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I ragazzi di oggi affrontano le tappe della crescita e dell’affettività sempre prima, ma si ritrovano spesso soli e disinformati nel gestire emozioni, relazioni e salute. A confermarlo sono i dati della nona edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità”, condotto da Durex in collaborazione con Skuola.net su un campione di 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni.
Il quadro che emerge parla chiaro: la stragrande maggioranza dei ragazzi italiani — ben il 90,3% — chiede a gran voce che l’educazione affettiva e sessuale entri ufficialmente a scuola. Una necessità condivisa in modo quasi unanime anche dagli adulti: sono favorevoli l’88,7% dei genitori e il 90,7% degli insegnanti.
Rapporti sempre più precoci e l’ombra della disinformazione
Uno dei dati più rilevanti che emerge dall’indagine riguarda il progressivo e costante abbassamento dell’età del primo rapporto sessuale:
- Quasi 1 giovane su 2 (49,6%) tra gli 11 e i 16 anni dichiara di aver già avuto il primo rapporto.
- L’11,1% afferma di aver esordito prima dei 13 anni (nel 2019 la percentuale era del 3,1%).
A fronte di questa precocità, si registrano comportamenti a rischio legati a una profonda mancanza di informazione corretta. Il 32,1% dei ragazzi non ha utilizzato il preservativo durante il primo rapporto, una cifra che sale fino al 69,8% nella fascia tra gli 11 e i 13 anni. Inoltre, solo il 45,6% dei giovani dichiara di usarlo sempre (in forte calo rispetto al 56,7% del 2019), mentre il 66,1% è ricorso almeno una volta al coito interrotto.
Il ruolo della rete e il disagio in famiglia
Dove cercano risposte i nostri figli?
- Il 55,1% si rivolge principalmente a Internet e ai social media, spesso per evitare l’imbarazzo del confronto diretto.
- Solo il 7,8% ne parla con i genitori o con adulti di riferimento.
- Il 45,9% ammette di non aver mai affrontato l’argomento in famiglia, indicando nel disagio e nella vergogna il principale ostacolo.
Anche a scuola il dialogo stenta a decollare: il 44,3% non ha mai trattato questi temi in classe e, tra chi lo ha fatto, solo il 21% ritiene che gli incontri siano stati davvero utili.
Cosa chiedono ragazzi e genitori: esperti e percorsi strutturati
I giovani non cercano semplicemente nozioni biologiche, ma strumenti per comprendere le relazioni, il rispetto reciproco, la gestione delle emozioni e il consenso.
Per questo motivo, il 64,6% dei ragazzi ritiene che l’educazione affettiva debba essere obbligatoria. Inoltre, il 72,4% preferirebbe che a condurre le lezioni non fossero i docenti di classe, bensì medici, psicologi ed esperti qualificati, attraverso dinamiche partecipative e gruppi di discussione.
Un’esigenza avvertita fortemente anche dalle famiglie e dal corpo docente:
- Il 57% dei genitori e il 47,2% degli insegnanti ritiene che questi percorsi debbano iniziare già alla scuola secondaria di primo grado (scuola media).
Scopri il nostro approfondimento sull’educazione al consenso
Educare per prevenire: i benefici dei progetti scolastici
Offrire informazioni corrette non significa incentivare comportamenti precoci, ma accompagnare i ragazzi verso scelte consapevoli e sicure.
I dati dell’Osservatorio dimostrano che gli studenti che partecipano a percorsi educativi:
- riducono i comportamenti a rischio e i rapporti non protetti (14,5% contro il 18,5% di chi non ha seguito corsi).
- si sentono più sicuri nel chiedere al partner di usare precauzioni (82,5% contro 73,2%).
- hanno una maggiore conoscenza dei contraccettivi e del loro corretto utilizzo.
Iniziative come il progetto “A Luci Accese” guidato da Durex a Milano — rivolto a partire da quest’anno in modo specifico alle scuole medie con la supervisione scientifica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca — dimostrano come sia possibile rispondere concretamente a un bisogno educativo fondamentale per la crescita psicofisica di bambini e adolescenti.
In breve
I dati dell’ultimo Osservatorio Durex-Skuola.net evidenziano un primo rapporto sempre più precoce e una forte dipendenza dalle ricerche sul web. Il 90% dei giovani chiede corsi di educazione affettiva in classe, un’esigenza pienamente condivisa anche da genitori e insegnanti per garantire una crescita sicura e consapevole.
