Nuoto neonatale e corsi di acquaticità: tutti i vantaggi

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 26/09/2024 Aggiornato il 26/09/2024

I corsi di nuoto neonatale e di acquaticità sono ormai molto diffusi e offrono tanti benefici ai nostri bambini, ma qual è il momento giusto per cominciare ad andare in piscina? Ecco cosa sapere!

Nuoto neonatale

I neonati hanno una naturale affinità con l’acqua ed è proprio per questo motivo che molti pediatri consigliano ai neo genitori di iscriverli ad un corso di nuoto neonatale che mantenga questo buon rapporto e che dia anche tanti altri benefici al piccolo. Non si tratta di corsi di nuoto in cui il bambino imparerà effettivamente a nuotare, ma di attività semplici e divertenti che si svolgono in acqua, tra le braccia dei genitori e sotto la supervisione attenta di un istruttore qualificato.

Questi corsi si rivolgono a bambini anche molto piccoli: secondo i pediatri si può cominciare a frequentarli già a partire dai tre mesi di vita, in modo che il piccolo continui a percepire l’acqua come un elemento famigliare, proprio come quando era nel grembo materno, e al tempo stesso si favorisca lo sviluppo psicomotorio. Ma non solo: i vantaggi del nuoto neonatale e dei corsi di acquaticità sono davvero molti!

Corsi di nuoto neonatale: quando iniziare

Il neonato, memore dei nove mesi trascorsi nell’utero materno, mantiene per circa sei mesi dopo la nascita il cosiddetto riflesso di apnea involontaria, che gli permette di evitare di ingerire liquidi quando è immerso in acqua. Molti esperti consigliano quindi di iniziare con i corsi di nuoto neonatale il prima possibile, ma non prima che il moncone ombelicale si sia completamente cicatrizzato e al termine del ciclo dei vaccini obbligatori.

Nuoto neonatale

Foto di Cuong_Paul da Pixabay

Idealmente si può cominciare a portare il piccolo in piscina tra i 3 e i 5 mesi di vita, ma non è mai troppo tardi per farlo. In ogni fascia d’età, infatti, cambia il modo di rispondere agli stimoli esterni e in particolare di interagire con l’acqua. In particolare:

  • dai 3 ai 6 mesi in genere i bambini mantengono il riflesso di apnea involontaria: nonostante i movimenti di gambe e braccia siano per la maggior parte passivi, è il momento in cui la relazione con l’acqua è del tutto naturale;
  • dai 6 ai 12 mesi il bimbo può cominciare a modificare volontariamente la propria respirazione in base alle attività svolte. Non solo: ha anche la capacità di muovere il corpo volontariamente e di afferrare oggetti: via libera, quindi, a giochi galleggianti e ad attività natatorie proposte sotto forma di gioco!
  • fino ai 18 mesi le attività in piscina sono una grande opportunità di crescita fisica, mentale ed emotiva. Il bimbo deve sempre essere assistito dai genitori, ma si avvia ad essere autonomo e ad avvicinarsi al nuoto vero e proprio.

Bisogna però ricordare che ogni bimbo è diverso dall’altro e ha un diverso percorso di crescita, quindi è difficile stabilire un momento ideale per ogni bambino: sarà il pediatra a valutare insieme ai genitori quando cominciare con i corsi di acquaticità.

Tutti i vantaggi

I corsi di nuoto neonatale e di acquaticità offrono molti vantaggi ai neonati. Tra questi si possono ricordare:

  • il neonato, se ben accompagnato in questo percorso, getta le basi di un rapporto sano e sereno con l’acqua, che manterrà per tutta la vita;
  • si rafforza il rapporto affettivo e di fiducia con i genitori grazie alle attività stimolanti in cui si è coinvolti e al contatto fisico costante;
  • migliora il tono muscolare, la coordinazione, l’equilibrio e la motricità;
  • gli stimoli sensoriali dati dall’ambiente circostante favoriscono la crescita sensoriale ed emotiva, oltre a dare una maggiore consapevolezza dello spazio e del modo in cui interagire con esso;
  • il neonato impara a controllare la respirazione, favorendo così il rafforzamento del sistema cardiocircolatorio;
  • migliora la fiducia in se stesso e un maggiore senso di sicurezza in relazione al proprio corpo;
  • il rapporto e l’interazione con altri neonati stimolano la socialità;
  • le attività in acqua stimolano l’appetito e regolarizzano il sonno.
Nuoto neonatale

Foto di Sunshine Design da Pexels

Controindicazioni

Ci sono delle controindicazioni al nuoto neonatale e ai corsi di acquaticità? In via generale non ce ne sono, ma bisogna assicurarsi che il neonato sia costantemente seguito in acqua sia dai genitori che da istruttori qualificati, che possano proporre attività e giochi in totale sicurezza. Chi gestisce il corso dovrebbe avere idealmente sia una qualifica ufficiale sia una preparazione pedagogica specifica, oltre ad una buona dose di empatia e sensibilità. Ci si deve poi assicurare che l’acqua della piscina sia ad una temperatura di circa 32 gradi, in modo che i bambini molto piccoli non subiscano bruschi sbalzi termici. È essenziale poi osservare il comportamento del bambino ad ogni lezione e rispettare l’intensità con cui ha voglia di eseguire gli esercizi proposti; se già a casa ci si accorge che il bimbo è stanco e nervoso, meglio dedicarsi ad un’attività meno impegnativa.

In copertina foto di Yan Krukau da Pexels

 
 
 

In breve

Il nuoto neonatale e i corsi di acquaticità sono più che una semplice moda: offrono tanti benefici ai bambini e consentono loro di gettare le basi di un buon rapporto con l’acqua, che potranno poi coltivare per tutta la vita.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti