di aver esordito prima dei 13 anni (nel 2019 la percentuale era del 3,1%).

A fronte di questa precocità, si registrano comportamenti a rischio legati a una profonda mancanza di informazione corretta. Il 32,1% dei ragazzi non ha utilizzato il preservativo durante il primo rapporto, una cifra che sale fino al 69,8% nella fascia tra gli 11 e i 13 anni. Inoltre, solo il 45,6% dei giovani dichiara di usarlo sempre (in forte calo rispetto al 56,7% del 2019), mentre il 66,1% è ricorso almeno una volta al coito interrotto.

Il ruolo della rete e il disagio in famiglia

Dove cercano risposte i nostri figli?

  • Il 55,1% si rivolge principalmente a Internet e ai social media, spesso per evitare l’imbarazzo del confronto diretto.
  • Solo il 7,8% ne parla con i genitori o con adulti di riferimento.
  • Il 45,9% ammette di non aver mai affrontato l’argomento in famiglia, indicando nel disagio e nella vergogna il principale ostacolo.

Anche a scuola il dialogo stenta a decollare: il 44,3% non ha mai trattato questi temi in classe e, tra chi lo ha fatto, solo il 21% ritiene che gli incontri siano stati davvero utili.

Cosa chiedono ragazzi e genitori: esperti e percorsi strutturati

I giovani non cercano semplicemente nozioni biologiche, ma strumenti per comprendere le relazioni, il rispetto reciproco, la gestione delle emozioni e il consenso.

Per questo motivo, il 64,6% dei ragazzi ritiene che l’educazione affettiva debba essere obbligatoria. Inoltre, il 72,4% preferirebbe che a condurre le lezioni non fossero i docenti di classe, bensì medici, psicologi ed esperti qualificati, attraverso dinamiche partecipative e gruppi di discussione.

Un’esigenza avvertita fortemente anche dalle famiglie e dal corpo docente:

  • Il 57% dei genitori e il 47,2% degli insegnanti ritiene che questi percorsi debbano iniziare già alla scuola secondaria di primo grado (scuola media).

Scopri il nostro approfondimento sull’educazione al consenso

Educare per prevenire: i benefici dei progetti scolastici

Offrire informazioni corrette non significa incentivare comportamenti precoci, ma accompagnare i ragazzi verso scelte consapevoli e sicure.

I dati dell’Osservatorio dimostrano che gli studenti che partecipano a percorsi educativi:

  • riducono i comportamenti a rischio e i rapporti non protetti (14,5% contro il 18,5% di chi non ha seguito corsi).
  • si sentono più sicuri nel chiedere al partner di usare precauzioni (82,5% contro 73,2%).
  • hanno una maggiore conoscenza dei contraccettivi e del loro corretto utilizzo.

Iniziative come il progetto “A Luci Accese” guidato da Durex a Milano — rivolto a partire da quest’anno in modo specifico alle scuole medie con la supervisione scientifica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca — dimostrano come sia possibile rispondere concretamente a un bisogno educativo fondamentale per la crescita psicofisica di bambini e adolescenti.

 
 

In breve

I dati dell’ultimo Osservatorio Durex-Skuola.net evidenziano un primo rapporto sempre più precoce e una forte dipendenza dalle ricerche sul web. Il 90% dei giovani chiede corsi di educazione affettiva in classe, un’esigenza pienamente condivisa anche da genitori e insegnanti per garantire una crescita sicura e consapevole.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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